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Harada 2026: L’era post-Tekken e la mossa SNK

Matteo Baitelli · 13 Maggio 2026 · 6 min di lettura
Harada 2026: L'era post-Tekken e la mossa SNK
Immagine: Eurogamer

La notizia è arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma per me, a dire il vero, era quasi inevitabile. Katsuhiro Harada, un nome che risuona come un tuono nel pantheon dei videogiochi, ha finalmente voltato pagina. Dopo aver annunciato la sua partenza da Bandai Namco l’anno scorso, nel 2025, dopo oltre vent’anni trascorsi a plasmare l’universo di Tekken, il maestro è tornato. E lo ha fatto a modo suo, fondando un nuovo studio. Un gesto che, nel 2026, non è solo una mossa di carriera, ma un vero e proprio terremoto nel panorama del gaming, specialmente per chi, come me, ha passato ore e ore a perfezionare le combo di Kazuya o Jin.

Harada 2026: L'era post-Tekken e la mossa SNK
Crediti immagine: Eurogamer

Harada non è un nome qualsiasi. È l’architetto dietro una delle saghe picchiaduro più iconiche e influenti di tutti i tempi. Per più di due decenni, la sua visione ha definito il genere, ha spinto i limiti tecnici e ha creato personaggi che sono diventati vere e proprie leggende. Pensateci: Tekken non è solo un gioco, è un fenomeno culturale. Ha plasmato intere generazioni di giocatori, ha ispirato tornei e ha dimostrato che i fighting game potevano avere una profondità narrativa e un gameplay tattico pari a pochi altri titoli. La sua influenza è stata enorme, e per questo, la sua decisione di lasciare Bandai Namco, annunciata solo l’anno scorso, è stata un momento di riflessione profonda per molti di noi.

Personalmente, ho sempre ammirato la sua schiettezza e la sua dedizione. Harada non è mai stato uno che si nasconde dietro le quinte. È sempre stato in prima linea, interagendo con la community, difendendo le sue scelte e, a volte, provocando. Questa sua autenticità è rara nell’industria odierna, dominata da comunicazioni filtrate e corporate. Credo che la sua partenza non fosse solo una questione di voler fare qualcosa di nuovo, ma forse anche di cercare maggiore libertà creativa, una dimensione dove la sua visione potesse fiorire senza i vincoli di una grande corporation.

E ora, eccoci qui, nel 2026, con la conferma che Harada non solo ha fondato un suo studio, ma lo ha fatto con il supporto di un colosso come SNK. Questo è il dettaglio che, per me, rende la notizia ancora più succosa e intrigante. SNK, per chi non lo sapesse o per chi è troppo giovane per ricordarlo, è stato un rivale storico di Bandai Namco (allora Namco) nel glorioso periodo d’oro dei picchiaduro. Pensate a SNK e vi vengono in mente The King of Fighters, Fatal Fury, Samurai Shodown. Titoli che hanno definito un’epoca, con uno stile unico e un’anima inconfondibile. Vedere Harada, l’uomo di Tekken, allearsi con SNK, è come vedere due antiche dinastie di guerrieri unire le forze. È una mossa strategica, quasi poetica.

Cosa significa questo per il futuro dei fighting game? A mio parere, tantissimo. Harada porta con sé non solo la sua esperienza ineguagliabile, ma anche una mentalità fresca e la voglia di innovare. Con il sostegno di SNK, che ha le risorse e l’infrastruttura per supportare un progetto ambizioso, le possibilità sono infinite. Non stiamo parlando di una piccola startup indie che fatica a trovare fondi. Stiamo parlando di un veterano con il supporto di un gigante. Questo potrebbe portare a un revival di stili di gioco che credevamo perduti, o forse a qualcosa di completamente nuovo, che fonde l’eleganza di Tekken con l’aggressività e la profondità dei titoli SNK.

Il mercato dei fighting game nel 2026 è vibrante, ma anche molto competitivo. Ci sono i soliti noti che continuano a dominare, ma c’è sempre spazio per l’innovazione e per chi ha il coraggio di osare. Harada ha dimostrato più volte di avere quel coraggio. Il mio timore è che possa sentirsi sotto pressione per replicare il successo di Tekken, ma la mia speranza è che questa nuova libertà gli permetta di esplorare territori inesplorati. Immagino già un gioco che possa sorprendere per la sua originalità, magari un picchiaduro ibrido, o un titolo che sperimenti con nuove meccaniche di narrazione e progressione del personaggio.

Ho sempre creduto che i migliori creativi siano quelli che non si accontentano della zona di comfort. Harada, lasciando un’eredità così pesante come Tekken, ha dimostrato di non essere uno di loro. Vuole mettersi alla prova, vuole creare qualcosa di nuovo. E la partnership con SNK è la ciliegina sulla torta, un’indicazione che non si tratta di un’avventura solitaria, ma di un progetto con una visione chiara e un supporto solido. Questo è un segnale forte per l’intera industria: i veterani hanno ancora molto da dire e, quando si uniscono, possono creare qualcosa di veramente speciale.

Per i fan, l’attesa sarà lunga e carica di speculazioni. Personalmente, sono già in fibrillazione. Cosa bolle in pentola? Un nuovo IP? Un revival di un classico SNK con il tocco di Harada? O magari qualcosa di completamente inaspettato che ridefinirà ancora una volta il genere? La sua presenza sui social, in particolare su X (ex Twitter), è sempre stata una fonte preziosa di spunti e anticipazioni, e sono certo che non mancherà di stuzzicare la nostra curiosità anche in questa nuova fase.

Entro la fine del 2026, mi aspetto che Harada e il suo nuovo team facciano almeno un annuncio ufficiale sul loro primo progetto, magari un teaser o un concept art, delineando la direzione che intendono prendere. Sarebbe il primo, vero assaggio di quello che ci aspetta da questa inattesa, quanto entusiasmante, collaborazione.

Articolo originale su: Eurogamer