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Call of the Elder Gods: il sequel arriva a maggio 2026

Matteo Baitelli · 08 Aprile 2026 · 6 min di lettura
Call of the Elder Gods: il sequel arriva a maggio 2026
Immagine: Eurogamer

Dopo anni di attesa, gli appassionati di avventure narrative puzzle possono finalmente segnare il calendario: Call of the Elder Gods arriverà il 12 maggio 2026. La notizia è stata comunicata ufficialmente dalla casa editrice Kwalee e dallo studio di sviluppo Out of the Blue, promettendo di riportare in auge il genere che aveva conquistato la critica internazionale con il capitolo precedente.

Call of the Elder Gods: il sequel arriva a maggio 2026
Crediti immagine: Eurogamer

Per chi non conoscesse la serie, Call of the Sea nel 2020 aveva rappresentato una vera sorpresa: un’avventura narrativa che mescolava enigmi affascinanti, un’atmosfera lovecraftiana e una storia personale toccante. Ora, con questo seguito, gli sviluppatori sembrano intenzionati a raddoppiare su tutti i fronti, portando l’esperienza a un nuovo livello di profondità e complessità.

La disponibilità multipiattaforma è particolarmente interessante: il gioco sarà accessibile su Nintendo Switch 2, PC via Steam, PlayStation 5, Xbox Series S/X e Game Pass. Questa scelta strategica permette ai giocatori di scoprire il titolo su praticamente qualsiasi ecosistema, un segnale che Kwalee punta fortemente su questo progetto.

Un seguito che promette di sorprendere ancora

Call of the Elder Gods non è un semplice cash-in sul nome della proprietà intellettuale. Out of the Blue ha dimostrato nel primo capitolo di possedere una visione creativa chiara e una passione genuina per la narrazione interattiva. Il sequel arriva in un momento particolare per il genere delle avventure puzzle: mentre molti studi si buttano a capofitto nell’intelligenza artificiale e nei mondi open world, c’è ancora spazio (e fame di pubblico) per esperienze più intime e cerebbrali.

Le dinamiche di gameplay dovrebbero ruotare ancora attorno alla risoluzione di enigmi ambientali e della storia, ma non è difficile immaginare che gli sviluppatori abbiano raffinato il sistema di progressione e aggiunto sfide più articolate. Quello che ha funzionato in Call of the Sea—l’atmosfera cupa, i misteri cosmici, il senso di scoperta—sembra sia il fondamento solido su cui costruire il seguito.

Dal punto di vista narrativo, la presenza degli “Elder Gods” nel titolo lascia presagire un approfondimento ancora maggiore dell’universo lovecraftiano abbozzato nel primo capitolo. I fan della letteratura weird e dell’horror cosmico avranno probabilmente molto di cui essere entusiasti.

Un lancio strategico tra console nuove e piattaforme consolidate

La scelta di lanciare contemporaneamente su Nintendo Switch 2 è particolarmente significativa. La nuova console della Casa di Kyoto rappresenta un’occasione d’oro per gli sviluppatori indipendenti e mid-tier di raggiungere una base di utenti affamati di titoli originali e caratteristici. Un’avventura puzzle come Call of the Elder Gods è esattamente il tipo di gioco che prospera sulla piattaforma portatile/ibrida di Nintendo.

D’altro canto, la presence su PlayStation 5 e Xbox Series X/S garantisce prestazioni graiche superiori e un’esperienza immersiva completa su display più grandi. Il supporto a Game Pass è il colpo di genio vero: per gli abbonati al servizio Microsoft, il gioco sarà day-one, il che potrebbe tradursi in una base di giocatori considerevole fin dal lancio.

Su PC via Steam, infine, il titolo troverà quella fetta di pubblico che apprezza profondamente le esperienze narrative e i puzzle game, spesso disposto a investire tempo e risorse in titoli con visioni creative distintive. La community di Steam ha sempre dimostrato di valorizzare l’originalità, e Call of the Elder Gods sembra avere tutti i requisiti per farsi notare.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Con il lancio fissato a maggio 2026, gli sviluppatori hanno ancora qualche mese di tempo per affinare i dettagli e, presumibilmente, per condividere con il pubblico primi spezzoni di gameplay e storia. In genere, il periodo tra l’annuncio ufficiale della data e il rilascio vede una cascata di trailer tematici, demo playabili e interviste agli sviluppatori.

Per il pubblico italiano, sarà interessante verificare se il gioco avrà una localizzazione in italiano. Call of the Sea aveva ricevuto un doppiaggio e testi in lingua italiana, una pratica lodevole che ha contribuito a renderlo più accessibile al nostro mercato. Se Kwalee e Out of the Blue scelgono di replicare questo impegno, Call of the Elder Gods potrebbe diventare un must-have anche nel panorama ludico italiano.

Perché questa notizia è importante

In un’industria dove il grande AAA spesso monopolizza l’attenzione e il budget, l’arrivo di un seguito a un titolo indipendente di qualità come Call of the Sea rappresenta una vittoria culturale. Significa che le avventure narrative puzzle hanno un mercato solido, che gli editori sono disposti a finanziare seguito di giochi con un respiro creativo più ampio, e che la diversità ludica non è una chimera.

Inoltre, il 12 maggio 2026 potrebbe rivelarsi una data cruciale nel calendario videoludico della primavera prossima. Con il lancio della Nintendo Switch 2 ancora relativamente fresco, titoli come questo avranno la possibilità di stabilire subito standard di qualità narrativa sulla nuova console, influenzando le aspettative dei giocatori per gli anni a venire.

Call of the Elder Gods non sarà il gioco più venduto dell’anno, probabilmente non avrà milioni di giocatori contemporanei in multiplayer, ma potrebbe essere esattamente il tipo di esperienza che un giocatore ricorderà con affetto per anni. E in fin dei conti, non è questo ciò che rende speciale un videogame?

Fonte: Eurogamer