IL BUONASERA TECH (puntata 30)

Bel traguardo per il nostro appuntamento di chiacchiere serali a sfondo tech. Siamo infatti arrivati alla trentesima puntata e volevo cogliere l’occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno accompagnato fin qui e tutti coloro che mi hanno dato il loro feedback sul lavoro fin qui svolto. GRAZIE! Tornando alla puntata odierna, oggi analizzeremo quella controversia che sono i sub-brand dei produttori top!

Huawei VS HONOR

Giusto ieri parlavamo dell’ingresso di un nuovo player nel già affollato panorama di produttori Android che agiscono nel nostro territorio. Ma la notizia non era tanto il costante sovraffollamento, ma in fatto che il nuovo produttore non sia in realtà così nuovo. Il fenomeneno di frammentazione dei brand in diverse sotto divisioni ha infatti raggiunto ormai dimensioni importanti. Meritevoli delle nostre analisi.

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Xiaomi, Huawei, Oppo, sono solo alcuni nomi che hanno deciso nel tempo di creare delle associate al quale dedicare il ruolo di sub-brand. Pensiamo a HONOR, Redmi o alla recente Realme. Tutte aziende nate sotto protezione e controllo dei grandi nomi del settore. Ma per quale motivo? Quale vantaggio può dare questa strategia? Abbiamo infatti già molte volte criticato il numero di smartphone in uscita ogni anno con relativo sovraffollamento nel mercato, ma i produttori sembrano non voler sentire ragioni.

HONOR VS Redmi

In principio ai sub-brand era dedicato il compito di attaccare la fascia bassa del mercato proponendo device a prezzi concorrenziali e popolari. Ma con il costante abbassamento del prezzo dei cellulari della fascia medio-bassa, questa pratica non era più necessaria. Ed ecco comparire dispositivi per lo più copiati pari pari dal produttore principale con il solo nome sulla scocca modificato. I produttori puntano forte sulla volontà di creare così tanta confusione nelle possibilità di acquisto per l’utente finale, sperando di veder scelto un proprio device dalla mischia.

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La cara vecchia tecnica del cesto e del supermercato. Una tecnica che aiuta magari a smaltire le scorte ma non ad accrescere il ruolo del produttore nel tempo. Perché la persona che compra un device in un negozio fisico di telefonia e dopo due anni si trova a sostituirlo pensando magari di cambiare in meglio la propria esperienza, rischia di ritrovarsi con le stesse performance solamente in una nuova scocca. Con conseguente malcontento e perdita di valore percepito nei confronti del produttore. Probabilmente i produttori dovrebbero concentrarsi sulla strategia della mela morsicata, o di Google stessa, con pochi dispositivi ma supportati e aggiornati nel tempo piuttosto che milioni di cloni tutti uguali…

E voi cosa ne pensate? Quale strategia dovrebbero seguire i produttori? Siete fan dei sub-brand dei produttori top? Fatecelo sapere qui sotto nei commenti

Penso di amare gli smartphone in maniera incondizionata: sono il settore tech che ancora oggi è più in grado di affascinarmi ed appasionarmi. Sin dal mio primo dispositivo smart (il mitico LG Optimus ONE) passando per tutte le varie prove che ora mi portano a testare il maggior numero di cellulari posibili, il mio amore non è mai diminuito. ANZI! Ora questa mia grande passione si sta trasformando in qualcosa di più con Spazio iTech, dove ho la fortuna con recensioni, articoli ed attività social , di raccontarvi il mio punto di vista sul mondo tech!