Starfield su PS5 2026: come gira davvero?
Era uno dei videogiochi più attesi da oltre un anno a questa parte e finalmente è arrivato. Starfield approda su PlayStation 5 e PS5 Pro, il capolavoro di Bethesda che per tanto tempo è rimasto esclusiva Xbox. Con l’arrivo sulle console Sony arriva anche l’aggiornamento gratuito “Free Lanes” e la nuova espansione “Terran Armada”. Eppure, nonostante l’attesa e l’entusiasmo, il debutto non è stato esattamente trionfale dal punto di vista tecnico.

Gli esperti di Digital Foundry hanno messo sotto la lente d’ingrandimento la versione PlayStation e, francamente, i risultati sono tutt’altro che esaltanti. Non ci troviamo di fronte a un disastro tecnico vero e proprio, ma piuttosto a un porting che avrebbe potuto essere molto più curato. La domanda che in tanti si pongono è semplice: vale la pena giocare Starfield su PS5 nel 2026, o è meglio aspettare aggiornamenti futuri?
Prestazioni altalenanti tra frame rate e risoluzione
Uno dei problemi principali evidenziati dall’analisi tecnica riguarda la stabilità del frame rate. Starfield su PS5 non riesce a mantenere un 60fps costante, come molti speravano. Quello che emerge è un’esperienza piuttosto “ballerina”, dove il frame rate oscilla tra i 50 e i 60fps durante le scene di gameplay normale, con cali ancora più significativi durante i momenti più intensi o quando la telecamera inquadra aree complesse della mappa. Non è una cosa inaspettata per un titolo di questa portata, ma comunque fastidiosa per chi è abituato a prestazioni più stabili.
Anche la risoluzione non brilla particolarmente. La versione standard di PS5 gira a una risoluzione dinamica che scende sovente dai 1440p promessi, mentre la PS5 Pro, pur disponendo di hardware più potente, non sembra aver ricevuto un livello di ottimizzazione adeguato. I miglioramenti rispetto alla versione standard sono visibili ma non abbastanza significativi da giustificare pienamente le aspettative dei possessori della console “Pro”. È un tema ricorrente nel 2026: molti sviluppatori non sfruttano appieno le capacità della PS5 Pro.
Secondo le valutazioni di Digital Foundry, il compromesso scelto da Bethesda sembra privilegiare una risoluzione più alta a discapito della fluidità. Non è necessariamente la scelta sbagliata, ma certi game designer avrebbero optato per l’opposto, garantendo ai giocatori un’esperienza più liscia e reattiva possibile.
L’ottimizzazione mancata della PS5 Pro
Qui arriviamo al punto dolente. La PS5 Pro soffre di una mancanza di vero ottimizzazione per Starfield. Non si tratta di un’esclusiva di questo titolo — diverse software house hanno faticato ad adattare completamente i loro motori grafici alla nuova console Pro — ma nel caso dello space-opera di Bethesda è particolarmente deludente considerato il tempo a disposizione degli sviluppatori.
La versione PS5 Pro prometteva un salto generazionale nelle prestazioni, con tecnologie come l’upscaling IA (simile al DLSS di NVIDIA) e un GPU significativamente più potente. Ebbene, il gioco non sfrutta completamente nemmeno questi vantaggi. I miglioramenti visuali rispetto alla versione standard sono tangibili — dettagli ambientali più ricchi, illuminazione leggermente superiore — ma il frame rate rimane instabile e la risoluzione non decolla come potrebbe.
Il sospetto che molti esperti del settore nutrono è che Bethesda abbia preferito portare il gioco su PS5 il più velocemente possibile, senza dedicare risorse sufficienti per sfruttare appieno le peculiarità hardware della console Pro. Un’occasione mancata, considerato che il porting era uno dei titoli più richiesti dalla community PlayStation.
Cosa significa nella pratica per i giocatori?
Prima di tutto: il gioco è perfettamente giocabile. Non siamo di fronte a un disaster-launch come altri casi visti negli ultimi anni. Starfield su PS5 offre comunque un’esperienza solida, con la narrativa, il gameplay e le meccaniche che rendono il titolo apprezzato da milioni di giocatori rimaste intatte.
Tuttavia, per chi possiede una PS5 standard, il gioco avrà una leggera sensazione di “scatto” ogni tanto, specialmente in aree densamente popolate o durante sequenze di combattimento intenso. Niente di insopportabile, ma sufficiente a spezzare l’immersione occasionalmente. Per i possessori di PS5 Pro, il discorso è più complesso: il gioco gira tecnicamente meglio, ma il divario non è sufficientemente marcato rispetto alla versione standard da giustificare completamente l’investimento.
La buona notizia? Bethesda ha promesso aggiornamenti futuri e patch di ottimizzazione. Nel corso dei prossimi mesi è prevedibile che le prestazioni miglioreranno, specialmente per quanto riguarda la stabilità del frame rate. Gli sviluppatori hanno avuto tempo limitato prima del lancio ufficiale e potrebbero perfezionare il titolo nel corso del primo trimestre 2026.
Il contesto del gaming nel 2026
Questo lancio rispecchia una tendenza più ampia nel settore: le finestre di lancio si stanno restringendo e gli sviluppatori hanno sempre meno tempo per ottimizzare i titoli su tutte le piattaforme. In un mercato dove i budget sono stratosferici e le scadenze inesorabili, a volte la qualità tecnica ne risente. D’altra parte, però, sappiamo che il modello di “lancio e aggiornamento” è ormai norma nel 2026.
Per i giocatori PlayStation che aspettavano Starfield, il consiglio è di procedere pure con l’acquisto, ma con le aspettative giustamente calibrate. Non è il capolavoro tecnico che alcuni speravano, ma nemmeno un porting disastroso. Nel giro di qualche mese, quando gli aggiornamenti avranno fatto il loro lavoro, potrebbe diventare l’esperienza che tutti si aspettavano di avere al day-one.
Fonte: Everyeye.it