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Ocarina of Time remake: gameplay su Switch 2

Matteo Baitelli · 09 Settembre 2026 · 8 min di lettura
Ocarina of Time remake: gameplay su Switch 2
Immagine: Eurogamer

L’ho visto anche io, il gameplay di The Legend of Zelda: Ocarina of Time remake. L’ho guardato durante il Nintendo Direct del 40° anniversario della saga, e la prima cosa che mi è venuta in mente è stata una: dopo ventotto anni, Nintendo ci riprova con il gioco che ha cambiato tutto. E il risultato, a dirla corta, è interessante. Non entusiasmante, non deludente. Interessante. E in un’epoca in cui ogni remake viene spacciato per evento storico, quella parola mi sembra la più onesta che si possa usare. Io ci sto dentro da quando ho quindici anni, e vi dico che la soglia di aspettative su questo titolo era talmente alta che qualsiasi cosa, anche ottima, rischiava di deludere. Il gameplay mostrato non smentisce né conferma: apre una porta e ti lascia lì, con la curiosità addosso.

Ocarina of Time remake: gameplay su Switch 2
Crediti immagine: Eurogamer

Parliamo di contesto, perché il 40° anniversario di Zelda non è un numero a caso. La saga è nata nel 1986 con The Legend of Zelda su Nintendo Entertainment System, e nel 2026 compie quattro decenni di vita. Quarant’anni in cui un personaggio con una frangia verde e una spada ha definito il genere action-adventure, il backtracking, il collectathon. Ocarina of Time, uscito nel 1998 su Nintendo 64, è il vertice di quella montagna. Non c’è discussione: è il gioco che ha portato il 3D in tempo reale su una console casalinga con una direzione artistica coerente, un sound design rivoluzionario e un sistema di controllo che, per l’epoca, era futuristico. Riscriverlo nel 2026 non è un esercizio di nostalgia. È un atto di rispetto verso una pietra miliare, e un test per capire dove sta la tecnologia di oggi rispetto a quella di un quarto di secolo fa.

Il gameplay rivelato durante il Nintendo Direct del 40° anniversario mostra il ritorno a Hyrule, il mondo che abbiamo imparato a conoscere con il N64. Nintendo ha scelto di non fare un semplice upscaling: si tratta di un remake vero, pensato per la Nintendo Switch 2, la console di nuova generazione che ha sostituito la Switch originale. La data di lancio è fissata al 5 novembre 2026, e questo significa che tra meno di un anno avremo in mano, in teoria, la versione definitiva di uno dei giochi più importanti della storia del medium. Io, da lettore e da giocatore, dico che la scelta della piattaforma è la decisione più intelligente che Nintendo potesse fare. Switch 2 porta potenza di calcolo superiore, un display più grande e una GPU che permette di ridisegnare Hyrule senza tradire l’identità visiva del 1998. Ma il punto non è solo la resa grafica. Il punto è come Nintendo gestisce la tensione tra fedeltà e modernizzazione: quanto ci mostrano del 1998 e quanto ci regalano del 2026?

E qui arriva il mio giudizio, che chiedo il permesso di essere diretto. Il termine interesting che accompagna la rivelazione non è casuale. Non è un complimento, non è un insulto. È un segnale che la community, e probabilmente anche chi ha visto il materiale in anteprima, si aspetta qualcosa di più audace. Ocarina of Time non è un gioco che si può rimasterizzare e mettere in un cassetto: è un’architettura di level design, di puzzle, di progressione che va riscritta dal vivo. Io ho rivissuto quel gioco decine di volte, su N64, su emulatore, su Switch con la versione Master Edition. E ogni volta ho notato qualcosa in più. La domanda che mi pongo guardando questo gameplay è: Nintendo ha avuto il coraggio di toccare le ossa del gioco, o si è limitata a rimetterci sopra una vernice nuova? Non lo sapremo fino al 5 novembre, ma l’impressione che ne traggo è di un lavoro che punta sulla coerenza più che sullo shock. E va bene. Non tutto deve essere rivoluzionario.

Per chi gioca in Italia, il discorso si fa concreto. Nintendo Switch 2 è disponibile sul mercato italiano, e il 5 novembre è una data che cade in pieno autunno, nel momento in cui le librerie e i negozi di elettronica iniziano a preparare le vetrine per il Natale. Questo remake arriverà in una finestra commerciale delicata, ma per un titolo del peso di Ocarina of Time la concorrenza è quasi irrilevante: chi ha vent’anni e non l’ha mai giocato in originale, chi ha quarant’anni e vuole rifarlo con occhi nuovi, chi colleziona edizioni fisiche, troverà un motivo per comprarlo. Il prezzo in euro non è ancora stato annunciato da Nintendo per il mercato italiano, e questo è un punto su cui tornerò non appena avrò i dati ufficiali. Non invento cifre, non speculo. Aspetto.

Un altro aspetto che mi tocca da vicino, da giornalista che scrive di tecnologia da quasi vent’anni: il fatto che Nintendo abbia scelto di legare questo remake al 40° anniversario della saga dice qualcosa sul modo in cui l’azienda gestisce il proprio patrimonio. Non è un lancio freddo, è una celebrazione. Il Nintendo Direct dell’anniversario non è stato un evento di vendita, è stato un evento di memoria collettiva. E per noi che abbiamo cresciuto con quei pixel, con quel sound chip, con la sensazione di aver scoperto un mondo, c’è un valore emotivo che va oltre il frame rate o la risoluzione del display. Io lo sento, e so che lo sentono in molti. Il rischio, però, è che il sentiment si mangi il giudizio tecnico. Che si parli solo di nostalgia e non di design, di codice, di scelte di gameplay. E questo, a mio parere, sarebbe un peccato.

Resto in attesa del 5 novembre con una curiosità che non è più quella del 1998, ma non è nemmeno quella fredda di chi valuta un prodotto su una scheda tecnica. È la curiosità di chi rivede un amico dopo ventotto anni: si è cambiato? È ancora quello? E soprattutto, quella persona che eri allora, la riconosci ancora nel modo in cui ti fa sentire il gioco? Non so se Ocarina of Time remake saprà rispondere a questa domanda. Ma so che, per la prima volta da quando ho smesso di giocare con il N64 in salotto, ho voglia di rimetterci le mani sopra. E questo, per me, vale più di qualsiasi benchmark.

Per chi vuole seguire gli aggiornamenti ufficiali sulla saga e sulle piattaforme Nintendo, il punto di riferimento resta il sito di Nintendo Europe, dove vengono pubblicati tutti gli annunci relativi a date, edizioni e disponibilità nei mercati europei. In alternativa, la pagina dedicata a i giochi Nintendo è il luogo dove, nei prossimi mesi, comparirà la scheda completa del remake con ogni dettaglio tecnico e commerciale. Per ora, tutto il resto è rumore. Aspettiamo novembre.

Domande frequenti

Quando esce The Legend of Zelda: Ocarina of Time remake?

Il remake di Ocarina of Time è in uscita il 5 novembre 2026. La data è stata annunciata durante il Nintendo Direct del 40° anniversario della saga Zelda. Il prezzo in euro per il mercato italiano non è ancora stato comunicato da Nintendo.

Su quale console esce Ocarina of Time remake?

Il gioco uscirà esclusivamente su Nintendo Switch 2, la console di nuova generazione dell’azienda giapponese. Non è prevista una versione per la Switch originale né per altre piattaforme. Per acquistarlo in Italia sarà necessario possedere una Nintendo Switch 2, disponibile nei negozi e online sul territorio nazionale.

Cosa si vede nel gameplay del 40° anniversario?

Durante il Nintendo Direct del 40° anniversario di Zelda, Nintendo ha mostrato una prima sessione di gameplay del remake di Ocarina of Time, con il ritorno al mondo di Hyrule ripensato per la Nintendo Switch 2. Il materiale è stato descritto come ‘interessante’, un termine che suggerisce un’accoglienza cauta da parte della community, in attesa del giudizio completo che arriverà con il lancio del 5 novembre 2026.

Articolo originale su: Eurogamer