Tra luglio e settembre 2026 nel mondo sono stati spediti il 20% di smartphone in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Secondo le stime preliminari di Counterpoint Research è il peggior terzo trimestre dal 2012. La causa principale è il rincaro delle memorie DRAM e NAND, che i produttori scaricano sui listini: i prezzi medi al pubblico sono cresciuti di circa il 20% da inizio anno.
Chi perde e chi resiste
Le spedizioni sono i telefoni consegnati dai produttori ai canali di vendita, non quelli acquistati dai clienti. Il dato misura quindi quanto i marchi stanno producendo e distribuendo, e racconta bene la strategia di ciascuno.
- Samsung resta prima con il 23% del mercato. Le sue spedizioni calano solo del 3%: è la crescita di quota più forte tra i grandi marchi. Counterpoint cita la fascia alta e la domanda per il Galaxy Z Fold8.
- Apple arriva al 22%, la prima volta sopra il 20% in un terzo trimestre. I suoi iPhone spediti sono comunque diminuiti, anche perché a settembre non c’era l’iPhone 18 base, e nei negozi è arrivata meno merce rispetto al lancio dell’iPhone 17. L’iPhone 18 Pro, invece, ha esordito meglio del Pro precedente, soprattutto in Cina e in India.
- Xiaomi scende al 10% con spedizioni in calo di oltre il 30%: ha ridotto i modelli economici e la presenza in alcuni mercati esteri, alzando i prezzi medi.
- OPPO, che comprende anche OnePlus e realme, cala di oltre il 20% e ha il 9%. Sta spostando le forniture verso i mercati più redditizi.
- vivo perde oltre il 20% e ha l’8%. Si concentra su India e Cina, dove gli aumenti di prezzo hanno spinto i modelli base fuori dalle fasce più vendute.
In Cina, secondo IDC citata da Reuters, le consegne di Apple sono scese del 4,3% contro il 15,4% dell’intero Paese. Il totale cinese è di 57,9 milioni di unità, il sesto trimestre di fila in calo.
Cosa cambia per chi compra
L’analista di Counterpoint Shilpi Jain parla del secondo trimestre consecutivo colpito in pieno dalla crisi delle memorie. La domanda di fascia alta regge meglio, mentre i telefoni economici sono quelli più colpiti: aumenti di listino e meno componenti disponibili.
Per l’Europa Counterpoint non ha pubblicato cifre dedicate, quindi non possiamo dire di quanto salgano i prezzi in Italia o in Svizzera. La direzione però è chiara: i produttori puntano sul margine più che sul volume, restringono la gamma e tagliano la produzione. Per ora non si prevede una ripresa significativa dei volumi finché costi e forniture dei componenti non miglioreranno.
Cosa ne pensiamo
Il dato racconta un mercato che si sta dividendo in due. Samsung e Apple, forti nella fascia alta, assorbono meglio il rincaro delle memorie perché i loro clienti sono meno sensibili al prezzo. I marchi che vivevano di modelli sotto i 300 euro, come Xiaomi, OPPO e vivo, sono costretti a scegliere tra margini più sottili o prezzi più alti.
Per chi deve cambiare telefono, i modelli economici visti nei mesi scorsi potrebbero non tornare ai livelli di prezzo precedenti a breve. Se il vostro smartphone funziona ancora bene, aspettare qualche mese ha poco senso come strategia di risparmio; se vi serve cambiarlo, vale la pena confrontare con attenzione le offerte, anche sul ricondizionato, e non dare per scontato il ribasso. Se cercate un buon compromesso nella fascia alta, trovate un punto di partenza nella nostra guida ai migliori smartphone top di gamma.
Un limite del dato va ricordato: sono stime preliminari di un solo istituto, e IDC e altri osservatori pubblicheranno i propri numeri nelle prossime settimane.
Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.





