Roborock RockMow Z1: la mia recensione dopo mesi di utilizzo nel giardino di casa
Da febbraio ho il Roborock RockMow Z1 in giardino, e dopo mesi di prati tagliati, pioggia, pendenze e qualche curva stretta di troppo, è arrivato il momento di mettere giù una recensione completa. Questa non è un’anteprima da fiera: è quello che ho imparato vivendo con il robot tutti i giorni.
Categoria: Robot tosaerba premium con RTK + VSLAM e trazione integrale
Periodo di test: da febbraio 2026 — uso quotidiano nel mio giardino
Lancio in Italia: inizio maggio 2026
- Cosa è: robot tosaerba autonomo, senza filo perimetrale, con navigazione fusion RTK + VSLAM (Sentisphere), trazione AWD a 4 motori indipendenti, 4 fotocamere per evitamento ostacoli e SIM 4G integrata.
- A chi serve: giardini fra 1.500 e 5.000 m², terreno con pendenze fino al 80% (38,7°), chi ha già fatto pace con i limiti del filo perimetrale.
- Punti forti: taglio coerente anche sotto chiome (RTK fragile, ma la VSLAM compensa), AWD vero su erba bagnata, antifurto con allarme acustico + PIN + GPS 4G nativo.
- Limite reale: i passaggi sotto 0,8 m richiedono ancora rifinitura manuale. Comportamento comune a tutta la categoria RTK.
- Verdetto: 8,7/10. Disponibilità in Italia da inizio maggio 2026; scheda ufficiale Roborock.
Panoramica
Roborock entra ufficialmente nel mondo dei robot tosaerba con tre modelli: RockNeo Q1 per giardini medi, RockMow S1 per fasce intermedie e RockMow Z1, il modello che ho avuto modo di provare e che rappresenta la punta di diamante della gamma. È pensato per giardini grandi, fino a 5.000 m² dichiarati, e per chi non vuole compromessi su pendenze, ostacoli e precisione del taglio.
Sulla carta è già un prodotto importante: trazione integrale con motore indipendente per ruota, navigazione che combina RTK full-band e VSLAM, sospensioni a molle indipendenti, sterzo attivo, sei lame su disco, evitamento ostacoli con quattro fotocamere, copertura 4G di serie. Ma di robot tosaerba che sulla carta sembrano perfetti il mercato è pieno. Quello che conta è come si comporta in giardino, sotto la pioggia, dopo che hai dimenticato di pulire le ruote, dopo tre settimane di lavoro continuo. Questa recensione parte da lì.
Cosa cambia rispetto ai robot a filo perimetrale
Per chi viene da un robot tosaerba “tradizionale”, quello con il filo perimetrale interrato lungo i bordi del prato, il salto è significativo. Vale la pena raccontarlo perché è facile sottovalutarlo se non lo si è vissuto.
Con un robot a filo perimetrale, l’installazione è la metà del prodotto: bisogna scavare una piccola traccia lungo tutto il perimetro del giardino, posare il filo, fissarlo con i picchetti, collegarlo alla base. Se si sposta una aiuola, il filo va riposizionato. Se si rompe (e prima o poi succede, soprattutto dopo un inverno di gelo), il robot smette di sapere dove si trova. La logica di taglio è in gran parte casuale: il robot va dove gli capita, finché ha autonomia.
Il RockMow Z1 elimina completamente questo paradigma. Non c’è filo, non c’è perimetro fisico. La definizione del giardino avviene una sola volta, dall’app, “disegnando” sulla mappa virtuale che il robot costruisce nel primo passaggio. Le aiuole, le zone di esclusione, i punti di passaggio — tutto è virtuale, modificabile in qualsiasi momento. Il taglio non è casuale: il robot percorre linee parallele, riconosce dove ha già tagliato e dove no, gestisce zone con orari diversi.
Detto in modo semplice: si passa da un dispositivo che “vaga” a uno che “lavora”. E quando si è abituati, tornare indietro è impensabile.
Unboxing: cosa c’è nella confezione
Il prodotto arriva in un’unica scatola, sorprendentemente compatta considerando quanto c’è dentro. Roborock ha pubblicato una guida ufficiale al setup completo (link in fondo a questa sezione) che mostra esattamente la sequenza di montaggio; quello che descrivo qui è la stessa procedura vissuta in prima persona.
Aprendo la confezione si trova il robot, la base di ricarica con relativo alimentatore e cavo, e il kit RTK: base RTK, alimentatore dedicato, palo, prolunga del cavo, viti per il fissaggio e manuale di posizionamento dell’antenna. Tutto quello che serve per l’installazione è già in confezione, e questo è un dettaglio che pesa: significa che il giorno in cui ti arriva il robot puoi davvero metterlo in funzione, senza scoprire dopo che ti manca un cavo o un supporto.
Il robot in sé è massiccio: tutt’altra categoria rispetto ai modelli a filo perimetrale che siamo abituati a vedere in giardino. Le ruote tassellate, la carrozzeria robusta, la struttura sospesa: la prima sensazione tattile è quella di un mezzo pensato per il fuori-casa serio, non di un giocattolo a batteria.
La base di ricarica è semplice, senza fronzoli, con il connettore frontale e la copertura per la stagione invernale. Pensata per stare fuori, esposta agli agenti atmosferici, con il robot che si parcheggia sopra dopo ogni sessione di taglio.
L’unico componente fornito separatamente è il modulo PreciEdge — l’accessorio opzionale per la rifinitura dei bordi a 3 cm. Non fa parte della dotazione standard, va acquistato a parte. Io l’ho preso e installato, e nella sezione manutenzione dell’app me lo ritrovo come componente tracciato come tutti gli altri (4 ore di utilizzo, 98% di vita residua al momento di questa recensione). Per chi ha molti bordi (recinzioni, aiuole, muretti) è un’aggiunta che vale la pena considerare al momento dell’ordine, anche per averlo subito in casa al primo setup.
Riferimento procedurale: RockMow Z1 / X1 — Unboxing & Setup ufficiale Roborock (canale Roborock Support).
Setup e installazione: l’antenna RTK è il punto critico
L’installazione del RockMow Z1 si articola in tre fasi distinte, e capire la logica di ciascuna fa la differenza tra un’esperienza buona e una ottima.
Fase 1 — Posizionamento della base di ricarica
Si posiziona la base di ricarica in un punto piano del giardino, ben coperto, possibilmente con un po’ di riparo dalla pioggia battente. Il punto deve essere accessibile per il robot da almeno due lati: serve uno “spazio di manovra” libero davanti, perché il robot si avvicina alla base in linea retta. La base va collegata alla rete elettrica con il cavo dedicato, e se non si dispone di una presa esterna è il momento di prevederne una.
Fase 2 — Posizionamento dell’antenna RTK
Da come la posizioni dipende tutto. Roborock chiede il classico “cielo libero” sopra l’antenna — niente rami, niente tetto, niente grondaie nelle vicinanze. La prima volta l’avevo messa in un punto che mi sembrava aperto, in realtà aveva un albero abbastanza vicino, e il robot ne risentiva: tracciati meno netti, qualche piccolo errore di posizione nei tornanti, soprattutto sotto le chiome.
Spostandola in un punto realmente libero, in cima a un palo dove l’app conferma la qualità del fix, è cambiato tutto. Da quel momento il robot si muove come se sapesse esattamente dove si trova al centimetro: linee parallele dritte, sovrapposizioni minime tra una passata e l’altra, ritorno alla base puntuale. L’antenna RTK è il pezzo che fa la differenza tra un’esperienza buona e una eccellente, e vale la pena dedicarle dieci minuti in più al primo setup.
La regola d’oro è: se hai dubbio se quell’albero è troppo vicino, lo è. Sposta l’antenna di mezzo metro più in là e ricontrolla la qualità del fix nell’app. È un lavoro che si fa una volta e dura per tutta la vita del prodotto. Se per qualche motivo dovessi spostare la base di ricarica o l’antenna RTK in seguito, l’app ha una funzione dedicata di “Riposiziona la stazione” che guida la riconfigurazione passo passo, senza dover ripetere la mappatura da capo.

Fase 3 — Mappatura del giardino
Una volta accese base e antenna, si procede al primo passaggio di mappatura. L’app guida tutto: si percorre il perimetro del giardino con il robot in modalità manuale (telecomando dall’app), si definiscono le zone di esclusione (aiuola, piscina, area giochi, orto), si conferma. Il robot costruisce la sua mappa interna e da lì in poi è autonomo.
Il primo passaggio richiede attenzione, soprattutto sui bordi: meglio prendersi mezz’ora in più e farlo bene la prima volta. Cambiamenti successivi sono possibili — si possono aggiungere zone, modificare confini — ma una mappa pulita all’inizio è la base di tutto. Nel mio giardino ho definito cinque zone (A1–A5) per gestire orari e modalità di taglio diverse a seconda dell’area.

Navigazione: RTK + VSLAM, finalmente in modo serio
Il sistema di navigazione del RockMow Z1, che Roborock chiama Sentisphere Environmental Perception, fonde RTK full-band e VSLAM (visual SLAM, ovvero localizzazione visiva). Detto in modo semplice: l’RTK gli dice dove si trova nel giardino con precisione centimetrica, la VSLAM riconosce visivamente dove si trovano siepi, alberi, muretti e il robot stesso quando il segnale satellitare per qualche istante non è perfetto.
La cosa interessante è che non sento mai cali di qualità sotto le piante o vicino al muro di casa, dove la sola RTK soffrirebbe per la copertura del cielo limitata. Il robot continua a tagliare in modo coerente, le linee restano parallele, le sovrapposizioni sono minime. Quando esco la mattina e vedo il giardino già fatto, il pattern di taglio è quello di una macchina che sa muoversi, non di un robot che vaga.

L’evitamento ostacoli, basato su quattro fotocamere, è prudente al punto giusto. Riconosce gli oggetti dimenticati a terra (uno scopino, un giocattolo, una manichetta non avvolta) e li aggira. Nei mesi di test non l’ho mai visto cercare di passare sopra qualcosa di solido o spingere oggetti — comportamento da appuntare quando si paragona a robot tosaerba di precedenti generazioni che, va detto, in queste situazioni venivano regolarmente messi in difficoltà.
Una cosa che apprezzo dell’app è che la sensibilità dell’evitamento ostacoli si può tarare: Sensibile dà priorità alla sicurezza (alcune aree possono essere lasciate non tagliate per non rischiare), Bilanciato ottimizza la copertura. Ci sono anche due modalità più fini, l’evitamento visivo per il passaggio (riduce la sensibilità nei corridoi stretti per aumentare la probabilità di passare) e il confine evitamento ostacolo per stare più stretto sui bordi e lasciare meno erba alta.

Il taglio: sei lame su disco e PreciEdge
Il modulo di taglio del RockMow Z1 utilizza un disco rotante a sei lame con doppio strato anti-impigliamento. L’altezza è regolabile da app tra 20 e 70 mm in step da 0,1 mm, una granularità che onestamente non avevo mai visto in questa categoria. La cosa più utile non è tanto la precisione assoluta dell’altezza, quanto poter alzare il taglio di mezzo centimetro nelle settimane più asciutte e poi riportarlo a regime quando torna l’umidità, senza dover scendere a ogni cambio.

Il taglio in sé è pulito, l’erba viene “minuzzolata” e ricade come fertilizzante naturale. L’aspetto del prato dopo qualche settimana di passaggi quotidiani migliora visibilmente: meno ciuffi, meno zone disomogenee, niente strisce di taglio incoerenti come capita con i robot a filo perimetrale.
Il modulo opzionale PreciEdge permette di portare il taglio fino a 3 cm dai bordi (muri, recinzioni, aiuole), riducendo ulteriormente la rifinitura manuale. Non è incluso nella confezione base, ma per chi ha molti bordi vale la pena considerarlo. Una funzione utile per i giardini con zone diverse è la personalizzazione per zona: si può impostare un’altezza di taglio differente, una direzione e una modalità di lavoro per ciascuna area mappata.

L’unico vero neo: i passaggi stretti
Vengo al punto che, ad oggi, è l’unico vero limite del RockMow Z1 nel mio giardino. Il robot, per come è progettato, lascia un margine di sicurezza a destra e a sinistra rispetto al disco di taglio. È una scelta intelligente — protegge il robot da urti laterali, protegge la siepe da contatti accidentali — ma significa che nei passaggi stretti del giardino, sotto certi limiti di larghezza, semplicemente non passa.
Roborock dichiara la capacità di affrontare passaggi da 0,8 m. Nella pratica, sui passaggi attorno a quella larghezza il robot è cauto, e in alcuni casi preferisce non entrare per non rischiare. Risultato: ci sono due o tre lingue di prato, nel mio giardino, dove devo passare a mano con il decespugliatore una volta a settimana. Niente di drammatico — sono pochi minuti — ma è onestamente l’unica cosa che, dopo mesi di test, mi sento di indicare come limite reale.
È un compromesso che ha senso ingegneristicamente, ma chi compra un robot per dimenticarsi del prato deve sapere che sotto una certa soglia di larghezza il robot non sostituirà completamente la rifinitura manuale. Per inciso: è un comportamento che noto in tutti i robot tosaerba RTK con queste dimensioni di scocca, non un problema specifico di Roborock. Ma è un comportamento, e va detto.
Passaggi stretti reali: la zona della pompa di calore
Questo è un caso reale del mio giardino. Il RockMow Z1 deve transitare in un corridoio in pietra fra la pompa di calore Templari e il prato. È esattamente il tipo di scenario “0,8 m, ma con vincoli” in cui il software impone il margine di sicurezza laterale di cui ho parlato sopra.



Pendenze, terreno irregolare e trazione integrale
Il giardino dove ho testato il RockMow Z1 ha una zona in pendenza non banale. Roborock dichiara la capacità di affrontare pendenze fino all’80% (38,7°), valore che non ho mai realmente messo alla prova perché la mia pendenza massima è sensibilmente inferiore. Ma quello che posso dire è che sulla mia pendenza, anche dopo una notte di pioggia con erba bagnata, il robot non slitta mai. La trazione integrale fa la sua parte: se una ruota perde aderenza, le altre tre coprono.
Le sospensioni a molle indipendenti si sentono nei tratti irregolari: il disco di taglio resta a contatto con il terreno anche quando il robot sale su una piccola gobba, e questo si vede nella regolarità del taglio. Non ho tagliature più alte sui dossi, cosa che invece succedeva sistematicamente con il robot a filo perimetrale che avevo prima.

App e Smart Home: tutto quello che si può fare
L’app Roborock per i tosaerba è la stessa famiglia delle app dei robot aspirapolvere, con un’interfaccia adattata alla logica del giardino. Vediamo le funzioni principali, perché qui c’è davvero molto.
Live map e telemetria. La schermata principale mostra la mappa del giardino con la posizione del robot in tempo reale, l’area già tagliata in una tonalità diversa rispetto a quella ancora da fare, lo stato della batteria, il tempo stimato di completamento. Si vede tutto a colpo d’occhio, anche dal telefono mentre si è fuori casa.
Pianificazione settimanale. Si possono impostare orari di taglio per giorno della settimana, su una griglia oraria che ricorda quella di un calendario professionale. Si combinano gli slot di taglio con le finestre di rispetto (notte, prime ore del mattino, fasce di rispetto del vicinato). Per ciascun programma si scelgono le aree da coprire (tutto il giardino o un sottoinsieme di zone).


Zone di esclusione e modalità multi-zona. Si possono disegnare aree del giardino che il robot non deve toccare (orto, area giochi, zona piscina, aiuole con bulbi). Si possono creare zone con orari di taglio diversi: il prato davanti casa tagliato due volte alla settimana, il prato dietro tre, l’area lato strada solo quando non ci sono auto parcheggiate.
Modalità di taglio. Oltre al taglio standard a linee parallele, si può richiedere una modalità “edge” (concentrata sui bordi), una modalità “spot” (su una zona specifica), o passi multipli su zone particolarmente ricresciute. Il robot riconosce i pattern e adatta velocità e densità delle passate.
Compatibilità Smart Home. L’integrazione con assistenti vocali (Alexa, Google Home) consente di avviare cicli, mettere in pausa, chiedere lo stato. Per chi ha una casa connessa, è un’aggiunta naturale.
Protezione antipioggia: quanto aspettare prima di ripartire
Una delle funzioni che uso di più è la protezione antipioggia. Il sensore meteo riporta il robot alla base appena rileva pioggia, e poi gestisce il rinvio del taglio in base a un timer scelto da app: subito dopo la pioggia, 3 ore dopo, oppure 8 ore dopo. Io tengo impostato 8 ore, che è anche la voce che Roborock raccomanda per le stagioni più piovose: l’erba bagnata si taglia peggio, le lame perdono filo prima, e il prato resta marcato. Aspettare un blocco di tempo “vero” prima di ripartire è una piccola differenza che si vede sulla salute del prato nel medio termine.

Modalità protezione fauna selvatica
Una funzione che non mi aspettavo e che invece uso volentieri è la modalità di protezione della fauna selvatica. È una finestra oraria notturna durante la quale il robot non taglia, per ridurre i rischi per ricci, conigli e altri animali che si muovono di notte nei giardini. Io l’ho impostata 21:30–08:30, e funziona come un blocco hard: anche se in app forzo un ciclo, il robot rispetta la finestra. Per chi ha un giardino vicino a campagna, bosco o aree verdi pubbliche, è una funzionalità da non sottovalutare.

Sicurezza, antifurto e tracking 4G
Un robot tosaerba di questa categoria lasciato in giardino è un dispositivo costoso che il vicino può vedere. Roborock ha lavorato seriamente sulla parte di sicurezza, ed è bene capire come funziona.
Allarme acustico ad alto volume. Se il robot viene sollevato fuori dall’area di lavoro definita, parte un allarme udibile a distanza. Non è una cicalina di cortesia: è progettato per attirare l’attenzione e far rinunciare al furto opportunistico.
Blocco PIN. Il robot non si avvia senza PIN. Anche chi riesce a portarlo via, senza il codice non può usarlo. Combinato col fatto che la SIM 4G integrata continua a trasmettere posizione, è un deterrente forte.
Recinzione virtuale. Da app si imposta un raggio di sicurezza (nel mio caso 10 m) attorno alla zona di lavoro: se il robot esce da quel perimetro virtuale, parte allarme e blocco. È la rete di sicurezza in più rispetto al singolo allarme di sollevamento.
Tracking GPS in tempo reale via 4G. Anche fuori dalla copertura Wi-Fi domestica, il robot trasmette posizione GPS al server Roborock. Dall’app si vede sempre dove si trova. In caso di furto, l’informazione è disponibile alla denuncia.

Doppia connettività Wi-Fi + 4G. Il robot resta sempre raggiungibile dall’app, anche quando si trova nel punto più lontano del giardino dove il Wi-Fi di casa non arriva. La SIM 4G integrata abilita sia il monitoraggio remoto continuo sia il tracking GPS antifurto.
Compatibilità con tracker di terze parti. Roborock dichiara compatibilità con tracker aggiuntivi (es. AirTag) installati sul robot, per ridondanza.
Manutenzione: cosa fare e quando
Su un robot tosaerba di questa fascia, la manutenzione è poca ma non nulla. Roborock ha pubblicato una guida ufficiale alla manutenzione (link in fondo) che riassume bene la sequenza; quello che racconto è quello che faccio davvero, sulla base di mesi di utilizzo.
L’app tiene traccia delle ore di utilizzo dei singoli componenti — sezione inferiore, disco portalame, modulo PreciEdge, batteria, sensori — e mostra la percentuale di vita residua per i pezzi consumabili. È un livello di trasparenza che facilita la pianificazione: si sa con un colpo d’occhio se le lame stanno per finire, se la batteria è ancora in salute, se serve guardare i sensori.

Pulizia post-taglio (settimanale). Una volta a settimana, alzo il robot, controllo che le ruote non abbiano accumulato fango o erba compatta nei battistrada, e ripasso le fotocamere con un panno asciutto. Bastano due minuti.
Disco di taglio (mensile). Il disco a sei lame va controllato regolarmente. L’erba bagnata può accumularsi nello spazio attorno al disco, soprattutto dopo sessioni intensive. Roborock indica un controllo periodico delle lame: io le ispeziono ogni mese, le sostituisco quando perdono filo. Sono pezzi consumabili, vanno previsti come ricambio.
Base RTK (occasionale). L’antenna RTK è praticamente fit and forget: una volta posizionata bene, non chiede attenzione. L’unica accortezza è verificare che non si sia mossa dopo eventi meteo importanti (forte vento, neve pesante).
Stagionalità. A fine autunno, il robot va riposto in un ambiente asciutto con la batteria a metà carica. La base di ricarica può rimanere fuori. A inizio primavera si riprende, si verifica il fix RTK, si riavvia il ciclo.
Riferimento procedurale: RockMow Z1 / X1 — Maintain Your Mower (guida ufficiale Roborock).
Telemetria reale: cosa dice la cronologia dell’app
Una delle cose più utili dell’app, quando si parla di affidabilità di lungo periodo, è la sezione Cronologia. Mostra ogni singola sessione di taglio con data, ora di inizio, ora di fine, durata e metri quadri lavorati. Sopra il tutto, due numeri cumulativi: superficie totale tagliata e tempo totale di lavoro. Da quando ho il robot, sono arrivato a circa 8.300 m² cumulati e quasi 3 giorni netti di lavoro. Sono numeri che, riportati alla manutenzione classica con tosaerba a spinta, equivalgono a parecchie ore in cui non sono stato in giardino con un attrezzo in mano.

Confronto con la concorrenza
Per inquadrare il RockMow Z1 nel mercato 2026, ha senso confrontarlo con i modelli con cui si confronta direttamente. La tabella sotto è basata sulle specifiche pubbliche dichiarate dai rispettivi produttori.
| Caratteristica | Roborock RockMow Z1 | Mammotion LUBA 2 AWD 5000 | Husqvarna Automower 450X NERA |
|---|---|---|---|
| Sistema di navigazione | RTK + VSLAM (Sentisphere) | RTK + Vision | EPOS RTK (no perimetro) |
| Trazione | AWD 4 motori | AWD | 2WD posteriore |
| Pendenza max | 80% (38,7°) | 80% (38,7°) | 45% |
| Area max per ciclo | 5.000 m² | 5.000 m² | 5.000 m² |
| Connettività 4G | Inclusa | Opzionale | Opzionale |
| Modalità protezione fauna | Sì (configurabile) | Limitata | No |
| Antifurto integrato | Allarme + PIN + GPS | Allarme + PIN | PIN + GPS |
| Filo perimetrale | No | No | No |
Il RockMow Z1 si confronta direttamente con la categoria “RTK premium senza filo”. I valori dichiarati sono in larga parte allineati a Mammotion e Husqvarna NERA in fascia top, con il vantaggio di avere la connettività 4G inclusa e l’evitamento ostacoli a quattro fotocamere come dotazione base. Il prezzo italiano definitivo arriverà al lancio di inizio maggio: andrà letto in quella tabella per chiudere il giudizio commerciale.
Un giorno tipo con il RockMow Z1
Per dare un’idea concreta di come si vive il prodotto, racconto la giornata-tipo.
La mattina presto, il robot si stacca autonomamente dalla base secondo lo schedule che ho impostato. Non lo sento partire: il rumore è basso, e dalla casa il primo segnale è la notifica sull’app che dice “ciclo iniziato”. Si muove sul giardino seguendo le linee parallele della sua mappa, completa la zona front, passa al lato, gestisce la zona retro. Quando arriva al 30% di batteria torna alla base, ricarica, riprende. Il tutto senza che debba toccarlo.

Se inizia a piovere, il sensore meteo lo riporta autonomamente alla base. Ricevo notifica, e l’app applica il timer di rinvio che ho impostato (8 ore nel mio caso). Tipicamente lascio decidere lui.
Quando il giardino è completo, ricevo la notifica di fine ciclo con la mappa di copertura: aree tagliate evidenziate, eventuali zone saltate (raramente) segnalate. Si torna alla base, si parcheggia, fine.
L’unica volta che esco fisicamente in giardino per il robot è ogni una o due settimane per la pulizia di routine — ruote, fotocamere, controllo del disco. È una manutenzione che, paragonata alle ore di tosaerba a spinta che sostituisce, non è nemmeno paragonabile.
Video reali: il RockMow Z1 in azione nel giardino
Per chi vuole vedere come si comporta davvero, due brevi clip dal mio giardino. La prima è una sessione su prato fiorito di margherite, la seconda è il robot al taglio nella zona alberata e ombrosa, dove la VSLAM lavora più dell’RTK.
Software in evoluzione: il team Roborock lavora bene
Una cosa che ho notato durante i mesi di utilizzo è quanto il software del robot sia stato aggiornato attivamente. Non parlo di patch correttive minori: parlo di miglioramenti effettivi sul comportamento di taglio, sulla gestione degli ostacoli, sulla qualità delle mappe. Il team di sviluppo Roborock è chiaramente in modalità “ascolta e migliora”, e questo è un valore aggiunto che non sempre si ritrova in prodotti di prima generazione di un produttore in un nuovo segmento.
Per chi compra un robot tosaerba al lancio, questa è una variabile importante: non si compra solo l’hardware, si compra anche l’evoluzione del software che ci girerà sopra nei prossimi anni. E qui Roborock sta dimostrando di saperla gestire.
Aggiornamento 2026: in arrivo la modalità nRTK senza antenna
Una nota importante che mi ha confermato direttamente il team tecnico Roborock: nel corso del 2026 il RockMow Z1 riceverà via aggiornamento software il supporto alla modalità nRTK (Network RTK). È un cambio di paradigma per chi possiede già il robot, e vale la pena spiegarlo bene perché incide sul punto critico di tutta la categoria: il posizionamento dell’antenna RTK fisica.
Cosa cambia con nRTK
Oggi il RockMow Z1 ottiene il fix centimetrico tramite la stazione RTK locale, cioè l’antenna che hai posizionato in giardino e che corregge il segnale GNSS in tempo reale via radio sul robot. Funziona benissimo, a patto di avere un punto a cielo aperto stabile dove montarla. Non è sempre banale.
Con il Network RTK, il robot non ha più bisogno della stazione fisica nel proprio giardino. Le correzioni RTK arrivano da una rete di stazioni di riferimento distribuita sul territorio (paragonabile concettualmente al servizio NTRIP usato dai topografi), e il robot le riceve direttamente tramite la SIM 4G integrata e la connessione Wi-Fi. Roborock gestirà il flusso lato cloud, l’utente non deve configurare nulla.
Cosa significa, in pratica
- Niente più antenna RTK fisica da posizionare. Il problema più sottovalutato dell’installazione, di cui ho scritto sopra in lungo e in largo, sparisce per chi attiva nRTK.
- Setup ancora più rapido: si passa dalle tre fasi attuali (base ricarica + antenna RTK + mappatura) a due (base ricarica + mappatura). Per chi non ha un punto a cielo aperto stabile in giardino, è la differenza fra “il prodotto rende al 70%” e “il prodotto rende al 100%”.
- Stessa precisione centimetrica grazie alla rete di riferimento esterna. La fusione con la VSLAM rimane invariata e continua a coprire i tratti in ombra di chioma.
- Conferma dell’investimento software di Roborock: come ho scritto nella sezione “Software in evoluzione”, il team itera bene e questo aggiornamento è la prova concreta. Chi compra oggi il Z1 con setup tradizionale, fra qualche mese può migrare al modello nRTK senza cambiare hardware.
Quando arriva e a chi
Roborock ha confermato che il rollout dell’nRTK è pianificato nel corso del 2026 via aggiornamento firmware OTA, distribuito gradualmente per regione in funzione della copertura della rete di stazioni di riferimento. Per chi è già possessore del RockMow Z1, l’attivazione sarà gestita dall’app Roborock una volta disponibile nel proprio paese; non sono richiesti acquisti aggiuntivi né modifiche all’hardware esistente.
Per chi sta valutando l’acquisto adesso e non ha un punto ottimale per l’antenna fisica, è una notizia che cambia il calcolo: l’unica vera variabile critica del setup attuale è destinata a diventare opzionale. Per chi ha già installato l’antenna RTK in posizione perfetta, nessun problema: la modalità RTK locale resterà comunque supportata, e con la propria stazione fisica le correzioni sono indipendenti dalla copertura di rete della SIM 4G.
Domande frequenti
Funziona sotto la pioggia? Sì, il RockMow Z1 ha certificazione IPX6 e può lavorare anche con il prato bagnato. Detto questo, ha un sensore pioggia integrato e di default rientra alla base se la pioggia è intensa: meglio per la qualità del taglio (l’erba bagnata si taglia peggio) e per la durata delle lame. Da app si imposta il timer di rinvio (subito, 3 ore, 8 ore).
Posso usarlo se ho un cane? Sì. L’evitamento ostacoli a quattro fotocamere riconosce gli animali. Detto questo, è prudenza minima non lasciare il cane in giardino senza supervisione mentre il robot sta tagliando, soprattutto le prime volte. Si abituano in fretta, ma all’inizio l’incontro è da gestire.

Lavora anche di notte? Tecnicamente sì, ma le fotocamere RGB hanno bisogno di luce per il sistema di evitamento ostacoli. C’è anche una modalità di protezione della fauna selvatica configurabile da app, che blocca il taglio in una finestra notturna scelta dall’utente per non disturbare ricci, conigli e simili. La maggior parte dei comuni italiani ha regolamenti acustici che sconsigliano il taglio notturno comunque.
La SIM 4G ha un costo aggiuntivo? La connettività 4G è dichiarata da Roborock come funzione di base inclusa. Per i dettagli sul costo del traffico dati a regime (dopo gli anni iniziali) consiglio di chiedere conferma al rivenditore al momento dell’acquisto.
Quanto è rumoroso? Soggettivamente, è più silenzioso di un tosaerba elettrico a spinta. Dalla casa con le finestre chiuse non lo sento. In giardino, è una presenza accettabile anche durante una conversazione. Roborock non pubblica un valore in dB nelle specifiche pubbliche.
Cosa succede se il giardino non ha cielo libero per l’antenna RTK? Senza un punto a cielo aperto stabile per l’antenna RTK, le prestazioni di navigazione calano in modo sensibile. Se il proprio giardino è completamente coperto da chiome alte, è bene valutare la possibilità di un’antenna su tetto o, in alternativa, un robot a filo perimetrale tradizionale.
Quanto dura la batteria? Roborock dichiara la copertura fino a 5.000 m² per ciclo grazie alla ricarica rapida — il robot torna autonomamente in base e riparte. Per giardini medi, una sessione di taglio è gestita senza interruzioni; per giardini più grandi può servire un ciclo carica-riprende, automatico e gestito dal robot stesso.
Posso aggiornare il software? Sì, gli aggiornamenti firmware sono OTA via app. Roborock li rilascia con una certa frequenza, e nei mesi di utilizzo ho visto miglioramenti tangibili a ogni release.
Quando arriverà la modalità nRTK al RockMow Z1? Il team Roborock ha confermato il rollout via aggiornamento firmware nel corso del 2026. La modalità Network RTK userà SIM 4G integrata e Wi-Fi del robot per ricevere le correzioni RTK da una rete di stazioni di riferimento esterne, eliminando la necessità di installare l’antenna RTK fisica in giardino. La precisione centimetrica resta identica e l’aggiornamento sarà gratuito per chi possiede già il robot.
Per chi è il Roborock RockMow Z1
Pensando a chi mi chiede consiglio prima di comprare un robot tosaerba di questa fascia, ecco i profili dove il Z1 fa davvero la differenza.
- Giardino medio-grande (1.500–5.000 m²): qui il prodotto esprime tutto il suo potenziale. Sotto i 1.500 m² esistono modelli più piccoli che fanno lo stesso lavoro a costo inferiore.
- Pendenze e terreno irregolare: trazione integrale, sospensioni vere e disco flottante danno risultati che i robot a filo perimetrale leggeri non possono raggiungere. Se il tuo giardino ha “carattere”, il Z1 lo gestisce.
- Allergia al filo perimetrale: chi ha già fatto l’esperienza del filo che si rompe, della traccia che si scopre, del segnale che salta — sa cosa sta comprando quando passa a RTK + VSLAM.
- Smart home avanzata: chi vuole monitoraggio remoto in tempo reale, integrazione con assistenti vocali, copertura 4G e GPS antifurto.
- Acquirente paziente: chi è disposto a investire 30 minuti in più nel posizionamento iniziale dell’antenna RTK per avere mesi di funzionamento puntuale.
Per chi NON è
- Giardini piccoli (sotto 500 m²): sovradimensionato. Esistono modelli più adatti come il RockNeo Q1 della stessa Roborock o equivalenti di altri produttori.
- Molti corridoi sotto 0,8 m: chi si aspetta che il robot rifinisca tutto resterà parzialmente deluso. Il decespugliatore manuale resta necessario in alcune zone strette.
- Zero possibilità di posizionare l’antenna RTK con cielo libero: giardini completamente coperti da chiome alte non sono il terreno ideale per un robot RTK, qualunque sia la marca.
- Budget contenuto: il Z1 è la fascia top della gamma Roborock dedicata al giardino. Chi cerca un primo robot tosaerba a prezzo contenuto deve guardare RockNeo Q1 o RockMow S1.
Verdetto finale: 8.7/10
Il Roborock RockMow Z1 è il robot tosaerba che mi ha fatto cambiare opinione sulla categoria. Veniamo da anni in cui i robot tosaerba erano dispositivi limitati, fragili, da configurare con cavi nascosti nel terreno e tracciati che si “perdevano” alla prima ricrescita d’erba. Questo è un’altra cosa: è un mezzo che il tuo giardino lo gestisce, non lo subisce.
L’unico vero limite, dopo mesi di utilizzo, è la rifinitura nei passaggi stretti — un compromesso strutturale che si ritrova in tutta la categoria, non un difetto specifico di Roborock. Per il resto, la combinazione di RTK + VSLAM ben tarata, la trazione integrale, le sospensioni vere, la connettività 4G e un team di sviluppo che migliora il software a ritmo sostenuto rendono questo prodotto consigliabile senza riserve a chi rientra nel target.
In attesa del prezzo italiano ufficiale, che arriverà al lancio di inizio maggio, è uno dei robot tosaerba più completi e meglio architettati attualmente disponibili.
Scheda tecnica completa
| Caratteristica | Specifica |
|---|---|
| Area massima per ciclo | fino a 5.000 m² |
| Pendenza massima | 80% (38,7°) |
| Altezza ostacolo superabile | 8 cm |
| Larghezza minima passaggio | 0,8 m |
| Altezza di taglio | 20–70 mm, regolabile in step da 0,1 mm |
| Rifinitura bordi | 3 cm con modulo PreciEdge (opzionale) |
| Lame | disco a 6 lame doppio strato anti-impigliamento |
| Navigazione | Sentisphere — RTK full-band + VSLAM |
| Evitamento ostacoli | Quad Vision, 4 fotocamere, sensibilità configurabile |
| Trazione | AWD — motore indipendente per ruota |
| Sospensioni | a molle indipendenti, disco di taglio flottante |
| Connettività | Wi-Fi + 4G LTE (tracking in tempo reale, allarme remoto) |
| Resistenza | IPX6, sensore pioggia integrato con timer di rinvio |
| Antifurto | allarme acustico, blocco PIN, recinzione virtuale, geofencing 4G, tracker terze parti |
| Modalità fauna selvatica | finestra notturna configurabile da app |
| Telemetria | cronologia sessione per sessione, ore di utilizzo per modulo, vita residua dei consumabili |
| Aggiornamenti software | OTA via app Roborock |
| Disponibilità Italia | inizio maggio 2026 |
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Fonte specifiche tecniche: scheda ufficiale Roborock RockMow Z1. Riferimenti procedurali: video ufficiale Unboxing & Setup e video ufficiale Maintain Your Mower (canale Roborock Support). Le valutazioni di funzionamento si riferiscono al mio utilizzo nel giardino di casa da febbraio 2026; le screenshot dell’app sono tratte dal mio dispositivo.