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Googlebooks: il ritorno di Google nei laptop

Daniele Messi · 21 Settembre 2026 · 6 min di lettura
Googlebooks: il ritorno di Google nei laptop
Immagine: Ars Technica

Google torna al carico nei laptop. Dopo il lungo e poco glorioso esperimento dei Chromebook, che rimangono confinati principalmente al settore education e al mercato entry-level, il colosso di Mountain View ha deciso che è tempo di smettere di scendere a compromessi. Non vuole più competere con il prezzo, vuole competere con il posizionamento. Arrivano così i Googlebooks, una nuova linea di laptop alimentati da Android—non ChromeOS, che è il sistema operativo dei Chromebook, ma l’autentico Android che conosciamo dagli smartphone di fascia alta. Questi nuovi dispositivi rappresentano un cambio strategico netto: Google ha accettato che non vincerà mai direttamente contro macOS o Windows copiandoli, ma potrebbe riuscire portando sul laptop quello che Android ha dimostrato di saper fare molto bene: adattabilità, integrazione con l’ecosistema Google, e una vera libertà di personalizzazione.

Googlebooks: il ritorno di Google nei laptop
Crediti immagine: Ars Technica

La disponibilità comincerà il 4 ottobre, e Google ha già reclutato i suoi partner storici nel mondo dei Chromebook—costruttori che negli ultimi anni hanno imparato a fare ottimi portatili a basso costo—per lanciare cinque modelli differenti. Non aspettatevi prezzi da Chromebook. Il modello meno costoso parte da 899 dollari americani; gli altri cinque ascendono da lì, ben dentro il territorio dei MacBook di fascia media e alta. È il segnale più chiaro che Google intende sfidare Apple non sul costo, ma sulla proposta di valore e sull’integrazione ecosistemica che solo Google può offrire con il suo controllo su Android, YouTube, Gmail e tutto il resto.

Il design è il primo messaggio di serietà. I Googlebooks montano schermi OLED, costruzioni in metallo solido, trackpad haptici che replicano una vera sensazione tattile—tutti ingredienti che fino a stamattina erano esclusiva di produttori premium come Apple, Lenovo ThinkPad, o Dell XPS. Google non sta provando a fare un Chromebook migliore; sta provando a fare un computer vero, con la profondità hardware che richiede. Su ogni Googlebook c’è una novità chiamata Glowbar: una striscia luminosa sul coperchio. Per il momento compie mansioni semplici—segna l’accensione e mostra il livello di batteria—ma Google ha promesso di aprire una API pubblica agli sviluppatori affinché possano aggiungere funzioni personalizzate. È il tipo di dettaglio che suggerisce fiducia nel prodotto: non un gimmick, ma un’interfaccia che evolverà nel tempo.

Perché un colosso che controlla il 90% della ricerca online, quasi il 60% della pubblicità online e Android su tre miliardi di dispositivi sente il bisogno di entrare (di nuovo) nel mercato dei laptop premium è una domanda commerciale legittima. La risposta probabile è che Google crede fermamente nell’integrazione verticale—quella che ha reso Apple quasi inattaccabile in valutazione di mercato—e ritiene di poter replicarla estendendo il controllo dal telefonino al laptop. Se funziona, potrebbe davvero rappresentare un’alternativa credibile per i professionisti che vivono già dentro l’ecosistema Google. Se non funziona, sarà l’ennesimo capitolo di Google che fa tablet e dispositivi che nessuno ricorderà.

Per gli utenti italiani, il significato pratico è ancora poco chiaro. Google non ha ancora annunciato la disponibilità europea dei Googlebooks, né i prezzi in euro. Il primo modello a 899 dollari corrisponderebbe a circa 800-900 euro ai tassi attuali, ma l’azienda potrebbe applicare il sovrapprezzo geografico che è prassi nel Vecchio continente. Inoltre, il valore reale dei Googlebooks per un professionista italiano dipenderà da quanto Google e i produttori terzi decideranno di localizzare il software e l’esperienza utente. Android è universale, ma le esigenze di un utente italiano (pagamenti digitali, app bancarie, compatibilità con servizi locali) richiedono attenzione dedicata.

Il mercato dei laptop non ha mai avuto pietà per i tardivi e gli approssimativi. Apple ha il marchio e il software. Microsoft ha la compatibilità universale e vent’anni di corporativi abituati a Windows. Google ha soldi e un grande ecosistema software, ma non ha la reputazione di macchina da lavoro per professionisti che si costruisce in decenni. I Googlebooks rappresentano un tentativo sincero e ben finanziato di iniziare a costruirla. Se gli sviluppatori capiranno il valore, se il software arriverà maturo, se il prezzo sarà percepito come equo: sono tre condizioni difficili da incontrare insieme. Ma non è impossibile.

Domande frequenti

Quando si possono ordinare i Googlebooks in Italia?

I preordini globali aprono il 4 ottobre 2026, ma Google non ha ancora confermato la disponibilità europea. È probabile un ritardo di settimane o mesi tra il lancio USA e l’arrivo in Europa, come accade solitamente.

Qual è il prezzo in euro del Googlebooks più economico?

Il modello base americano costa 899 dollari. Convertendo al cambio attuale, corrisponderebbe a circa 800-900 euro, ma Google non ha ancora annunciato i prezzi europei ufficiali. Il sovrapprezzo geografico europeo è comune.

Qual è la differenza tra Googlebooks e Chromebook?

I Chromebook utilizzano ChromeOS e sono pensati per il budget/education. I Googlebooks usano Android maturo con app desktop, hardware premium (OLED, metallo, trackpad haptico) e sono posizionati come computer veri, non semplificazioni. Il prezzo riflette questa diversità: Googlebooks inizia a 899 dollari.

Via: Ars Technica