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Gemini 4 Carbon: Google presenta il nuovo modello, per ora solo ai difensori informatici

Google ha annunciato Gemini 4 Carbon, nuovo modello di punta forte nella sicurezza informatica. L'accesso parte da un gruppo ristretto di specialisti, senza data per il pubblico.

Di Matteo Baitelli 29 ottobre 2026 3 min di lettura
Gemini 4 Carbon: Google presenta il nuovo modello, per ora solo ai difensori informatici

Google ha presentato il 28 ottobre Gemini 4 Carbon, descritto come il suo prossimo modello di frontiera. Arriva appena due settimane dopo Gemini 4 Argon e punta soprattutto sulla sicurezza informatica e sui compiti lunghi, che richiedono molti passaggi. Come per Argon, però, l’accesso è per pochissimi: chi legge non potrà provarlo a breve.

Cosa cambia rispetto ad Argon

Il modello è pensato per trovare vulnerabilità nel software, sfruttarle in test controllati e scrivere le correzioni. Google riporta questi risultati:

  • SEC-bench Pro (ricerca di vulnerabilità): 88,2%, indicato come nuovo stato dell’arte;
  • ExploitGym (sfruttamento delle falle): 54,8%, anche questo un primato dichiarato;
  • CWE-bench (correzione): 71,0%;
  • WebDev Arena: 1768 punti Elo, 89 in più rispetto a prima, quarto posto;
  • Artificial Analysis Intelligence Index v5.0: punteggio 59, primo in classifica.

Nei test interni, secondo l’azienda, la capacità di generare codice sicuro è più che raddoppiata rispetto ad Argon. Sono numeri pubblicati da Google stessa: finché ricercatori indipendenti non potranno misurare il modello in condizioni reali, vanno letti come dichiarazioni del produttore.

Google dedica spazio anche alla sicurezza del modello. Sostiene che i tentativi di “barare” nei test di programmazione siano praticamente spariti e che gli attacchi di prompt injection indiretta, nel benchmark usato, non riescano mai. Il sistema di protezioni è lo stesso di Argon.

Chi lo può usare

Da questa settimana Carbon è disponibile per un sottoinsieme di difensori informatici. L’accesso si allargherà poi ad altri partner fidati attraverso il programma Fairwind, lo stesso canale già usato per Argon. Per sviluppatori, aziende e utenti comuni Google parla di rilascio “il prima possibile”, senza fissare una data. L’azienda partecipa inoltre al processo volontario di test pre-rilascio del governo statunitense.

Il comunicato non indica paesi o regioni specifici. Per l’Italia e la Svizzera, quindi, non c’è nulla da dire sulla disponibilità: nessun annuncio, nessuna app da aggiornare.

Prezzi

Per l’API Google indica un prezzo introduttivo di 2 dollari ogni milione di token in ingresso e 10 dollari ogni milione in uscita. Finito il periodo introduttivo si sale a 4 e 20 dollari. I token in ingresso già in cache costano il 95% in meno. Non ci sono prezzi in euro o franchi svizzeri e non è stato comunicato se esisterà un abbonamento consumer che includa Carbon.

Per chi è interessante

Per il lettore comune, oggi, la novità è soprattutto indiretta. Un modello che trova e corregge falle meglio di quelli precedenti può rendere più sicuri browser, app e servizi che usiamo ogni giorno: Google cita il team di Chrome, che avrebbe ottenuto correzioni di qualità molto superiore a quelle di un altro grande modello. Chi lavora in un’azienda con un team di sicurezza, o sviluppa software, farà bene invece a seguire il programma Fairwind.

Cosa ne pensiamo

Il lancio a gruppi ristretti sta diventando uno schema: prima i difensori, poi tutti gli altri. È una scelta comprensibile, perché un modello bravo a sfruttare vulnerabilità è utile anche a chi attacca, e dare un vantaggio di tempo a chi difende ha senso. Ha però un costo di trasparenza: i risultati migliori restano non verificabili da terzi, e la classifica di Artificial Analysis misura quello che l’azienda ha potuto mostrare.

Due cose da guardare nei prossimi giorni. La prima è se il rilascio generale arriva davvero in fretta o resta una promessa, come per Argon. La seconda è il prezzo definitivo: il raddoppio dopo la fase introduttiva decide se Carbon sarà una scelta pratica per i team piccoli o solo per chi ha budget importanti. Per ora, a chi usa Gemini ogni giorno non cambia niente: i modelli già disponibili restano quelli di prima.

Fonti verificate

Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.

AutoreMatteo Baitelli

Matteo Baitelli è il fondatore e direttore editoriale di Spazio iTech. Dal 2017 guida il progetto come punto di riferimento italiano per news, guide e recensioni tech. Appassionato di tecnologia da sempre, si occupa quotidianamente di smartphone, intelligenza artificiale, gaming e dell'ecosistema degli assistenti digitali. Oltre al sito, coordina i canali Telegram Skontissimo (offerte tech) e Il Mercatino di Spazio iTech (usato tra privati). Supervisiona la linea editoriale, la strategia dei contenuti e tutte le collaborazioni commerciali.