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Clicks Communicator 2026: la tastiera fisica finalmente c’è

Matteo Baitelli · 30 Giugno 2026 · 5 min di lettura
Clicks Communicator 2026: la tastiera fisica finalmente c'è
Immagine: SmartWorld.it

La tastiera fisica su uno smartphone non è una novità assoluta, ma vederla tornare nel 2026 è comunque sorprendente. Clicks Communicator arriva finalmente in forma di prototipo funzionante, dopo l’annuncio al CES di gennaio, e il video hands-on che è stato pubblicato mostra un dispositivo che promette di fare le cose diversamente dagli altri. Ma come sempre, il diavolo sta nei dettagli.

Clicks Communicator 2026: la tastiera fisica finalmente c'è
Crediti immagine: SmartWorld.it

Un display compatto e una tastiera che integra l’impronta

Il Communicator si presenta come uno smartphone con display OLED da 4,03 pollici, decisamente compatto rispetto agli standard attuali. La vera caratteristica distintiva è però la tastiera fisica integrata, che non è semplicemente una fila di tasti, ma include elementi intelligenti: la spaziatura integra uno scanner per le impronte digitali, c’è un tasto dedicato chiamato “prompt”, un LED Signal Light e tre microfoni con altoparlanti doppi a fuoco frontale. Non è il massimo della discrezione, lo ammetto, ma è un approccio onesto.

Chi come me ha usato i vecchi BlackBerry ricorda bene quanto quella tastiera fosse utile per la messaggistica rapida. Clicks vuole riportarci a quella filosofia, anche se il mercato negli ultimi dieci anni ha fatto tutt’altra strada. La domanda è: quanto vi manca davvero una tastiera fisica? Perché questo dispositivo non è per chiunque.

Il retro rimovibile, ma la batteria resta inchiodata

Un aspetto che apprezzo è la scelta di un backplate rimovibile. Nel video si vede chiaramente: togli il pannello posteriore e accedi agli slot SIM e microSD. Nel 2026, quando la riparabilità è diventata finalmente un tema serio, è bello vedere un brand che ci pensa. Molti productor potrebbero imparare da questo.

Però c’è un «ma» che non posso ignorare: la batteria non è rimovibile. È una contraddizione fastidiosa. Se il backplate si toglie, perché non rendere accessibile anche la batteria? È un’occasione mancata per chi sperava in uno smartphone davvero orientato alla longevità e all’autosufficienza riparativa. A mio parere, questa scelta contraddice lo spirito stesso del progetto.

Il software è ancora acerbo, ma coerente

Dal video si vede che il sistema operativo gira su Niagara Launcher, un’interfaccia minimalista che organizza le app preferite in cima e la lista alfabetica scorrendo verso il basso. È una scelta che ha senso per uno schermo così piccolo e una tastiera fisica: tutto è stato pensato per la rapidità di input, non per lo scroll infinito. Almeno questa coerenza c’è.

Però il software è chiaramente ancora in fase embrionale. Nel video si nota il foro della fotocamera frontale che copre parzialmente l’orologio nella barra di stato, un dettaglio che non dovrebbe succedere a questo stadio dello sviluppo. Manca ancora del lavoro prima del lancio ufficiale previsto per il quarto trimestre 2026.

499 dollari: il grande incognita

Clicks stessa ammette che mantenere il prezzo obiettivo di 499 dollari sarà difficile, soprattutto considerando i costi della RAM che non accenna a calare sul mercato. Nel 2026, quella cifra potrebbe essere aggressiva per uno smartphone con processore non top-tier e funzioni così specifiche. Il mercato dei dispositivi di nicchia è piccolo, e Clicks dovrà convincere consumatori disposti a spendere soldi per una scelta che in pochi capiranno.

Quello che mi colpisce è il coraggio di fare qualcosa di diverso in un’industria dove tutti seguono lo stesso playbook. Ma il coraggio da solo non basta. La vera sfida sarà dimostrarsi affidabile nel supporto software e costruire una comunità attorno a questo tipo di device. Android continua a dominare, ma avere una tastiera fisica richiede un’ottimizzazione che pochi brand sanno fare bene.

Secondo me, Clicks Communicator è un esperimento affascinante, ma rischioso. La tastiera è un’idea solida e il design ha personalità. Però il software immaturo, la batteria non rimovibile e il prezzo incerto creano dubbi legittimi. Mi chiederei: in un 2026 dove gli smartphone piega, intelligenza artificiale e fotografie computazionali dominano la conversazione, quanti utenti sono pronti a scegliere consapevolmente una tastiera fisica?

Articolo originale su: SmartWorld.it