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Target: la vera barriera AI non sono i modelli ma tutto ciò

Daniele Messi · 30 Luglio 2026 · 3 min di lettura
Target: la vera barriera AI non sono i modelli ma tutto ciò

Siobhán Mc Feeney, vicepresidente di Target, sostiene che il vantaggio competitivo della sua azienda non risiede nei modelli di intelligenza artificiale (AI) da soli, ma in tutto ciò che li circonda. “Il nostro muro difensivo è questo”, ha dichiarato Mc Feeney durante la VB Transform 2026.

Target: la vera barriera AI non sono i modelli ma tutto ciò

La disciplina nell’implementazione degli agenti AI

Mc Feeney spiega che Target si concentra su come creare e implementare gli agenti AI in modo deliberato, evitando di affidarli automaticamente un alto livello di autonomia. “Gli agenti guadagnano l’autonomia nel tempo”, afferma.

La strutturazione di questo processo permette a Target di monitorare e ottimizzare continuamente gli agenti AI, garantendo che siano sempre allineati con le esigenze aziendali.

Gestione della complessità e scalabilità

Mc Feeney evidenzia come la struttura di Target per l’implementazione degli agenti AI sia fondamentale per gestire la complessità del business retail. Ad esempio, un sistema di simulazione digitale ha previsto correttamente le variazioni nelle vendite di short da uomo in tre negozi diversi a Long Beach, mostrando l’efficacia dell’applicazione AI.

Questa approccio rigoroso consente a Target di scalare efficacemente il suo utilizzo dell’AI, garantendo che ogni investimento sia ben ponderato e orientato ai problemi più critici.

La domanda reale che un lettore potrebbe fare è: come può una piccola azienda imparare da Target per migliorare l’utilizzo del machine learning?

Articolo originale su: VentureBeat