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34BigThings libera: lo studio italiano torna indipendente

Matteo Baitelli · 23 Giugno 2026 · 4 min di lettura
34BigThings libera: lo studio italiano torna indipendente
Immagine: Everyeye.it

Sei anni di matrimonio finito. 34BigThings esce dall’orbita di Embracer e torna nelle mani dei suoi fondatori. È una notizia che racconta qualcosa di importante sul mercato dei videogiochi italiano, e onestamente, quando l’ho letta, mi è venuto da sorridere.

34BigThings libera: lo studio italiano torna indipendente
Crediti immagine: Everyeye.it

Lo studio bolognese—quello che ha creato Redout, la saga di racing futuristici che ancora oggi fa impazzire i fan della velocità pura, e Carmageddon: Rogue Shift—ha deciso di riprendere il controllo della propria strada. Dopo sei anni sotto il gigante svedese Embracer, il team è di nuovo autonomo. Non è un dettaglio marginale: è la scelta di restare se stessi in un’industria che schiaccia chiunque non sia abbastanza grande.

Embracer, per chi non lo segue, è quella holding enorme che negli ultimi anni ha inghiottito decine di studi sparsi per il mondo. La strategia di raccolta era aggressiva, quasi sistematica. Portafoglio diversificato, sinergie di publishing, condivisione di risorse. Sulla carta, suonava bene. Nella pratica, abbiamo visto che molti team, dentro quella struttura, hanno faticato a mantenere l’identità creativa che li rendeva speciali.

34BigThings non è eccezione. Negli anni con Embracer, lo studio ha continuato a lavorare, certo. Ma quando senti parlare direttamente i creatori di un gioco, noti una differenza. C’è libertà nei loro occhi quando non devono rispondere a layer di management che non capiscono il loro vision. C’è velocità nei tempi di sviluppo quando le decisioni non passano per dieci meeting diversi.

La domanda che mi pongo è: cosa succede adesso? Uno studio indipendente nel 2026 non è la stessa cosa che lo era dieci anni fa. Il costo della produzione è esploso, la competizione è ancora più feroce, il mercato è saturo di titoli. Ma c’è anche uno spazio nuovo per chi sa muoversi veloce, per chi può scegliere i genere senza compromessi, per chi non deve seguire le mode di Fortnite e Call of Duty.

34BigThings ha sempre giocato su nicchie precise: racing arcade futuristici, violenza creativa e retrò di Carmageddon. Non è roba per la massa mainstream. È roba per chi sa riconoscere il valore di un’esperienza particolare. Quello è il loro spazio, e dentro quello spazio, potenzialmente, possono dominare senza dover rendere conto a nessuno.

Il lato pratico: tornare indipendenti significa anche gestire il finanziamento da zero. Significa negoziare con publisher per la distribuzione, significa cercare investitori per i progetti nuovi, significa rischiare di più. Non è una passeggiata. Ma è anche l’unico modo, per certi tipi di creatori, di rimanere vivi in senso artistico.

Ho sempre creduto che l’Italia abbia studi di videogiochi sottovalutati a livello globale. 34BigThings rientra in quella categoria: non sono nomi che fanno audience come i grandi franchise, ma sono team che sanno fare cose specifiche, con qualità, con una visione propria. Quando restano indipendenti, hanno il potenziale di diventare ancora più forti.

Quello che mi chiedo è se questo movimento—studio piccolo che si stacca da holding gigante—diventerà una tendenza più ampia nel 2026. L’industria continua a consolidarsi, vero, ma ci sono anche crepe. Ci sono team stanchi di sentirsi controllati. Ci sono creatori che preferiscono il rischio dell’indipendenza alla gabbia dorata del grande gruppo.

Se 34BigThings riuscirà a stare in piedi con progetti ambiziosi nei prossimi due anni, potrebbe diventare un modello per altri. E quella sarebbe una buona notizia per chiunque ami i videogiochi che non seguono il manuale di istruzioni.

Per chi gioca in Italia, questo significa una cosa concreta: se 34BigThings annuncia un nuovo titolo, potete scommettere che dietro c’è stata una scelta creativa libera, non un compromesso editoriale. E in un mercato dove i compromessi vincono spesso, quella differenza conta eccome.

Fonte: Everyeye.it