Google ha annunciato il 15 ottobre che il sistema di allerta terremoto di Android passa da 98 a più di 200 tra Paesi e regioni. Tra le aree appena aggiunte ci sono Panama e Guatemala. Il servizio, che usa gli smartphone stessi come rete di rilevamento, ha già inviato oltre un miliardo di avvisi dal debutto nel 2021.
Cosa cambia in concreto
L’espansione è iniziata il giorno dell’annuncio. Google dice che nelle regioni appena coperte gli avvisi dovrebbero essere pienamente attivi entro una settimana. Per chi ha già il servizio non cambia nulla: le novità riguardano soprattutto chi vive in zone sismiche finora escluse.
Google non ha indicato nel comunicato né l’Italia né la Svizzera tra le aree citate. Per sapere se il proprio Paese è coperto, l’azienda rimanda alla pagina di supporto che elenca le zone attive.
Come funziona
Dove non esistono reti sismiche pubbliche collegate al servizio, Android si affida agli accelerometri degli smartphone. Quando molti telefoni vicini registrano vibrazioni compatibili con un sisma, il sistema stima l’evento e manda l’avviso agli altri telefoni della zona, con qualche secondo di anticipo sulla scossa.
In alcune zone degli Stati Uniti, tra cui California, Washington e Oregon, gli avvisi usano invece i dati di ShakeAlert, rete con 1.675 sensori sismici, come riferisce Thurrott.
Gli avvisi sono di tre tipi:
- Be Aware: è stata rilevata una scossa lieve.
- Be Ready: si prevede una scossa più forte e conviene prepararsi.
- Take Action: avviso a schermo intero per scosse da moderate a forti, con indicazioni immediate su cosa fare.
L’avviso “Be Ready” diventerà più utile
Nei prossimi mesi Google aggiornerà il livello intermedio. L’avviso mostrerà una mappa dell’area in cui è stata rilevata la scossa, la magnitudo stimata, le azioni consigliate e un pulsante per approfondire, con informazioni che si aggiornano man mano. Google non ha dato una data precisa per il rilascio.
Per chi è interessante
Per chi usa Android in Italia, la notizia è un segnale più che una novità pratica: il Paese è sismico e un servizio di questo tipo sarebbe utile, ma dal comunicato non risulta che sia tra le nuove aree. Per verificare la copertura bisogna consultare la pagina di supporto di Google. Se viaggiate in America centrale o in altre regioni appena aggiunte, l’espansione può invece fare la differenza.
Cosa ne pensiamo
Un sistema basato sugli accelerometri dei telefoni ha un limite evidente: più telefoni ci sono, più è affidabile. Ampliare la copertura a oltre 200 regioni è quindi un buon passo, ma la qualità dell’avviso dipenderà dalla densità di dispositivi Android in ciascuna area, non dalla semplice presenza del servizio nell’elenco.
Ci convince di più l’annuncio sul “Be Ready”. Oggi l’avviso intermedio dice poco; una mappa e una magnitudo stimata permettono di capire se la scossa riguarda davvero chi lo riceve e se serve mettersi al riparo. Resta da vedere quanto sarà rapido il passaggio dal rilevamento all’avviso: con pochi secondi a disposizione, ogni ritardo pesa.
Per l’Italia, infine, la questione più concreta è un’altra: sapere se e quando il servizio sarà ampliato o migliorato anche qui. Google non lo ha detto, e finché non lo farà conviene non dare per scontato nulla.
Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.





