Netflix annuncia la serie TV di Assassin’s Creed: ambientata nell’antica Roma del 64 d.C.
La Roma imperiale del 64 d.C. sta per diventare il teatro della nuova serie TV live-action di Netflix basata sul celebre franchise videoludico Assassin’s Creed. La conferma ufficiale è arrivata direttamente da Ubisoft, che ha svelato i dettagli di una produzione destinata a portare sullo schermo una delle saghe più amate dai gamer di tutto il mondo.
L’ambientazione romana rappresenta un ritorno alle origini per il franchise, riportando i fan nella stessa città che aveva fatto da sfondo ad Assassin’s Creed Brotherhood nel 2010. Tuttavia, questa volta ci tufferemo in un’epoca ancora più antica: oltre mille anni prima degli eventi narrati nel videogioco, in piena era neroniana, quando l’impero romano era al suo massimo splendore.
La scelta temporale non è casuale. Il 64 d.C. è l’anno del grande incendio di Roma sotto Nerone, un evento che ha segnato profondamente la storia dell’impero e che offre un contesto narrativo ricco di tensioni politiche e sociali, perfetto per le dinamiche che caratterizzano l’universo di Assassin’s Creed.
Una guerra millenaria tra Templari e Assassini
Il cuore pulsante della serie sarà il conflitto eterno tra l’Ordine dei Templari e la Confraternita degli Assassini, due fazioni con visioni diametralmente opposte sul futuro dell’umanità. Secondo quanto annunciato da Ubisoft, la storia sarà completamente originale, non adattando direttamente alcun capitolo esistente della saga videoludica.
Questa scelta creativa permette agli sceneggiatori di esplorare nuovi personaggi e situazioni, pur mantenendo i temi filosofici e narrativi che hanno reso celebre il franchise. La tensione tra controllo e libertà, tra ordine e caos, troverà nella Roma imperiale un palcoscenico ideale, dove le macchinazioni politiche si intrecciano con le lotte di potere tra patrizi, plebei e schiavi.
L’approccio narrativo originale rappresenta una strategia vincente per Netflix, che può così attrarre sia i fan storici della saga sia nuovi spettatori, senza vincolarsi troppo rigidamente alla continuity dei videogiochi.
Un cast internazionale per una produzione di prestigio
Il casting della serie si sta rivelando particolarmente ricco e variegato. Tra i volti confermati troviamo Sandra Guldberg-Kampp, nota per la sua partecipazione in Foundation, e Youssef Kerkour, che vedremo presto in “A Knight of the Seven Kingdoms”, lo spin-off di Game of Thrones. Il cast include anche Mirren Mack (28 Years Later: The Bone Temple) e Louis McCartney, quest’ultimo reduce dalla produzione teatrale di Broadway “Stranger Things: The First Shadow”.
Precedentemente erano già stati annunciati come possibili protagonisti Lola Pettigrew e Toby Wallace, confermando l’intenzione di Netflix di puntare su un mix equilibrato tra volti emergenti e attori con esperienza consolidata in produzioni di genere.
La regia creativa è nelle mani di Roberto Patino e David Wiener, duo che vanta credenziali importanti nel panorama televisivo contemporaneo. Patino ha lavorato a serie cult come Westworld e Sons of Anarchy, mentre Wiener ha contribuito alle serie Halo e The Killing. La loro esperienza nel gestire narrazioni complesse e multilivello rappresenta una garanzia per una proprietà intellettuale così ricca di sfaccettature come Assassin’s Creed.
Cinecittà: il cuore pulsante della produzione
Le riprese si stanno svolgendo principalmente presso i leggendari studi di Cinecittà a Roma, una scelta che aggiunge un ulteriore livello di autenticità alla produzione. Utilizzare gli studi che hanno dato vita a capolavori del cinema italiano e internazionale per raccontare la Roma antica rappresenta un omaggio alla tradizione cinematografica italiana e una garanzia di qualità produttiva.
La decisione di girare effettivamente in Italia, oltre a offrire scenari autentici, potrebbe avere ricadute positive per l’industria cinematografica nazionale, creando opportunità lavorative e promuovendo l’eccellenza tecnica italiana nel panorama delle produzioni streaming globali.
Questa non è la prima volta che Netflix adatta una proprietà di Ubisoft. Nel 2023 abbiamo visto “Captain Laserhawk: A Blood Dragon Remix”, basato su un’espansione di Far Cry 3, mentre l’anno scorso Sam Fisher ha fatto il suo debutto televisivo con “Splinter Cell: Deathwatch”, ricevendo consensi generalmente positivi da parte di critica e pubblico.
Prospettive future e impatti sul mercato
L’assenza di una data di uscita ufficiale lascia spazio alle speculazioni, ma considerando lo stato avanzato delle riprese, è ragionevole aspettarsi un debutto nel corso del 2025. Il successo di questa serie potrebbe aprire le porte a ulteriori adattamenti del ricco catalogo Ubisoft, consolidando la partnership tra il colosso francese del gaming e la piattaforma di streaming.
Per il mercato italiano, questa produzione rappresenta un’occasione unica di vedere rappresentata la propria storia antica attraverso la lente di una delle saghe videoludiche più popolari al mondo. L’attenzione ai dettagli storici e la collaborazione con location autentiche promettono di offrire una rappresentazione rispettosa e coinvolgente dell’antica Roma.
Il futuro di Assassin’s Creed su Netflix dipenderà largamente dalla capacità della serie di bilanciare l’azione spettacolare tipica del franchise con la profondità narrativa richiesta dal medium televisivo. Se il progetto dovesse rivelarsi un successo, potremmo assistere all’inizio di una nuova era per gli adattamenti videoludici, dove la qualità produttiva e il rispetto per il materiale originale diventano standard imprescindibili.
Fonte: Engadget