Su Google Play circola un’app che si spaccia per WhatsApp e che ha già superato le 500.000 installazioni. Si chiama anche lei “WhatsApp Messenger”, usa icona, screenshot e descrizione della app vera, ma non è di Meta. Secondo le segnalazioni uscite tra il 16 e il 17 ottobre, al momento della pubblicazione dei pezzi era ancora scaricabile.
Cosa è stato trovato
La segnalazione è partita da un utente Reddit che, cercando WhatsApp sul Play Store, si è imbattuto nel clone. Android Authority ha ripreso il caso e altre testate lo hanno seguito.
La scheda del falso ha alcune caratteristiche ricorrenti:
- lo sviluppatore compare come “Agment Assets sallu”, un account che non ha pubblicato nessun’altra app;
- secondo Google Play, l’app è stata pubblicata circa un mese fa, quindi a settembre;
- non ci sono valutazioni degli utenti;
- per alcuni utenti è comparsa come risultato sponsorizzato nella ricerca di WhatsApp.
Sulla visibilità negli annunci i resoconti non coincidono del tutto: nella prova da cui è nata la segnalazione, l’app ufficiale risultava comunque al primo posto, sia da telefono sia dal web. Il clone, quindi, non è stato visto da tutti allo stesso modo.
Perché non ha recensioni
L’assenza di recensioni pubbliche è uno dei dettagli più curiosi. Diverse testate ipotizzano che lo sviluppatore usi il programma di accesso anticipato (Early Access) di Google Play, che consente di non mostrare pubblicamente le valutazioni. Bitdefender, citata da SammyGuru, osserva che le app in questo programma non hanno recensioni visibili, e questo rende più difficile accorgersi che qualcosa non va prima di installarle. Si tratta di un’ipotesi: Google non ha commentato.
È un malware?
Per ora non si sa. Le fonti sono prudenti: non è stato chiarito che cosa faccia davvero l’app, né quali dati raccolga. Alcune testate ricordano che cloni di questo tipo vengono di solito usati per sottrarre password, credenziali bancarie, file e foto, ma è un rischio generale, non un comportamento documentato per questo caso specifico.
C’è anche un precedente recente. Pochi giorni fa un falso Google Chrome ha superato i 100.000 download, spinto da campagne pubblicitarie, prima che Google lo rimuovesse. Non risulta ancora che il falso WhatsApp sia stato tolto, e Google non ha detto se intervenirà.
Come riconoscere l’app vera
Il confronto con l’originale è impietoso, e basta guardare la scheda:
- l’app autentica è pubblicata da WhatsApp LLC;
- ha oltre 10 miliardi di download e centinaia di milioni di recensioni;
- il clone ha mezzo milione di installazioni e nessuna valutazione.
Un’app che porta il nome di WhatsApp ma ha un altro sviluppatore va ignorata, qualunque sia la sua posizione nei risultati.
Cosa fare
Se hai installato WhatsApp da un annuncio o da un risultato che non ricordi bene, apri le informazioni dell’app e controlla chi è l’editore. Se non è WhatsApp LLC, disinstalla subito il programma e passa all’app ufficiale, scaricandola dal sito di WhatsApp o dalla scheda del Play Store raggiunta senza passare dagli annunci. Cambia poi le password che hai eventualmente inserito e tieni d’occhio i movimenti bancari, se hai fornito dati di pagamento.
Cosa ne pensiamo
Il numero che colpisce non è tanto il mezzo milione di download, quanto il fatto che una scheda priva di recensioni e di storia sia riuscita a competere con l’app di messaggistica più usata al mondo. Chi cerca WhatsApp sul Play Store ha già l’app in mente e tende a fidarsi del primo risultato: è esattamente il momento in cui i truffatori puntano.
Google ha già strumenti per difendere gli utenti, come la protezione contro le truffe in Messaggi di cui abbiamo parlato in Google Messages, arriva la protezione avanzata contro le truffe, ma lo store resta il punto debole quando una scheda copia alla perfezione quella originale. Sarebbe sensato che il Play Store mettesse in evidenza l’editore ufficiale e rendesse più visibili le app senza valutazioni, soprattutto quando il nome coincide con quello di un marchio notissimo. Nel frattempo, il controllo dell’editore prima di toccare “Installa” resta la difesa più efficace, e non costa niente.
Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.



