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Amazon prepara nuovo smartphone AI: missione impossibile?

Cosimo Caputo · 21 Marzo 2026 · 6 min di lettura
Amazon prepara nuovo smartphone AI: missione impossibile?
Immagine: Wired

Il gigante dell’e-commerce Amazon starebbe lavorando a un nuovo smartphone dotato di intelligenza artificiale, secondo indiscrezioni emerse nelle ultime ore. Una notizia che fa subito pensare al disastroso Fire Phone del 2014, costato all’azienda oltre 170 milioni di dollari e ritirato dal mercato dopo appena un anno. Ma questa volta potrebbe essere diverso?

L’idea di Jeff Bezos e soci di tornare nel mercato mobile non è poi così sorprendente, considerando gli enormi investimenti che Amazon ha fatto nell’intelligenza artificiale con Alexa e i recenti sviluppi nel campo dell’AI generativa. Tuttavia, gli esperti del settore sono più che scettici: entrare oggi nel mercato degli smartphone significa sfidare colossi consolidati come Apple e Samsung in un territorio dove i consumatori hanno ormai abitudini radicate e pochissima voglia di sperimentare.

La domanda che tutti si pongono è: cosa potrebbe offrire Amazon di così rivoluzionario da convincere milioni di utenti a lasciare iPhone e Galaxy per un device del tutto nuovo? E soprattutto, ha davvero senso investire miliardi in un settore già saturo quando l’azienda potrebbe concentrarsi su altri fronti più promettenti?

Il mercato mobile: una fortezza inespugnabile

I numeri parlano chiaro: il mercato globale degli smartphone è dominato da pochi player che si spartiscono la quasi totalità delle vendite. Apple detiene circa il 20% del mercato globale ma oltre il 50% dei profitti del settore, mentre Samsung mantiene salda la leadership nelle vendite complessive. Dietro di loro, brand cinesi come Xiaomi, Oppo e Vivo si contendono le briciole, lasciando poco spazio a nuovi entranti.

Ma il vero problema non sono solo i competitor: è il mercato stesso. Le vendite globali di smartphone sono in calo da diversi anni, con i consumatori che tendono a cambiare dispositivo sempre meno frequentemente. La saturazione è evidente soprattutto nei mercati più maturi come Stati Uniti ed Europa, dove un eventuale smartphone Amazon dovrebbe necessariamente fare il suo debutto per avere credibilità internazionale.

Inoltre, l’ecosistema mobile è ormai cristallizzato attorno a due poli: iOS e Android. Gli utenti hanno investito anni in app, dati, foto e servizi legati a questi sistemi operativi. Convincerli a migrare verso una nuova piattaforma richiederebbe un vantaggio competitivo così schiacciante da essere praticamente impossibile da realizzare, come dimostrano i fallimenti di Windows Phone e dello stesso Fire Phone di Amazon.

L’AI come possibile game changer

Se Amazon ha davvero intenzione di riprovarci, l’intelligenza artificiale potrebbe essere l’unica carta vincente sul tavolo. L’azienda di Seattle ha un vantaggio competitivo non indifferente in questo campo: Alexa è presente in milioni di case, i servizi AWS alimentano una buona parte dell’AI mondiale, e gli investimenti in machine learning sono costanti da oltre un decennio.

Un iPhone “potenziato” dall’AI di Amazon potrebbe teoricamente offrire funzionalità innovative nell’assistenza vocale, nella gestione della smart home, nell’integrazione con i servizi di e-commerce e nella personalizzazione dell’esperienza utente. Immaginate un dispositivo che conosce perfettamente le vostre abitudini di acquisto, che si integra seamlessly con Echo e Ring, e che utilizza l’AI per anticipare le vostre necessità quotidiane.

Tuttavia, anche questo approccio presenta criticità evidenti. Innanzitutto, Google e Apple stanno già integrando sempre più AI nei loro sistemi operativi. Il nuovo iOS 18 e Android 15 includono funzionalità di intelligenza artificiale avanzate che riducono drasticamente il vantaggio competitivo che Amazon potrebbe vantare. Inoltre, molti utenti sono già preoccupati per la privacy dei loro dati: affidare ulteriori informazioni personali ad Amazon potrebbe non essere visto di buon occhio.

I precedenti non promettono bene

La storia di Amazon nel mercato mobile è costellata di tentativi fallimentari. Il Fire Phone del 2014 era sulla carta un progetto ambizioso: schermo 3D, integrazione totale con i servizi Amazon, fotocamera per il riconoscimento di prodotti e prezzi competitivi. Eppure si rivelò un flop commerciale epocale, tanto che l’azienda fu costretta a svendere le scorte rimanenti a 99 centesimi l’uno.

Il problema non fu solo tecnico ma di posizionamento: Amazon tentò di creare un ecosistema chiuso troppo legato ai propri servizi, in un momento in cui gli utenti volevano libertà di scelta e accesso all’intero universo delle app Android e iOS. Una lezione che Jeff Bezos e i suoi ingegneri dovrebbero aver imparato, ma che potrebbe ripetersi se l’approccio rimanesse troppo “Amazon-centrico”.

Anche altri giganti tech hanno fallito nel mobile nonostante risorse enormi e competenze tecnologiche indiscutibili. Microsoft con Windows Phone aveva un sistema operativo elegante e innovativo, ma non riuscì mai a convincere sviluppatori e utenti. Meta (ex Facebook) ha tentato più volte di entrare nel mercato hardware mobile senza successo significativo. Persino Google, pur essendo il creatore di Android, fatica a rendere i suoi Pixel dei veri competitor di iPhone e Galaxy.

Una scommessa da miliardi con poche possibilità di successo

Sviluppare uno smartphone competitivo oggi richiede investimenti colossali: ricerca e sviluppo, produzione, marketing, distribuzione, supporto post-vendita. Amazon dovrebbe inoltre convincere operatori telefonici, retailer e sviluppatori a supportare una piattaforma ancora tutta da dimostrare. Il rischio è di ripetere l’errore del Fire Phone su scala ancora più ampia.

Forse l’energia e le risorse che Amazon potrebbe dedicare a questo progetto sarebbero meglio investite nel consolidamento della sua leadership in cloud computing, nell’espansione dei servizi di streaming, o nello sviluppo di tecnologie emergenti come l’automazione logistica e la consegna con droni. Settori dove l’azienda ha già una posizione dominante e margini di crescita evidenti.

Il mobile rimane un mercato affascinante per qualsiasi tech company, ma la realtà è che le barriere all’ingresso sono oggi più alte che mai. Amazon potrebbe scoprire, ancora una volta, che alcune battaglie semplicemente non vale la pena combatterle. A meno che non abbia davvero in serbo qualcosa di rivoluzionario che nessuno ha ancora immaginato.

Fonte: Wired

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