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Google userà i dati di Gmail e Foto per gli annunci, se attivi Personal Intelligence

L'informativa privacy di Google, aggiornata il 16 ottobre, consente di personalizzare gli annunci con dati di Gmail e Foto collegati tramite Personal Intelligence. Ecco i limiti e come disattivare.

Di Carlo Coppola 26 ottobre 2026 3 min di lettura
Google userà i dati di Gmail e Foto per gli annunci, se attivi Personal Intelligence

Per anni Google ha ripetuto che gli annunci non si basano sul contenuto di Gmail, Drive o Foto. Con l’informativa privacy aggiornata il 16 ottobre quella frase ha un’eccezione: vale a meno che l’utente scelga di rendere disponibili quei dati ad altri servizi Google che supportano gli annunci personalizzati. In pratica, chi attiva Personal Intelligence apre una strada che prima era chiusa.

Cosa è cambiato

Personal Intelligence è la funzione che permette a Gemini e alla Ricerca (in particolare la modalità AI) di attingere alle app collegate, come Gmail, Calendar e Foto, per dare risposte più su misura. È opt-in: non si attiva da sola.

Google ha poi confermato di stare testando annunci dentro la modalità AI della Ricerca per chi ha collegato le proprie app. A marzo l’azienda aveva detto che questa esperienza sarebbe rimasta senza pubblicità, quindi si tratta di un’inversione di rotta rispetto a quanto dichiarato allora.

Il punto delicato: “direttamente”

La pagina di aiuto aggiornata distingue tra uso diretto e indiretto. Gli annunci, dice Google, non si basano direttamente sulla tua casella di posta o sulla libreria di Foto. Però la Ricerca può usare riassunti, estratti e deduzioni ricavati da quelle fonti per personalizzare le risposte e per mostrare annunci.

La differenza è sottile. Se da una ricevuta in Gmail l’AI deduce che ti interessa una certa marca di scarpe da corsa, quella deduzione può influenzare ciò che vedi, anche se l’email non viene mai “letta” dall’inserzionista.

Cosa Google promette

  • Gli inserzionisti non hanno accesso alle app collegate e non vedono dati identificativi come nome o indirizzo email senza il tuo consenso.
  • Niente personalizzazione degli annunci su categorie sensibili: razza, religione, orientamento sessuale, salute.
  • Puoi scollegare le app in qualsiasi momento.
  • Google dice di non addestrare i suoi modelli direttamente sulla tua posta o sulla libreria di Foto, ma di addestrarli su riassunti e deduzioni derivati. Alcuni dati possono essere esaminati da persone, di norma senza dettagli identificativi.

Come proteggersi

Dal tuo Account Google vai su Dati e privacy, poi nelle impostazioni di personalizzazione della Ricerca, e disattiva le raccomandazioni personalizzate. Da lì puoi anche scollegare le app di contenuto. Controlla anche le funzioni intelligenti nelle impostazioni di Gmail.

Due avvertenze pratiche. Disattivare gli annunci personalizzati da My Ad Center non basta a fermare l’elaborazione dei dati delle app collegate. E scollegare un’app non cancella ciò che è già stato conservato: quell’attività va eliminata a parte da La mia attività di Google.

Vale anche per l’Italia?

Google non ha chiarito in quali mercati sia in corso il test degli annunci in modalità AI, e la disponibilità di Personal Intelligence cambia da Paese a Paese: la versione per Android Auto, per esempio, esclude per ora Spazio economico europeo e Svizzera. Chi vive in Italia o in Svizzera dovrebbe verificare nel proprio account se la funzione è disponibile prima di preoccuparsi.

Cosa ne pensiamo

La mossa era prevedibile: un assistente che conosce i tuoi acquisti e le tue foto è anche il miglior profilatore pubblicitario possibile, e Google vive di pubblicità. Il problema non è tanto l’esistenza degli annunci quanto il modo in cui è stato presentato il cambiamento. Una promessa storica, “non usiamo Gmail per gli annunci”, viene resa condizionale con una clausola che molti utenti non leggeranno, e la distinzione tra uso diretto e deduzioni è difficile da verificare dall’esterno.

Il consiglio è semplice. Se usi Personal Intelligence per i vantaggi concreti, come trovare un biglietto o un documento nella posta, sappi che il prezzo include una personalizzazione pubblicitaria. Se non ti convince, tieni la funzione spenta: è opt-in proprio per questo. Chi l’ha già attivata farebbe bene a dare un’occhiata alle impostazioni oggi stesso.

Fonti verificate

Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.

AutoreCarlo Coppola

Carlo Coppola è redattore di Spazio iTech dove si occupa principalmente di smartphone Android, gaming e accessori tech. Appassionato di videogiochi dagli anni 90, segue da vicino il mercato console, PC gaming e i nuovi lanci di tutti i principali publisher. Per quanto riguarda il mondo mobile, cura la copertura delle novità Android con particolare attenzione ai medio-gamma e ai nuovi modelli dei brand cinesi emergenti. Scrive guide pratiche, articoli di approfondimento e news di settore.