News

N Plus Infinity Times Two: il ritorno di Metanet nel 2026

Daniele Messi · 06 Giugno 2026 · 5 min di lettura
N Plus Infinity Times Two: il ritorno di Metanet nel 2026
Immagine: The Verge

Undici anni. È passato più di un decennio dall’ultima volta che lo studio Metanet ha lanciato un capitolo della saga di N. Nel 2015 usciva N++, piattaforma 2D notoriamente difficile che rappresentava il culmine di una ricerca iniziata addirittura con il freeware Flash N. Raigan Burns, cofondatore dello studio, allora dichiarò con una punta di speranza: «Speriamo che non passino altri 10 anni prima di creare un nuovo gioco». Ironia della sorte, siamo esattamente dove temeva di essere.

N Plus Infinity Times Two: il ritorno di Metanet nel 2026
Crediti immagine: The Verge

Ma il 2026 porta con sé una novità: N sta tornando in una forma completamente diversa. Il nuovo titolo, ribattezzato con un nome che suona quasi provocatorio, è N Plus Infinity Times Two. Non si tratta di un’evoluzione solista come era N++, bensì di un’esperienza costruita attorno al multiplayer. Mentre il predecessore mirava a perfezionare l’essenza del gioco in solitaria, questa volta Metanet ha scelto di esplorare quella che descrive come «l’esperienza cooperativa definitiva».

La decisione di puntare sul multiplayer rappresenta una svolta strategica per uno studio che ha costruito la propria reputazione su sfide singleplayer brutali e meticolosamente progettate. N e N++ erano giochi per persone disposte a ripetere lo stesso livello decine di volte, che trovavano gratificazione nel superare ostacoli apparentemente impossibili. Il pubblico che ha seguito questi titoli nel corso degli anni ha sviluppato una comunità attorno alla difficoltà, condividendo strategie e celebrando i progressi come vittorie personali.

Portare questo stesso DNA in un contesto multiplayer non è una scelta banale. La difficoltà non scompare: piuttosto, cambia natura. Le sfide condivise acquistano una dimensione sociale che le sfide solitarie non potevano avere. Due giocatori che tentano di navigare attraverso un livello mortalmente complicato non solo devono coordinare i propri movimenti, ma anche sincronizzare le proprie strategie in tempo reale. È un tipo di difficoltà che richiede comunicazione implicita ed esplicita, lettura dell’altro, adattamento al volo.

Lo studio ha mantenuto il massimo riserbo sui dettagli specifici del gameplay e della struttura multiplayer. Non sappiamo ancora quali modalità verranno proposte, se il focus sarà su cooperazione pura, competizione diretta o una miscela delle due. Non conosciamo nemmeno il numero di giocatori supportati contemporaneamente o come verranno bilanciati i livelli per l’esperienza condivisa. Queste informazioni arriveranno probabilmente nei prossimi mesi, man mano che Metanet preparerà il lancio ufficiale.

Ciò che sappiamo è che N Plus Infinity Times Two non è un remake leggero del titolo precedente. Il nome stesso — con quel «Plus Infinity Times Two» — suggerisce ambizione nel scalare l’esperienza, nel renderla più vasta, più articolata. Undici anni di riflessione sul genere, di evoluzione nel design dei giochi platform, di crescita della tecnologia disponibile: tutto questo avrà inevitabilmente influenzato l’approccio dello studio.

Per chi conosce il pedigree di Metanet, l’attesa è giustificata. N++ rimane un capolavoro di level design, un gioco che ha conquistato una nicchia appassionatissima grazie alla sua precisione matematica e alla sua assoluta mancanza di compromessi. Gli sviluppatori non hanno mai cercato di rendere i loro giochi «accessible» nel senso moderno del termine: hanno preferito mantenere il rigore e lasciare che i giocatori disposti a impegnarsi trovassero il proprio cammino.

In Italia, lo studio ha una base di fan consolidata, anche se certo non paragonabile ai numeri che muovono titoli mainstream. Chi ha giocato N++ sa esattamente cosa aspettarsi: una proposta che non scherza, che non fa sconti, che prende il genere platform molto sul serio. Il passaggio al multiplayer potrebbe effettivamente allargare questa base, poiché la componente sociale del gaming ha guadagnato peso significativo negli ultimi anni.

La vera incognita rimane come Metanet intenda bilanciare la propria filosofia di difficoltà pura con le esigenze della progettazione per esperienze condivise. I team multiplayer richiedono tuning differente rispetto ai giochi solisti. Chiunque abbia progettato una sfida cooperativa sa che il rischio di escludere i giocatori più deboli è altissimo, ma il rischio opposto — di annoiare chi sa giocare bene — è altrettanto concreto.

Se Metanet avrà mantenuto la sua integrità creativa, N Plus Infinity Times Two potrebbe rappresentare un esperimento interessante non solo per chi ama i platform brutali, ma anche per chi studia game design contemporaneo. Per i giocatori italiani interessati a scoprire cosa succede quando uno studio small indie affronta la sfida di trasformare il proprio approccio senza tradirlo, questo titolo merita attenzione nel momento in cui arriverà sui negozi digitali.

Ripreso da: The Verge