Demon’s Souls: spuntano filmati del 2007 con la modalità
Un video di presentazione agli sviluppatori risalente al 2007 ha portato alla luce un dettaglio affascinante sulla storia di Demon’s Souls: il capolavoro di FromSoftware aveva originariamente una modalità first-person completamente funzionante, poi scartata durante lo sviluppo. I filmati ritrovati mostrano il gioco nella prospettiva in prima persona, sollevando interrogativi su come avrebbe potuto influenzare il genere soulslike che domina ancora oggi il mercato videoludico.

Le prove concrete nel filmato del 2007
Il materiale ritrovato proviene direttamente da una sessione di sviluppo interna e dimostra che Demon’s Souls non era inizialmente concepito esclusivamente in terza persona. Le riprese evidenziano una prospettiva first-person completamente implementata, con interfaccia utente e meccaniche di combattimento adattate per questa visuale. Si tratta di un’iterazione ben oltre lo stadio concettuale: la meccanica risulta tecnica e responsiva, non una semplice prototipazione.
Cosa significa per chi gioca oggi? Semplicemente che il Demon’s Souls che tutti conosciamo rappresenta una scelta curatoriale precisa da parte del team di Hidetaka Miyazaki e FromSoftware. Non un’omissione tecnica, ma una decisione consapevole di abbandonare la first-person a favore di una prospettiva che permettesse maggiore controllo spaziale e awareness del nemico. Elemento cruciale per un titolo dove la lettura visuale degli attacchi diventa questione di sopravvivenza.
Perché FromSoftware abbandonò la modalità first-person
La scelta di eliminare la prospettiva in prima persona da Demon’s Souls non fu casuale, ma legata alla filosofia di design del gioco. Un combat system basato sulla telegrafazione visiva degli attacchi nemici, sulla posizionamento tattico e sulla lettura di animazioni richiede una camera che offra visibilità periferica e spaziale. La visuale first-person limita proprio questo: riduce il campo visivo utile e complica il timing delle schivate.
L’evidenza nei filmati mostra che FromSoftware testò effettivamente questa strada prima di comprendre che il genere richiedeva qualcosa di diverso. La terza persona permette al giocatore di vedere il proprio personaggio, gli attacchi nemici in arrivo da angolazioni più ampie, e mantiene quella distanza psicologica che rende ogni hit più significativa quando arriva. Se Demon’s Souls fosse stato first-person, il core loop del franchise saulslike probabilmente non avrebbe mai decollato nella forma in cui lo conosciamo oggi.
Per chi oggi affronta il remake del 2020 su PlayStation 5 (con i suoi 4K nativi e 60 fps), questa scoperta sottolinea quanto sia stato fondamentale quella decisione di design. Il remake esalta proprio la prospettiva in terza persona con uno spostamento della camera intelligente durante i boss fight.
Implicazioni nel panorama dei soulslike nel 2026
A distanza di quasi due decenni da quella presentazione del 2007, il genere soulslike governa una fetta significativa del mercato videoludico. Da Elden Ring a Dark Souls III, da Bloodborne a titoli indipendenti come Salt and Sanctuary, la prospettiva in terza persona rimane lo standard quasi universale. I rarissimi esperimenti in first-person dentro l’ecosistema soulslike (come alcune mod di Dark Souls) non hanno mai raggiunto adozione mainstream, confermando implicitamente la scelta di FromSoftware.
Cosa cambia per il giocatore italiano nel 2026? Poco in termini pratici, molto in termini di consapevolezza storica. Questi filmati rappresentano un punto di diramazione: il medium poteva prendere una strada totalmente diversa, e i designer di FromSoftware hanno riconosciuto rapidamente quale prospettiva servisse al loro vision creativa. È una lezione di design ancora valida per chiunque sviluppi titoli d’azione today.
Il ritrovamento dei filmati del 2007 non cambia il gioco che giochiamo—il remake PS5 di Demon’s Souls rimane fedele alla prospettiva in terza persona scelta allora. Ma ricorda che ogni decisione di design, specie quelle che definiranno un intero genere per i decenni successivi, emerge da iterazioni, test, e talvolta dall’abbandono di strade inizialmente promettenti. La first-person di Demon’s Souls non vide mai la luce non per limiti tecnici, ma perché qualcosa di meglio era già lì dietro l’angolo.
Domande frequenti
La versione first-person di Demon’s Souls è mai stata pubblicata?
No. I filmati mostrano esclusivamente materiale di prototipazione interna dal 2007. La versione ufficiale di Demon’s Souls, allora e oggi, rimane esclusivamente in terza persona. Nessuna build first-person è mai stata resa disponibile al pubblico.
Questa scoperta influenza il remake PS5 di Demon’s Souls?
No. Il remake del 2020 mantiene la prospettiva in terza persona del gioco originale. Il ritrovamento del filmato è puramente di valore storico e documentaristico sulla fase di sviluppo.
Perché FromSoftware scartò la modalità first-person?
La prospettiva in terza persona offre migliore awareness spaziale e permette di leggere gli attacchi nemici con visibilità periferica. Per un gioco basato sulla telegrafazione visiva e sul timing delle schivate, la first-person limitava troppo il campo di visione utile.
Ripreso da: Eurogamer