News

Batterie solid-state danneggiate: test Donut Lab 2026

Cosimo Caputo · 23 Marzo 2026 · 5 min di lettura
Batterie solid-state danneggiate: test Donut Lab 2026
Immagine: The Verge

Le batterie solid-state rappresentano il futuro dell’energia portatile, ma quanto sono davvero resistenti ai danni? Donut Lab ha deciso di rispondere a questa domanda cruciale con un test tanto coraggioso quanto rivelatore: danneggiare deliberatamente la propria cella solid-state per verificarne le prestazioni e la sicurezza.

I risultati, pubblicati nel 2026, mostrano un quadro complesso ma incoraggiante. Sebbene la capacità di mantenere la carica sia risultata fortemente compromessa, la batteria non ha mostrato i pericolosi segni di thermal runaway tipici delle tradizionali celle al litio. Un dettaglio che potrebbe rivoluzionare la percezione della sicurezza nelle batterie di nuova generazione.

Questo ennesimo esperimento si inserisce in una strategia più ampia di Donut Lab, che da mesi sottopone le proprie batterie solid-state a test estremi per dimostrarne l’autenticità e le potenzialità. Dopo aver superato prove di ricarica rapida e resistenza al calore estremo, ora tocca alla resilienza strutturale.

Il test del danno: metodologia e risultati

Il VTT Technical Research Centre finlandese, istituto di ricerca statale che ha condotto tutti i precedenti test di Donut Lab, ha progettato un protocollo specifico per valutare le prestazioni della cella danneggiata. La batteria utilizzata proveniva dai precedenti test termici, durante i quali l’involucro aveva già perso la sua sigillatura sottovuoto.

I ricercatori hanno sottoposto la cella a danni strutturali controllati, simulando scenari reali di utilizzo estremo. I risultati hanno evidenziato una drastica riduzione della capacità di accumulo energetico, con la batteria che faticava a mantenere anche cariche minime. Tuttavia, l’aspetto più significativo è stata l’assenza totale di reazioni termiche pericolose.

Questa caratteristica distintiva delle solid-state battery rappresenta un vantaggio competitivo enorme rispetto alle tradizionali celle agli ioni di litio. Mentre queste ultime, se danneggiate, possono incendiarsi o esplodere, la tecnologia solid-state promette di “fallire in sicurezza”, degradando le prestazioni senza compromettere l’incolumità degli utenti.

Implicazioni per il mercato delle batterie

I risultati di questo test hanno implicazioni profonde per l’industria tecnologica. Nel settore degli smartphone e dei dispositivi portatili, la sicurezza rappresenta una priorità assoluta dopo gli incidenti che hanno coinvolto alcuni produttori negli anni passati. Le batterie solid-state potrebbero finalmente offrire quella tranquillità che consumatori e produttori cercano da tempo.

Per il mercato italiano, questa tecnologia potrebbe aprire nuove opportunità. Le normative europee sempre più stringenti sulla sicurezza dei dispositivi elettronici renderebbero le batterie solid-state particolarmente appetibili per i produttori che vogliono commercializzare i propri prodotti nell’UE. La Commissione Europea ha già manifestato interesse per tecnologie energetiche più sicure e sostenibili.

Dal punto di vista economico, tuttavia, restano diverse sfide. I costi di produzione delle batterie solid-state rimangono significativamente superiori rispetto alle tradizionali celle al litio, e la scalabilità industriale rappresenta ancora un ostacolo importante. Gli analisti stimano che potrebbero servire ancora 2-3 anni prima di vedere questa tecnologia in prodotti consumer mainstream.

La strategia di validazione di Donut Lab

La campagna di test pubblici condotta da Donut Lab nel 2026 rappresenta un approccio innovativo alla validazione tecnologica. Invece di limitarsi a pubblicazioni scientifiche tradizionali, l’azienda ha scelto la trasparenza totale, sottoponendo le proprie batterie a verifiche indipendenti e rendendo pubblici tutti i risultati.

Questa strategia risponde alle crescenti richieste di accountability nel settore tech, dove le promesse rivoluzionarie spesso si scontrano con la realtà pratica. I test condotti dal VTT offrono quella credibilità terza che investitori e partner industriali richiedono prima di impegnarsi in questa tecnologia.

La scelta di testare anche scenari di fallimento dimostra una maturità tecnica notevole. Molte startup tendono a mostrare solo i risultati migliori, mentre Donut Lab ha deciso di esporre anche i limiti attuali della propria tecnologia. Questo approccio, sebbene possa sembrare controintuitivo dal punto di vista marketing, costruisce fiducia nel lungo termine.

Prospettive future e sfide tecnologiche

Nonostante i risultati incoraggianti in termini di sicurezza, il test ha evidenziato che le batterie solid-state attuali non sono ancora pronte per scenari di utilizzo estremo. La perdita quasi totale di capacità dopo il danneggiamento indica che servono ulteriori miglioramenti nella robustezza strutturale di questi dispositivi.

Gli ingegneri di Donut Lab dovranno ora concentrarsi su due fronti: mantenere le eccellenti caratteristiche di sicurezza già dimostrate, e contemporaneamente migliorare la resistenza ai danni fisici. Si tratta di una sfida ingegneristica complessa, che richiederà probabilmente lo sviluppo di nuovi materiali e architetture cellulari.

Il 2026 si sta rivelando un anno cruciale per le batterie solid-state. Con diversi produttori automotive che hanno annunciato piani di implementazione e giganti tech come Samsung e Toyota che investono miliardi in questa tecnologia, i prossimi mesi potrebbero determinare se questa rivoluzione energetica diventerà finalmente realtà o rimarrà ancora una promessa per il futuro.

Fonte: The Verge