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Dune Awakening, crossplay rimandato: cosa dice Funcom

Daniele Messi · 05 Giugno 2026 · 4 min di lettura
Dune Awakening, crossplay rimandato: cosa dice Funcom
Immagine: Eurogamer

Funcom ha ammesso pubblicamente ciò che i giocatori già sapevano: il crossplay non sarà disponibile al lancio di Dune Awakening su console nel 2026. Ma la dichiarazione dello studio svedese rivela qualcosa di interessante: non è una scelta volontaria, bensì un vincolo tecnico o organizzativo che i developer stessi vorrebbero superare.

Dune Awakening, crossplay rimandato: cosa dice Funcom
Crediti immagine: Eurogamer

“Sappiamo che i giocatori lo vogliono. Noi lo vogliamo,” ha dichiarato il team di sviluppo a margine dell’annuncio dell’assenza della funzionalità al debutto console. È una frase che racchiude la tensione tipica dello sviluppo moderno: le ambizioni degli sviluppatori non sempre coincidono con la realtà produttiva dei progetti AAA.

Perché il crossplay è rimandato

Il crossplay rappresenta oggi uno standard atteso dai giocatori su qualsiasi titolo multiplayer. La possibilità di giocare insieme indipendentemente dalla piattaforma—che sia PlayStation, Xbox o PC—è diventata un’aspettativa comune, non un’eccezione. Su Dune Awakening, però, questo non sarà possibile al lancio console.

Funcom non ha specificato le ragioni tecniche dietro questa scelta, ma le ipotesi non mancano. Potrebbe trattarsi di limitazioni legate ai sistemi di certificazione delle console, della necessità di sincronizzare database tra piattaforme diverse, o semplicemente di risorse di sviluppo allocate altrove nel progetto. È una situazione ricorrente negli ultimi anni: moltissimi giochi promettono il crossplay come aggiornamento post-lancio piuttosto che come feature day-one.

La dichiarazione dello studio, tuttavia, suggerisce che il crossplay non è stato scartato definitivamente. L’enfasi sul fatto che anche loro “lo vogliono” lascia aperta la porta a un implementazione successiva, quando la struttura tecnica del gioco sarà più stabile e consolidata.

Il contesto del mercato console 2026

In questo momento storico, l’assenza di crossplay rappresenta uno svantaggio competitivo misurabile. Altri giochi di genere simile—titoli multiplayer che competono per l’attenzione della stessa audience—offrono questa funzionalità da tempo. Gli utenti PS5 che desiderano giocare con amici su Xbox Series X|S si troveranno esclusi, almeno inizialmente.

Per uno MMO survival come Dune Awakening, che fa leva sulla componente social e cooperativa, il crossplay è particolarmente rilevante. La frammentazione della playerbase tra piattaforme potrebbe influenzare sia l’esperienza di gioco che la longevità complessiva del titolo nel medio termine.

Il fatto che Funcom abbia sentito il bisogno di rilasciare una dichiarazione esplicita dimostra che la questione è stata sottoposta a pressione dai giocatori e dalla stampa specializzata. Non è un dettaglio minore, ma un elemento che incide sulla percezione del prodotto al day-one.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

La roadmap di Dune Awakening per il 2026 avrà probabilmente il crossplay tra le priorità post-lancio. Questo è un pattern consolidato nel settore: lanciare con le feature essenziali, poi espandere sulla base del feedback della community.

Il vero banco di prova sarà capire quanto tempo passerà tra il lancio console e l’implementazione del crossplay. Se questo avverrà entro i primi tre mesi, la questione avrà poco impatto sulla percezione generale. Se dovesse allungarsi oltre il semestre iniziale, il rischio è che una fetta significativa della playerbase si orienti verso alternative già complete su questo fronte.

Secondo me, la dichiarazione di Funcom è uno spunto interessante per riflettere su come l’industria comunichi i limiti tecnici ai giocatori. Ammettere il desiderio di implementare una feature è più costruttivo che nascondere il problema o dipingerlo come scelta consapevole.

Il prossimo aggiornamento sulla roadmap di Dune Awakening darà risposte concrete. Se entro settembre 2026 Funcom avrà annunciato una finestra precisa per il crossplay, il danno reputazionale sarà contenuto. In caso contrario, la questione potrebbe trasformarsi in un punto di attrito persistente con la community.

Articolo originale su: Eurogamer