Hassabis lascia la guida di DeepMind nel 2026
Sundar Pichai, CEO di Alphabet, ha annunciato oggi una riorganizzazione della divisione Google DeepMind che stravolge la leadership del team di ricerca AI più ambizioso dell’azienda. Demis Hassabis abbandona il ruolo di amministratore delegato per dedicarsi a una nuova posizione focalizzata sullo sviluppo dell’AGI (Artificial General Intelligence), segnando una decisione strategica che ridefinisce gli equilibri interni di Mountain View.

Il cambio ai vertici di Google DeepMind nel 2026
Hassabis, co-fondatore di DeepMind nel 2010 e CEO dal momento dell’acquisizione Alphabet nel 2014, si ritira dalla gestione operativa per concentrarsi su quello che Alphabet considera il progetto cardine del decennio: la ricerca verso un’intelligenza artificiale generale in grado di risolvere problemi complessi senza supervisione umana costante. La mossa suggerisce che Alphabet ritiene la fase di consolidamento della ricerca ordinaria superata, e vuole accelerare verso obiettivi più radicali.
Insieme a Hassabis, anche Jeff Dean, uno dei ricercatori più influenti nel settore del machine learning e figura centrale in Google AI, ha annunciato il suo allontanamento da ruoli executive. Dean ha co-creato TensorFlow e dirigeva la ricerca AI di Google prima della fusione con DeepMind nel 2023. Il suo addio ai compiti direttivi rappresenta un segnale ulteriore del reshuffling in corso.
Cosa significa per la strategia AI di Alphabet
La riorganizzazione riflette un cambio di priorità: Alphabet separa formalmente la ricerca di frontiera (AGI) dalla gestione della struttura corporate. Hassabis mantiene visibilità e responsabilità, ma delega l’operatività quotidiana per fare il visionario, un ruolo più coerente con il suo profilo di ricercatore visionario che di administrator.
Questo schema è frequente nelle mega-corporation tech quando vogliono trattenere il talento creativo senza caricarlo di oneri burocratici. È accaduto con Sergey Brin e Larry Page in Google, quando tornarono a ruoli più astratti. Pichai vuole mantenere Hassabis al tavolo strategico senza farlo consumare in riunioni di budget e gestione del personale.
Chi prende il controllo operativo
L’articolo non specifica il nome del nuovo CEO di DeepMind, il che suggerisce che Alphabet potrebbe non avere ancora comunicato il nome pubblicamente, oppure la notizia è ancora in fase di diffusione. Quel che è certo è che Pichai ha riallocato il comando a una figura più orientata all’execution e meno al pensiero radicale sulla natura dell’intelligenza artificiale.
Implicazioni per il settore e per l’Italia
Questa manovra ha rilevanza non solo interna ad Alphabet, ma anche competitiva nel panorama globale dell’AI. Mentre OpenAI mantiene Sam Altman come CEO operativo, e xAI di Elon Musk conserva una struttura snella, Alphabet sceglie di separare ricerca pura da gestione, teoricamente per velocizzare l’innovazione in AGI.
Per gli sviluppatori e le aziende italiane che sfruttano API e modelli di Google (Gemini, LaMDA, MusicLM), il cambio non avrà impatto immediato sui servizi. Tuttavia, la priorità verso AGI potrebbe significare che investimenti in applicazioni AI più commerciali e territoriali rallenteranno rispetto alla corsa verso sistemi general-purpose ancora più potenti.
La trasparenza di Alphabet nel comunicare questi passaggi contrastare con il silenzio mantenu intorno a decisioni simili da parte di concorrenti. Non è detto che il cambio sia positivo per la velocità di innovazione: storicamente, separare il visionary dal comando operativo crea attrito organizzativo, specie quando le due funzioni devono coordinarsi su timeline strette verso milestone AGI non ancora ben definite.
Ripreso da: 9to5Google