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Alexa, stop ai comandi vocali per l'ingresso AUX degli Echo

Dal 5 ottobre Amazon toglie il controllo vocale dell'ingresso AUX su Echo, Echo Plus, Echo Studio ed Echo Link: il cavo funziona ancora, ma i comandi cambiano.

Di Carlo Coppola 7 ottobre 2026 3 min di lettura
Alexa, stop ai comandi vocali per l'ingresso AUX degli Echo

Se usate un Echo come cassa per la TV o per il lettore CD, qualcosa è cambiato. Dal 5 ottobre 2026 Amazon ha disattivato il controllo vocale dell’ingresso AUX (line-in) su diversi modelli di Echo. Frasi come “Alexa, riproduci dal Line-In” non funzionano più.

La notizia arriva dalle testate tedesche, che parlano di una comunicazione inviata via email agli utenti interessati. Per ora non risulta una spiegazione pubblica da parte di Amazon, e non abbiamo una comunicazione specifica per l’Italia: chi ha uno degli Echo elencati qui sotto farà bene a controllare la propria casella di posta e l’app Alexa.

Cosa cambia in concreto

Il cavo non diventa inutile. Se collegate un televisore, un lettore CD o un altro dispositivo all’ingresso audio dell’Echo, il suono continua a uscire dalle casse del dispositivo, come prima.

A sparire sono i comandi a voce: non potete più dire ad Alexa di passare all’ingresso AUX, né avviare o fermare l’ascolto della sorgente esterna con la voce. Amazon riassume la situazione così: il collegamento resta, cambia il modo di usarlo.

In pratica la gestione passa su due strade:

  • Sulla sorgente: play, pausa e volume si regolano direttamente dal dispositivo collegato (telecomando della TV, tasti del lettore).
  • Nell’app Alexa: la selezione dell’ingresso resta possibile da lì.

Amazon consiglia inoltre di passare al Bluetooth, se la sorgente lo supporta.

Quali modelli sono coinvolti

Secondo le testate che hanno ripreso la notizia, la modifica riguarda gli Echo dotati di ingresso audio:

  • Echo di terza e quarta generazione
  • Echo Plus di seconda generazione
  • Echo Studio (le fonti citano la prima e la seconda generazione)
  • le varianti Echo Link

Le testate non elencano tutte esattamente gli stessi modelli: lo Studio di seconda generazione e l’Echo Link non compaiono in ogni articolo. Il controllo più sicuro è l’email di Amazon o la scheda del vostro dispositivo nell’app.

Per chi è un problema

La maggior parte degli utenti non se ne accorgerà. Il disagio riguarda chi aveva costruito un piccolo impianto attorno all’Echo: il giradischi con preamplificatore, il lettore CD in salotto, la TV collegata via cavo per avere un audio migliore degli altoparlanti integrati.

Per queste persone la comodità di dire “Alexa, ferma tutto” è venuta meno. Se la sorgente è lontana dal divano, serve di nuovo alzarsi o usare un telecomando. E chi usa routine e scene smart home che richiamavano l’ingresso AUX con la voce dovrà rivederle, perché quel passaggio non è più disponibile.

Cosa fare adesso

  1. Verificate nell’app Alexa se il vostro Echo è tra i modelli interessati.
  2. Controllate se la sorgente ha il Bluetooth: in quel caso l’accoppiamento sostituisce il cavo e permette di controllare la riproduzione anche con la voce, come per qualsiasi altro dispositivo accoppiato.
  3. Se il cavo resta la scelta migliore, per esempio per la qualità o per la latenza con la TV, aggiornate le vostre abitudini: telecomando alla mano e selezione dell’ingresso dall’app.
  4. Riguardate routine e automazioni che nominavano l’ingresso AUX.

Cosa ne pensiamo

Togliere una funzione già venduta con il prodotto è sempre una scelta che pesa. Qui il danno pratico è contenuto: l’audio via cavo funziona e le alternative esistono. Ma il segnale è chiaro: una funzione di un dispositivo già acquistato può cambiare dopo l’acquisto.

Il silenzio di Amazon sulle ragioni non aiuta. Una nota pubblica con una spiegazione, anche breve, eviterebbe congetture. Per ora l’unica cosa certa è la data, il 5 ottobre, e l’elenco dei comandi che non rispondono più.

Il consiglio pratico è semplice: se il vostro Echo è il cuore di un impianto audio via cavo, non dategli per scontato nulla che dipenda dal cloud. Un ingresso fisico dà la sensazione di essere indipendente da internet, ma la parte “intelligente” resta nelle mani del produttore. Per un ascolto davvero stabile conviene sempre tenere un’alternativa semplice, come un telecomando o un amplificatore con comandi propri.

Se state valutando un nuovo altoparlante smart, tenete in conto anche questo: guardate quali funzioni vi servono davvero e chiedetevi quanto dipendano dal servizio e non dall’hardware.

Fonti verificate

Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.

AutoreCarlo Coppola

Carlo Coppola è redattore di Spazio iTech dove si occupa principalmente di smartphone Android, gaming e accessori tech. Appassionato di videogiochi dagli anni 90, segue da vicino il mercato console, PC gaming e i nuovi lanci di tutti i principali publisher. Per quanto riguarda il mondo mobile, cura la copertura delle novità Android con particolare attenzione ai medio-gamma e ai nuovi modelli dei brand cinesi emergenti. Scrive guide pratiche, articoli di approfondimento e news di settore.