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Starfield: ‘La gente non era pronta’ dice il compositore

Daniele Messi · 14 Marzo 2026 · 6 min di lettura
Starfield: 'La gente non era pronta' dice il compositore
Immagine: Eurogamer

Le parole di Inon Zur, compositore storico di Bethesda Game Studios, riaccendono il dibattito su Starfield, l’ambizioso progetto spaziale che ha diviso critica e pubblico nel 2023. In una recente intervista, il veterano musicista ha difeso a spada tratta il lavoro del team guidato da Todd Howard, sostenendo che “la gente semplicemente non era pronta” per l’esperienza offerta dal gioco.

Una dichiarazione che fa discutere, soprattutto considerando le aspettative altissime che circondavano quello che doveva essere il game-changer di Xbox Game Studios. Starfield, dopo anni di sviluppo e investimenti milionari, si è infatti trovato al centro di critiche per gameplay ripetitivo, esplorazione limitata e una struttura che molti hanno definito “antiquata” rispetto agli standard moderni.

Ma cosa c’è dietro queste parole? E soprattutto, quanto Todd Howard sia davvero il “visionario” descritto da Zur? Analizziamo le dichiarazioni del compositore e il loro impatto sul futuro di Bethesda.

Un compositore fedele difende la visione di Howard

Inon Zur non è certo nuovo alle collaborazioni con Bethesda. Il suo curriculum include colonne sonore memorabili per titoli come Fallout 3, Fallout 4 e Crysis, rendendolo una delle voci più autorevoli quando si parla di game audio design. La sua fedeltà a Todd Howard emerge chiaramente dalle sue dichiarazioni, dove definisce il creative director di Bethesda come un “visionario” capace di pensare oltre i limiti del presente.

Secondo Zur, il problema di Starfield non risiede nella qualità del prodotto finale, ma nella maturità del pubblico videoludico. “People were just not ready for it” – sostiene il compositore – suggerendo che l’ambizione del progetto abbia superato le aspettative e la comprensione dei giocatori. Una posizione coraggiosa, considerando che Starfield ha ricevuto recensioni miste e un’accoglienza tiepida dalla community, nonostante i primi giorni di entusiasmo su Xbox Game Pass.

La difesa di Zur tocca anche aspetti tecnici e artistici del gioco. Il compositore sottolinea come il lavoro di worldbuilding e la costruzione di un universo narrativo così vasto richiedano tempo per essere apprezzati completamente. Una filosofia che rispecchia l’approccio tipico di Bethesda, dove i giochi tendono a migliorare e trovare il loro pubblico con il passare del tempo.

Starfield tra aspettative e realtà del mercato

Il caso Starfield rappresenta un momento cruciale per l’industria videoludica moderna. Dopo l’acquisizione di Bethesda da parte di Microsoft per 7,5 miliardi di dollari, le aspettative per il primo grande IP originale dello studio erano alle stelle. Il gioco doveva dimostrare il valore dell’investimento e consolidare la posizione di Xbox nel panorama competitivo, specialmente contro PlayStation e i suoi esclusive di successo.

Tuttavia, al lancio nel settembre 2023, Starfield ha mostrato alcuni limiti strutturali che hanno deluso parte del pubblico. L’esplorazione dei pianeti, spesso vuoti e generati proceduralmente, la gestione dei caricamenti e un sistema di combat che non ha saputo innovare rispetto ai precedenti titoli Bethesda, hanno contribuito a creare un sentiment controverso. Nonostante questo, il titolo ha raggiunto 10 milioni di giocatori nelle prime settimane, dimostrando l’enorme interesse iniziale.

Le parole di Zur sollevano una questione interessante: fino a che punto il pubblico moderno è disposto ad accettare le ambizioni creative quando queste si scontrano con aspettative immediate di gratificazione? Il compositore sembra suggerire che Starfield richieda un approccio più paziente e contemplativo, tipico dei classici RPG occidentali, in un’epoca dominata da esperienze più immediate e action-oriented.

Il futuro di Bethesda e l’eredità di Todd Howard

La difesa di Inon Zur arriva in un momento particolare per Bethesda Game Studios. Con The Elder Scrolls VI ancora in fase di sviluppo preliminare e l’attesa per nuovi contenuti di Starfield, lo studio si trova a dover dimostrare che la sua formula può ancora competere nel mercato attuale. Le dichiarazioni del compositore sembrano preparare il terreno per una rivalutazione a lungo termine del titolo spaziale.

Todd Howard, dal canto suo, ha sempre sostenuto che i giochi Bethesda siano pensati per durare decenni, non mesi. Questa filosofia, che ha funzionato perfettamente con Skyrim (ancora giocatissimo dopo 12 anni), potrebbe applicarsi anche a Starfield. Il supporto continuo attraverso update, mod e DLC potrebbe trasformare gradualmente la percezione del gioco, proprio come accaduto in passato con altri titoli dello studio.

L’industria osserva con attenzione come Microsoft gestirà questo asset strategico. Gli investimenti in Bethesda rappresentano una scommessa a lungo termine sulla capacità dello studio di produrre contenuti di qualità che giustifichino l’abbonamento a Game Pass e attirino giocatori verso l’ecosistema Xbox.

Che Inon Zur abbia ragione o meno, una cosa è certa: Starfield continuerà a far parlare di sé. La storia dei videogiochi è piena di titoli inizialmente incompresi che hanno poi trovato il loro posto nel pantheon dei classici. Forse, come sostiene il compositore, serve solo più tempo perché il pubblico apprezzi davvero la visione di Todd Howard. O forse, più semplicemente, serve che Bethesda evolva la sua formula per rimanere rilevante in un mercato in costante cambiamento.

Fonte: Eurogamer

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