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ByteDance aggira i divieti USA: 36mila chip NVIDIA B200 in Malaysia

Daniele Messi · 13 Marzo 2026 · 5 min di lettura
ByteDance aggira i divieti USA: 36mila chip NVIDIA B200 in Malaysia
Immagine: Engadget

La geopolitica dei semiconduttori continua a creare scenari degni di un thriller tecnologico. ByteDance, la casa madre cinese di TikTok, ha escogitato una strategia ingegnosa per accedere ai chip AI più potenti di NVIDIA nonostante le severe restrizioni all’esportazione imposte dagli Stati Uniti. La mossa? Investire oltre 2,5 miliardi di dollari per costruire un’infrastruttura di calcolo in Malaysia, aggirando elegantemente i controlli americani.

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’operazione prevede l’acquisizione di circa 36.000 chip B200 – i processori più avanzati di NVIDIA per l’intelligenza artificiale – attraverso una partnership con Aolani Cloud, azienda con sede a Singapore. Un investimento mastodontico che testimonia quanto le aziende cinesi siano disposte a spendere per non rimanere indietro nella corsa all’AI.

La vicenda mette in luce le crescenti tensioni tecnologiche tra USA e Cina, ma anche l’incredibile capacità di adattamento delle aziende tech nell’era delle guerre commerciali. Per ByteDance, questo rappresenta un’opportunità unica di mantenere la competitività globale, mentre per il mercato italiano ed europeo potrebbe significare servizi AI più avanzati sulle piattaforme dell’ecosistema ByteDance.

La strategia malese: come aggirare i divieti USA

L’operazione orchestrata da ByteDance è un esempio perfetto di come le aziende tech moderne navighino nel complesso panorama delle regolamentazioni internazionali. Aolani Cloud, la chiave di volta di questa strategia, opererà esclusivamente in Malaysia – territorio non soggetto alle restrizioni americane sui semiconduttori avanzati.

Il meccanismo è relativamente semplice ma geniale: Aolani acquista direttamente i componenti da NVIDIA e li utilizza per costruire sistemi di calcolo basati sull’architettura Blackwell. ByteDance, a sua volta, accede a questa potenza computazionale come cliente del servizio cloud, senza mai possedere fisicamente i chip sul territorio cinese. Una soluzione che rispetta la lettera della legge americana pur raggiungendo l’obiettivo desiderato.

Come ha confermato un portavoce di NVIDIA: “Per design, le regole di esportazione permettono che i cloud siano costruiti e operati al di fuori dei paesi controllati”. L’azienda di Jensen Huang ha inoltre precisato che tutti i partner cloud vengono sottoposti a rigorosi controlli prima dell’approvazione, suggerendo che l’operazione ha ricevuto il via libera ufficiale.

I numeri da capogiro dell’operazione ByteDance

Le cifre coinvolte in questa operazione sono semplicemente impressionanti. Con un investimento di oltre 2,5 miliardi di dollari, ByteDance si prepara ad accedere a una potenza di calcolo AI senza precedenti nella regione asiatica. I 36.000 chip B200 rappresentano una flotta computazionale in grado di gestire carichi di lavoro AI estremamente complessi, dalla generazione di contenuti multimediali all’analisi predittiva su scala globale.

Per mettere questi numeri in prospettiva, basti pensare che Aolani Cloud attualmente opera con hardware del valore di appena 100 milioni di dollari. L’iniezione di capitale di ByteDance rappresenterebbe un incremento di 25 volte la capacità attuale, trasformando di fatto la startup singaporiana in uno dei principali provider di servizi cloud AI della regione.

Nonostante ByteDance rappresenti il cliente principale di questa operazione, Aolani ha dichiarato di voler servire multiple aziende across Asia e a livello globale. Una strategia che potrebbe aprire nuove opportunità per le aziende europee e italiane interessate ad accedere a servizi AI avanzati senza le complicazioni geopolitiche legate ai provider cinesi tradizionali.

Le implicazioni per il mercato globale dell’AI

Questa mossa di ByteDance rappresenta molto più di una semplice transazione commerciale: è un segnale chiaro di come le aziende tech stiano ridisegnando la mappa geografica dell’innovazione. Mentre gli Stati Uniti continuano a inasprire le restrizioni – inclusa una tariffa del 25% sui chip H200 venduti a ByteDance e stringenti requisiti “Know-Your-Customer” – le aziende cinesi stanno diversificando le loro strategie di approvvigionamento.

Per il mercato italiano, questa evoluzione potrebbe portare benefici inattesi. Un ByteDance con accesso a chip AI di ultima generazione significa potenzialmente algoritmi più sofisticati su TikTok, migliori funzionalità di traduzione automatica e servizi AI più avanzati. Allo stesso tempo, la crescita dell’ecosistema cloud asiatico potrebbe offrire alle startup italiane alternative interessanti ai tradizionali provider americani ed europei.

Guardando al futuro, questa operazione potrebbe rappresentare il primo di molti esempi simili. Con la Malaysia che si posiziona come hub neutrale per l’AI globale e Singapore che consolida il suo ruolo di centro finanziario e tecnologico dell’Asia, stiamo assistendo alla nascita di un nuovo equilibrio geopolitico nel settore dei semiconduttori. Un equilibrio che, paradossalmente, potrebbe beneficiare l’innovazione globale creando più competizione e diversificazione nell’accesso alle tecnologie AI più avanzate.

Fonte: Engadget