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LBX Morizo RR 2026: Lexus osa e convince?

Matteo Baitelli · 14 Maggio 2026 · 8 min di lettura
LBX Morizo RR 2026: Lexus osa e convince?
Immagine: HDblog.it

“Se LBX Hybrid è una scarpa da ginnastica, la Morizo RR è una scarpa sportiva per tutti gli usi.” Queste parole di Masahiro, pilota di punta e voce autorevole nel mondo Toyota, risuonano potenti e dirette, e per me, Matteo Baitelli, sono il perfetto biglietto da visita per la Lexus LBX Morizo RR 2026. Non parliamo di un’auto qualsiasi, ma di un crossover compatto che, nel 2026, continua a sorprendere il mercato giapponese con una ricetta che definirei audace: 305 cavalli di pura grinta, racchiusi in un corpo che non urla la sua potenza, ma la sussurra con una raffinatezza inaspettata.

LBX Morizo RR 2026: Lexus osa e convince?
Crediti immagine: HDblog.it

Lexus, da sempre sinonimo di eleganza e lusso, sta dimostrando una volontà chiara di scuotere il suo status quo, e la versione Morizo RR della LBX ne è la prova lampante. È un segnale forte, un pugno nello stomaco per chi pensava che i crossover compatti fossero destinati solo al commuting urbano. Questa vettura, sviluppata con il contributo diretto di Akio Toyoda – un nome che per gli appassionati di motori è garanzia di passione e performance – porta con sé il DNA di Gazoo Racing, ma lo reinterpreta in chiave Lexus. Non è una GR Yaris travestita, intendiamoci, ma un’espressione diversa della stessa filosofia ingegneristica che mira al piacere di guida estremo, senza compromessi. Per approfondire la filosofia del brand, potete visitare il sito ufficiale Lexus Italia.

Il cuore pulsante di questa LBX Morizo RR 2026 è un propulsore che non ha bisogno di presentazioni: il tre cilindri turbo da 1.6 litri, lo stesso gioiello meccanico che troviamo sotto il cofano delle acclamate Toyota GR Yaris e GR Corolla. Qui, eroga ben 305 CV e una coppia di 400 Nm. Cifre impressionanti per un segmento del genere. È un motore che conosco bene, l’ho provato in diverse occasioni, e so che è capace di regalare emozioni forti. La sua reattività, la spinta ai medi regimi, il sound rauco ma mai invadente: è un’unità che sa come farsi rispettare. E con uno scatto da 0 a 100 km/h in appena 5,2 secondi, posso dire che questa LBX non è affatto per i deboli di cuore. Per saperne di più sul mondo delle performance Toyota, vi consiglio di esplorare il sito di Toyota Gazoo Racing.

La trasmissione è un altro punto di forza che sottolinea la vocazione sportiva del modello. I tecnici giapponesi offrono la possibilità di scegliere tra un cambio manuale a 6 rapporti, per chi ama il controllo totale e il coinvolgimento puro, e un nuovo cambio automatico a 8 rapporti, che promette passaggi fluidi e rapidi, perfetti per sfruttare al meglio la potenza. Indipendentemente dalla scelta, la potenza è sempre convogliata su tutte e quattro le ruote attraverso un sistema AWD permanente a controllo elettronico. Questo significa trazione, sempre, in ogni condizione, garantendo una stabilità e una dinamica di guida che molti SUV più grandi e blasonati possono solo sognare. Non è un AWD da fuoristrada, ma un sistema pensato per la strada, per incollare l’auto all’asfalto in curva e garantire ripartenze fulminee.

A livello estetico, la LBX Morizo RR 2026 segue una filosofia di design che mi piace definire “discreta aggressività”. Non ci sono alettoni esagerati o appendici aerodinamiche posticce. Invece, Lexus ha lavorato di fino: l’assetto è ribassato, le carreggiate sono state allargate, conferendo alla vettura una postura più muscolosa e piantata a terra. Ma è un look che non tradisce l’eleganza intrinseca del marchio. Le prese d’aria e le minigonne laterali sono presenti, sì, ma non per l’effetto “wow” fine a se stesso. Ogni elemento risponde a una funzione aerodinamica specifica, un concetto che apprezzo enormemente nel 2026, dove spesso il design è sacrificato sull’altare dell’appariscenza. La raffinata silhouette della LBX viene preservata, semplicemente arricchita da dettagli che ne esaltano il carattere. La nuova tinta Grigio Neutrino, già vista sulla IS500 Climax Edition, con il tetto nero a contrasto, è una scelta di stile che trovo azzeccatissima, conferendo un’aura di modernità e sportività senza cadere nel banale.

Anche l’abitacolo della LBX Morizo RR 2026 non è da meno in termini di cura e personalizzazione. I rivestimenti color ocra, abbinati agli elementi specifici della versione Bespoke Build, creano un ambiente ricercato e distintivo. Gli accenti gialli sulla griglia anteriore e le cinture di sicurezza coordinate sono piccoli dettagli che fanno la differenza, dimostrando l’attenzione di Lexus per un’esperienza a 360 gradi. La dotazione tecnologica è robusta: una dashcam integrata, una soluzione che trovo sempre più utile per la sicurezza e la registrazione di eventuali incidenti, e nuovi materiali per i montanti e le alette parasole, che contribuiscono a un’atmosfera premium. Ma non è solo estetica. Il pacchetto Lexus Safety System+ è stato aggiornato, includendo un monitoraggio avanzato del guidatore che eleva l’assistenza alla guida a un livello superiore. Parliamo di sistemi ADAS di ultima generazione, con un’assistenza proattiva alla guida e un avviso traffico trasversale anteriore che completano un quadro di sicurezza attiva di prim’ordine. In un mondo dove la distrazione alla guida è un problema crescente, avere un’auto che ti “guarda le spalle” è un valore aggiunto inestimabile.

E poi c’è l’audio. Il sistema Mark Levinson a 17 altoparlanti è una vera chicca. Chi mi conosce sa quanto io dia importanza all’esperienza sonora in auto, e Mark Levinson è una garanzia di qualità cristallina e immersione acustica. Non è un semplice optional, ma un elemento che contribuisce a rendere ogni viaggio un’esperienza sensoriale completa, che si tratti di musica o podcast. Per i puristi del suono, Mark Levinson è un nome che parla da solo.

Arriviamo al dunque: i prezzi. In Giappone, la gamma della LBX parte da 36.800 euro, con la variante top Bespoke Build che arriva a 40.915 euro. Cifre importanti, certo, ma che, a mio parere, riflettono il livello di ingegneria e la qualità percepita. Quello che mi fa riflettere è il confronto con la Toyota Yaris GR in Italia, che costa ben 52.000 euro. Questo divario, seppur tra mercati diversi, evidenzia come la LBX Morizo RR, pur essendo un prodotto di nicchia, si posizioni come un’alternativa interessante per chi cerca prestazioni estreme in un formato più “civile” e lussuoso, forse anche con un rapporto qualità/prezzo più vantaggioso nel suo mercato di riferimento. È una strategia che mira a catturare un pubblico che vuole l’emozione della guida sportiva, ma con la raffinatezza e il comfort che solo Lexus può offrire. Non è un’auto per tutti, ma per chi la cerca, è una proposta quasi unica nel suo genere.

A mio parere, la Lexus LBX Morizo RR 2026 è una dichiarazione d’intenti. È il tentativo di Lexus di dimostrare che non è solo lusso e comfort, ma anche prestazioni e adrenalina, senza perdere la sua identità. Un crossover compatto con il cuore di una sportiva pura. È una mossa intelligente, che amplia il bacino di utenza del marchio e lo rende più dinamico e attuale nel panorama automobilistico del 2026. Questo modello mi spinge a chiedermi: siamo pronti a vedere Lexus spingere ancora di più sul pedale della sportività anche sui nostri mercati? O rimarrà un gioiello per pochi, relegato al Sol Levante?

La mia previsione è chiara: entro la fine del 2026, Lexus annuncerà piani concreti per portare varianti più spinte dei suoi modelli, magari non la Morizo RR in questa esatta configurazione, ma sicuramente modelli con un’impronta sportiva più marcata, anche nei mercati occidentali, per cavalcare l’onda dell’entusiasmo generata da queste edizioni speciali. Questo per me non è un “se”, ma un “quando”.

Ripreso da: HDblog.it