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Ligier Myli 2026: due versioni, prezzi e motorizzazioni

Cosimo Caputo · 24 Marzo 2026 · 7 min di lettura
Ligier Myli 2026: due versioni, prezzi e motorizzazioni
Immagine: HDblog.it

La strategia di Ligier per il 2026 si rivela sorprendentemente ambiziosa: la casa francese non propone più una singola interpretazione della sua microcar di riferimento, ma sdoppia l’offerta con due anime completamente diverse. Myli Lab e Myli Max condividono la piattaforma, ma rispondono a esigenze radicalmente opposte di chi sceglie una microcar nel nostro Paese. È una mossa intelligente in un segmento dove personalizzazione e versatilità stanno diventando fattori decisivi di acquisto.

Après anni di dominio incontrastato nel mercato italiano dei quadricicli a motore, Ligier ha compreso che il cliente moderno non vuole compromessi al ribasso: cerca identità. Che sia stile contemporaneo o funzionalità estrema, le due versioni della nuova Myli 2026 provano a intercettare questa frammentazione crescente della domanda. E lo fanno mantenendo la promessa storica della casa francese: efficienza economica senza sacrificare l’esperienza d’uso.

Myli Lab: quando lo stile diventa essenziale

La versione Lab è dichiaratamente una dichiarazione d’intenti estetica. Il nome stesso rimanda all’idea di laboratorio creativo, e infatti Ligier ha costruito intorno a questa variante un intero ecosistema di personalizzazione digitale. Arriva con una livrea Nero Intenso integrale (loghi opachi, cerchi da 13 pollici con finitura carbon-look), che già al primo sguardo racconta una storia di minimalismo sofisticato, ben lontano dal caos visivo che spesso caratterizza le microcar entry-level.

Quello che rende vera innovazione il progetto Lab non è solo l’estetica di base, però. È la piattaforma e-commerce proprietaria Ligier Studio, dove gli acquirenti possono ordinare kit di adesivi premium in vinile laminato (prodotti da Kutvek, con garanzia biennale) o caricare le proprie grafiche personalizzate. Un’interfaccia democratica che trasforma ogni auto in opera d’arte mobile, senza necessità di verniciature costose.

Ma c’è di più: Ligier ha integrato Ligier Co-Lab, un laboratorio creativo basato su intelligenza artificiale che permette ai proprietari di disegnare grafiche completamente personalizzate. Le creazioni più apprezzate dalla community entrano nel catalogo ufficiale, creando un circolo virtuoso di co-design. È la democratizzazione della customizzazione, quella che prima era prerogativa di ricchi appassionati di tuning.

All’interno, la plancia è stata completamente ripensata per chi vive con lo smartphone in mano. Il tablet touch da 10 pollici (optional, ma incluso nel kit di lancio) supporta Apple CarPlay e Android Auto, trasformando l’esperienza di connettività. Per il lancio, tutti gli acquirenti Lab ricevono un kit multimediale del valore di circa 1.000 euro come bonus: una scossa al mercato più competitivo.

Myli Max: la praticità come prima virtù

Se Lab è poesia urbana, Max è prosa funzionale senza compromessi. Il cuore tecnico della versione Max è il sistema Flex-IT, che trasforma il sedile passeggero in una superficie completamente ribassabile. Il risultato? Una capacità di carico ragguardevole per una microcar: 1,2 metri cubi di volume utile con 1,5 metri di lunghezza disponibile. Numeri che cambiano completamente il profilo di utilizzo, soprattutto per chi deve combinare spostamenti urbani e funzioni quasi-commerciali (piccoli traslochi, consegne, artigianato).

L’equipaggiamento di serie di Max è già generoso: cerchi in lega neri da 14 pollici, vetri elettrici, audio Bluetooth e cappelliera rigida. Le tre colorazioni proposte (Rosso Toledo, Grigio Grafite, Bianco Ghiaccio) sono scelte consapevolmente meno provocatorie rispetto al nero integrale di Lab, pensate per il cliente che vuole serietà visiva.

È una versione che parla direttamente ai professionisti del piccolo artigianato, ai corrieri locali, a chi ha necessità di micro-mobilità con intelligenza d’uso. Non è glamour, ma nemmeno avrebbe senso esserlo: Max è lo strumento che sa fare bene il suo lavoro, senza fronzoli.

Tre motorizzazioni, tre filosofie diverse

Qui la scelta si fa più articolata. Ligier propone tre opzioni di alimentazione identiche per entrambe le versioni: la vera decisione riguarda il compromesso tra costi operativi, autonomia e velocità massima.

L’elettrica 6 kWh è la scelta più economica e perfetta per i pendolari urbani puri. È quella con l’autonomia più limitata (ma sufficiente per la maggior parte degli utilizzi cittadini) e la velocità più bassa, ma il prezzo di ingresso è aggressivo. L’elettrica L7 con batteria da 11 kWh è la soluzione bilanciata: raggiunge i 75 km/h di velocità massima, dichiara 159 km di autonomia nel ciclo WMTC e permette utilizzi extraurbani senza ansia. È il choice della versatilità reale.

Il diesel REVO D+ rimane la scelta dei conservatori pragmatici. Con un serbatoio da 17 litri, consumi medi dichiarati di 3 litri per 100 km e un’autonomia calcolata intorno ai 550 km, il diesel garantisce quella tranquillità infrastrutturale ancora importante in Italia per chi non ha accesso a ricariche domestiche. Le stazioni di carburante sono ovunque, le abitudini di rifornimento consolidate.

Listini e disponibilità nel 2026

Ecco i prezzi, e sono il vero elemento che catalizza l’attenzione del mercato italiano:

Myli Lab:

Myli Max:

Lo scaglionamento è preciso: la Max costa circa 2.250 euro in più della Lab, un premium ragionevole considerando il sistema Flex-IT e l’equipaggiamento superiore. La diesel è già disponibile dal febbraio 2026, mentre le versioni a batteria arriveranno nel secondo trimestre. È una finestra commerciale intelligente: il cliente diesel non aspetta, e chi sceglie l’elettrico ha tempo di riflettere e beneficiare delle prime review reali sulla strada.

Un cambio di paradigma nel segmento delle microcar

La strategia di Ligier per il 2026 rappresenta un cambio di paradigma nel segmento delle microcar italiane. Troppo spesso questo comparto è stato dominato da una visione monodirezionale: l’economia pura, l’auto come scatola di lamiera per spostarsi. Lab e Max provano a raccontare una storia diversa: che esiste spazio anche per aspirazioni estetiche (senza costi proibitivi) e necessità professionali concrete (senza sacrificare l’usabilità).

La personalizzazione digitale via Studio e Co-Lab non è un gimmick marketing, ma una risposta concreta a una domanda reale. In un’epoca dove ogni oggetto tende a essere customizzato (dai profili social alle sneaker), anche una microcar vuole raccontare l’identità di chi la guida. Ligier ha capito che il cliente contemporaneo non vuole più adattarsi al prodotto: vuole che il prodotto si adatti a lui.

E sul fronte motorizzazioni, la scelta di mantenere tutte le opzioni (elettrica entry, elettrica performance, diesel) dimostra realismo. L’Italia delle microcar non è ancora completamente elettrificata infrastrutturalmente, e chi sceglie questo segmento ha spesso esigenze molto specifiche. Offrire libertà di scelta, non imposizione ideologica, è la mossa giusta.

Fonte: HDblog.it