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Spotify 2026: finalmente puoi disattivare TUTTI i video

Carlo Coppola · 09 Aprile 2026 · 7 min di lettura
Spotify 2026: finalmente puoi disattivare TUTTI i video
Immagine: Engadget

Se siete tra quelli che usano Spotify semplicemente per ascoltare musica, senza distrazioni video, abbiamo buone notizie. La piattaforma di streaming svedese ha finalmente capito che non tutti vogliono una versione musicale di TikTok sul loro smartphone, e ha introdotto dei controlli universali per disattivare completamente i contenuti video. Una mossa che arriva dopo anni di spinta verso una sempre maggiore integrazione di video all’interno dell’app.

Spotify 2026: finalmente puoi disattivare TUTTI i video
Crediti immagine: Engadget

La situazione era diventata paradossale: Spotify ha progressivamente riempito l’app di video di ogni tipo, ma molti utenti semplicemente non li volevano. Che fossero i Canvas (quei simpatici videoclip sul Now Playing), i music video, i podcast video, le clip verticali degli artisti o qualsiasi altra cosa con fotogrammi in movimento. Ora, con l’introduzione di questi toggle video universali, Spotify riconosce finalmente una verità semplice: c’è ancora gente che apprezza un’app di musica pensata per… ascoltare musica.

Ma scopriamo nel dettaglio come funzionano questi nuovi controlli e cosa cambierà per noi utenti italiani.

Come funzionano i nuovi controlli video

I controlli sono stati pensati in modo intelligente e modulare. Accedendo alle impostazioni di Spotify (sezione “Contenuti e display”), troverete ora non uno, ma tre switch diversi per gestire il materiale video. Il primo è il classico toggle Canvas, quello che controlla i videoclip animati che compaiono nella schermata di riproduzione. Non è una novità, era già presente da anni, ma ora è integrato in un sistema più organico.

Le vere novità arrivano con gli altri due switch. Uno vi permette di attivare o disattivare completamente i music video, quei video ufficiali degli artisti che Spotify ha cominciato a proporre massicciamente dal 2024 (anche se negli Stati Uniti sono arrivati pienamente solo verso fine 2025). L’altro toggle, ancora più interessante, controlla “tutti gli altri video” – una categoria ombrello che include i podcast video, i vertical video, le artist clip (quei video da 30 secondi dove i musicisti mandano messaggi ai fan) e qualsiasi altro contenuto visivo.

La genialata è che questi controlli funzionano universalmente su tutti i vostri dispositivi. Non dovrete regolare le impostazioni su smartphone, tablet e computer separatamente. Una volta impostata la vostra preferenza, sarà applicata ovunque usiate Spotify. E se siete gestori di un account famiglia, potrete anche configurare le preferenze video per ogni membro del vostro piano.

La storia di come Spotify è diventata sempre più visual

Per capire perché questa feature è così importante, vale la pena fare un passo indietro e ricostruire come Spotify sia scivolata gradualmente verso una strategia sempre più video-centrica. Tutto è iniziato nel 2018 con i Canvas – semplici animazioni che accompagnavano le vostre canzoni preferite sulla schermata di riproduzione. Sembrava innocuo, anzi, molti utenti li hanno trovati affascinanti.

Poi è arrivato il 2020 e il boom dei podcast video durante il lockdown globale. Spotify, vedendo il trend, ha integrato la possibilità di pubblicare podcast video sulla piattaforma. Apparentemente logico per un servizio che vuole dominare l’intera categoria dell’audio. Nel 2024 è stato il turno dei music video ufficiali – una mossa che posizionava Spotify come competitor diretto di YouTube Music. E infine, le artist clip, quei brevi video verticali che ricordano molto il formato di TikTok.

Tutto questo ha trasformato Spotify in qualcosa di completamente diverso da quello che era stato lanciato: non più un’app focalizzata sulla musica, ma una piattaforma di entertainment a 360 gradi. Una decisione strategica comprensibile dal punto di vista commerciale, ma che ha alienato una fetta significativa di utenti.

Cosa dicono i dati (e cosa non dicono)

Spotify sostiene che oltre il 70% dei suoi utenti dichiara che più contenuto video migliorerebbe la propria esperienza sulla piattaforma. Un dato impressionante a prima vista. Tuttavia, i numeri vanno sempre presi con cautela: chi risponde a sondaggi di questo tipo? Quali erano esattamente le domande poste? Era una ricerca rappresentativa o uno studio di engagement bias?

La realtà è probabilmente più sfumata. Certamente, una parte consistente di utenti – specialmente tra i più giovani e in paesi come l’Italia dove il consumo video è altissimo – apprezza la dimensione visiva di Spotify. Ma un’altra fetta, altrettanto importante, semplicemente vuole un lettore musicale efficiente. L’introduzione di questi toggle suggerisce che Spotify abbia finalmente ammesso che il 70% potrebbe non rappresentare l’intera realtà del proprio user base.

La mossa è anche strategicamente intelligente: permettendo agli utenti di disattivare i video, Spotify risolve il problema di chi si lamenta della distrazione senza dover interrompere lo sviluppo di nuove feature video. È un compromesso che, teoricamente, dovrebbe accontentare tutti.

Implicazioni per il mercato italiano

In Italia, questa funzionalità arriva in un contesto particolare. Il nostro paese ha una penetrazione di smartphone molto alta e un consumo di video estremamente consistente – secondo vari report del settore, gli italiani passano decine di minuti al giorno su applicazioni video. Allo stesso tempo, una porzione significativa di utenti Spotify premium italiano usa l’app principalmente in auto, durante l’esercizio fisico o mentre lavora – situazioni dove i video sono puramente distraenti.

Per i giovani utenti, soprattutto Gen Z, l’integrazione dei video in Spotify ha probabilmente rappresentato un punto di forza, allineando l’app con i loro comportamenti di consumo media abituale. Per gli utenti più maturi, gli audiofili e chi semplicemente non ama distrazioni, è stata una vera seccatura. Questi nuovi controlli finalmente permettono a Spotify di servire bene entrambi i segmenti senza compromise.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Spotify non ha intenzione di smettere di sperimentare con i video. La dichiarazione aziendale riguardo il 70% degli utenti che apprezzano più contenuto video è un chiaro segnale che la roadmap della piattaforma includerà ancora più integrazione visiva nei prossimi mesi e anni. Probabilmente assisteremo a nuove feature video, collaborazioni con creator, possibili live session video, e chi sa cos’altro.

Fortunatamente, con i controlli universali ora in place, gli utenti che non sono interessati potranno stare tranquilli. Ma per chi ama la musica e basta, il consiglio è semplice: andate subito in impostazioni e disattivate tutto. La vostra esperienza tornerà a essere pulita, focata e senza distrazioni – esattamente come Spotify era pensato per essere.

La lezione più interessante qui è che persino le grandi tech company, dopo aver integrato una feature in ogni angolo della loro applicazione, alla fine devono ammettere che non tutti gli utenti vogliono la stessa cosa. Personalizzazione e scelta rimangono valori fondamentali – e Spotify, tardivamente, ha deciso di riconoscerlo.

Fonte: Engadget