Il 30 settembre Google ha presentato Gemini 4 Argon, definito il suo modello di intelligenza artificiale più capace. C’è però una condizione: all’inizio può usarlo solo una cerchia ristretta di partner nel campo della sicurezza informatica. Per il pubblico non c’è ancora una data.
Chi può usarlo adesso
L’accesso passa dal programma Fairwind, l’iniziativa di sicurezza di Google. Ne fanno parte clienti Google Cloud selezionati, enti governativi e aziende di cybersicurezza, oltre ai team interni di Google. Chi non è in questo elenco, per ora, resta fuori.
Google motiva la scelta con il rischio di abusi. Il modello è stato addestrato con un’attenzione particolare alla difesa informatica e, secondo l’azienda, riesce a “trovare, validare e correggere in autonomia” vulnerabilità gravi nel software. Una capacità del genere serve a chi difende i sistemi, ma può servire anche a chi li attacca. Google dice inoltre di partecipare al processo volontario degli Stati Uniti che permette al governo di accedere ai modelli avanzati prima del rilascio pubblico.
Che cosa sa fare
Oltre alla sicurezza, Google indica programmazione e ingegneria del software, e lavoro professionale complesso come quello legale e finanziario. I suoi dipendenti lo usano già per il debug e per le migrazioni di codice. L’azienda lo considera paragonabile a modelli di punta come Astra di OpenAI e Opus di Anthropic nei test di programmazione e cybersicurezza.
I numeri circolati finora vengono dai materiali di Google:
- DeepSWE v1.1: 77,9%
- CWE-bench v1: 68%, a pari merito con il migliore
- Output: fino a 1 milione di token, contro i 64.000 dei precedenti modelli Gemini
Nessun laboratorio indipendente ha ancora verificato questi risultati, quindi vanno letti come dati dichiarati dall’azienda.
Prezzi e disponibilità
Per le API il prezzo introduttivo è di 2 dollari per milione di token in ingresso e 10 dollari per milione in uscita, con sconto del 95% sui token in ingresso già in cache. Finita la fase introduttiva salirà a 4 e 20 dollari. Google non ha comunicato prezzi in euro o in franchi svizzeri.
Per il rilascio più ampio la sequenza annunciata è questa: prima i clienti API a pagamento e gli abbonati a Google AI Ultra, poi gli altri. Nessuna data è stata fissata per nessuna delle tappe, e finora non si parla né dell’app Gemini gratuita né del piano AI Pro. Anche un abbonamento Ultra, oggi, non dà accesso.
Per chi è interessante
Per lo sviluppatore o il lettore comune cambia poco nell’immediato: Argon non è disponibile. Interessa soprattutto a chi si occupa di sicurezza in azienda, e a chi segue la corsa tra Google, OpenAI e Anthropic. Chi usa già Gemini nelle app quotidiane, come i notebook per organizzare i progetti, non vedrà modifiche da un giorno all’altro.
Cosa ne pensiamo
Il modo del lancio dice quanto il tema della sicurezza pesi ormai sulle uscite dei modelli. Annunciare un prodotto e tenerlo chiuso è una scelta insolita per Google, e ha un doppio effetto: protegge dagli abusi più evidenti e allo stesso tempo mette in vetrina i punteggi senza lasciare che altri li mettano alla prova.
Questo è il punto da guardare. Un primato nei benchmark dichiarato dal produttore, su un modello che quasi nessuno può provare, è una promessa e non ancora una prova. Il giudizio vero arriverà quando ricercatori indipendenti e sviluppatori potranno confrontare Argon con i rivali sui loro casi reali. Fino ad allora conviene tenere alta la cautela, e controllare con attenzione quando e a che prezzo arriverà in Europa.
Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.



