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App Store, Apple stringe le regole su app nascoste e immagini intime generate con l'AI

Il 16 ottobre Apple ha aggiornato le App Review Guidelines: nuova regola 2.5.19 sulle funzioni nascoste e obbligo di fermare le immagini intime non consensuali, anche generate con l'AI.

Di Daniele Messi 17 ottobre 2026 3 min di lettura
App Store, Apple stringe le regole su app nascoste e immagini intime generate con l'AI

Apple ha pubblicato il 16 ottobre una nuova versione delle linee guida con cui valuta le app da inserire nell’App Store. Le modifiche più rilevanti sono due: una regola inedita contro le app che nascondono funzioni al momento della revisione e un linguaggio più netto sulle immagini intime non consensuali, comprese quelle create con strumenti di intelligenza artificiale.

Per chi usa l’iPhone non cambia nulla da un giorno all’altro. Cambia però il margine di manovra degli sviluppatori che finora hanno sfruttato le zone grigie del controllo preventivo.

Cosa cambia in concreto

Sezione 1.2, contenuti generati dagli utenti. La regola riguarda le app in cui le persone possono creare o condividere contenuti. Apple precisa ora che la moderazione deve coprire in modo esplicito le immagini intime non consensuali, incluse quelle prodotte con l’AI. Le app devono prevenirle e rimuoverle in modo attivo. Chi non mette in piedi salvaguardie adeguate, o non corregge le violazioni dopo la segnalazione, rischia di violare il Codice di condotta degli sviluppatori e di essere rimosso dallo store.

Nuova sezione 2.5.19, funzioni nascoste. È la novità più commentata. Apple vieta alle app di presentarsi in un modo durante la revisione e di cambiare dopo l’approvazione, per esempio aggiungendo funzioni che non c’erano nella versione inviata. La società la descrive come un chiarimento di un divieto già esistente, che prima rientrava nella regola 2.3.1. Il testo parla di funzioni “nascoste, dormienti o non documentate”. Secondo la ricostruzione di 9to5Mac, nascondere tali funzioni con l’offuscamento del codice è motivo di rimozione dell’app e di chiusura dell’account sviluppatore. Apple parla di rimozione dall’App Store e dall’Apple Developer Program.

Sezione 5, sicurezza. Apple chiarisce che le app che favoriscono la tratta di esseri umani o lo sfruttamento dei minori vengono eliminate dall’App Store e bloccate anche nella distribuzione alternativa. Quest’ultimo dettaglio è interessante: indica che il divieto vale anche fuori dal negozio ufficiale, dove Apple concede quella distribuzione.

Nello stesso aggiornamento Apple ha modificato anche le regole 2.3.14, sulle immagini e i materiali creativi, e 3.1.1(a). Le traduzioni delle linee guida sono previste entro un mese.

Perché arriva adesso

Il contesto è quello di un anno di inchieste sulle app cosiddette “nudify”, che promettono di spogliare digitalmente una persona partendo da una foto. Secondo 9to5Mac, le nuove regole seguono diverse segnalazioni: le indagini proprio su queste app, i casi di app di gioco d’azzardo mascherate in Brasile e le polemiche sulle immagini sessualizzate generate da Grok. Un’indagine dell’ufficio del City Attorney di San Francisco ha individuato 13 app, otto delle quali sull’App Store, che si presentavano come semplici strumenti di scambio di volti.

Qui sta il punto della regola 2.5.19. Molte di queste app superavano il controllo mostrandosi per qualcosa di innocuo e solo dopo l’approvazione rendevano accessibile la funzione problematica. Le app per spogliare le persone erano già vietate perché assimilate alla pornografia; mancava uno strumento chiaro per colpire il meccanismo con cui venivano fatte passare.

Cosa significa per gli utenti italiani

Le linee guida sono globali e valgono quindi anche per i negozi che servono l’Italia e la Svizzera. Un utente europeo non vedrà un’interfaccia diversa: l’effetto sarà, nelle intenzioni, un catalogo con meno app ingannevoli e una rimozione più rapida di quelle segnalate.

Per gli sviluppatori italiani la regola ha una conseguenza pratica. Chi pubblica app con foto, video o messaggi generati dagli utenti dovrebbe controllare di avere strumenti di segnalazione e rimozione funzionanti. Chi usa funzioni AI generative deve descrivere nei metadati di revisione tutto ciò che l’app può fare, comprese le funzioni attivabili in seguito.

Cosa ne pensiamo

Il chiarimento era necessario, ma resta una questione di applicazione. Il divieto di cambiare un’app dopo l’approvazione esisteva già, e le app “nudify” sono arrivate comunque sullo store. Aggiungere un numero di sezione non basta a risolvere un problema che nasce dalla difficoltà di verificare cosa fa davvero un’app dopo il rilascio, soprattutto quando le funzioni passano da un server remoto e possono cambiare senza un nuovo aggiornamento.

Il segnale più concreto è il rischio per l’account sviluppatore: la perdita dell’accesso all’Apple Developer Program pesa molto più di una singola app tolta. Se Apple lo applicherà davvero, scoraggerà chi oggi considera la rimozione un costo accettabile.

C’è poi un limite da tenere presente. Il testo mette l’accento sulle salvaguardie, non su un obbligo di risultato: per le app con contenuti degli utenti conterà quanto Apple riterrà adeguati i sistemi di moderazione. Vedremo nei prossimi mesi quante rimozioni arriveranno e con quali motivazioni. È il dato che dirà se la nuova versione cambia le cose o resta una dichiarazione di principio.

Fonti verificate

Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.

AutoreDaniele Messi

Daniele Messi, conosciuto online come danymexi, è redattore di Spazio iTech dove cura principalmente news e approfondimenti sul mondo Apple, intelligenza artificiale e servizi digitali. Segue il settore tech da oltre un decennio, con un focus particolare sulle evoluzioni dell'ecosistema iOS/macOS e sulle applicazioni pratiche dell'AI nella vita quotidiana. Scrive di nuovi prodotti, aggiornamenti software, analisi di mercato e tendenze emergenti del settore consumer electronics.