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Google Messages, arriva la protezione avanzata contro le truffe

Google introduce in Messages una modalità facoltativa che usa Gemini nel cloud per smascherare le truffe, insieme a nuovi controlli su link, inoltro di chiamate e condivisione dello schermo.

Di Fulvio Barbato 15 ottobre 2026 3 min di lettura
Google Messages, arriva la protezione avanzata contro le truffe

Google ha annunciato il 14 ottobre un pacchetto di difese contro le truffe per Android. La novità principale è la modalità di protezione avanzata di Google Messages: un’impostazione facoltativa che manda a modelli Gemini nel cloud le conversazioni con mittenti sconosciuti, per capire se dietro c’è un tentativo di raggiro. Arriverà “nelle prossime settimane”.

Come funziona la modalità avanzata

Il rilevamento delle truffe in Messages finora lavorava soprattutto sul telefono. Con la protezione avanzata, attiva solo se la scegli tu, l’analisi può appoggiarsi ai modelli Gemini più capaci in esecuzione nel cloud. L’idea è individuare le truffe che si costruiscono scambio dopo scambio, quelle in cui il truffatore non scrive subito la frase sospetta, e non solo i messaggi con parole chiave note.

Google precisa che l’elaborazione avviene in Private AI Compute, uno spazio protetto che, secondo l’azienda, non è accessibile a nessuno, nemmeno a Google. È una garanzia dichiarata da Google stessa: chi tiene molto alla riservatezza dei propri messaggi farà bene a valutarla prima di attivare l’opzione.

La modalità comprende anche due controlli sui link:

  • Verifica con Gemini Nano, direttamente sul dispositivo: valuta i link poco noti, compresi i siti appena nati che non sono ancora nei database di sicurezza.
  • Avvisi prima di toccare: un avviso rinnovato compare sui link inviati da numeri che non hai in rubrica.

Le altre novità

Il resto dell’annuncio riguarda l’intero sistema:

  • Avvisi di truffa nelle notifiche della chat: compaiono nella tendina delle notifiche, prima su Pixel. Entro fine anno arrivano su altri marchi, tra cui Motorola, Xiaomi, OnePlus, OPPO, realme e vivo, con tempi che dipendono dal produttore.
  • Privacy durante la condivisione dello schermo: in Chrome e Android WebView, su Android 15 e successivi, i campi di accesso e di pagamento vengono nascosti automaticamente.
  • Blocco dell’inoltro di chiamata: impedisce alle app di attivarlo in background e avvisa se vieni indotto a digitare un codice di inoltro. Parte da inizio dicembre su Pixel e alcuni altri dispositivi.
  • Chiamate bancarie verificate: con le app delle banche partner, Android controlla in tempo reale che la chiamata arrivi davvero dall’istituto e, se non è così, riaggancia e avvisa. Google dice di aver bloccato oltre 3 milioni di chiamate falsificate di Banco do Brasil e Itaú Unibanco da giugno. Il servizio è attivo in Brasile e con Revolut.

Quali telefoni sono coinvolti

Non tutte le funzioni sono per tutti:

  • Analisi nel cloud: Pixel 6 e successivi, Galaxy S24 e successivi, Galaxy Z Flip e Fold 6 e successivi, più altri telefoni con AICore.
  • Verifica dei link con Gemini Nano: Pixel 10 e successivi, Galaxy S26, Z Flip 8 e Z Fold 8, e alcuni altri modelli.
  • Avvisi sui link da numeri sconosciuti: Android 6 e successivi.

Google avverte che alcune funzioni potrebbero non essere disponibili in tutti i Paesi e non ha pubblicato un elenco per singola funzione. Non è quindi chiaro, al momento, quando e se ciascuna arriverà in Italia o in Svizzera. Le banche italiane non sono tra i partner citati per le chiamate verificate.

Cosa ne pensiamo

Il fronte giusto è quello delle truffe conversazionali: il finto “ciao mamma, ho cambiato numero” o il falso corriere non si fermano con un elenco di parole vietate. Un modello che legge l’intera conversazione ha più possibilità di accorgersene, ed è sensato che l’opzione sia lasciata alla scelta dell’utente, visto che comporta l’invio dei messaggi fuori dal telefono.

Restano due riserve. Le cifre sull’efficacia vengono da Google e dalla valutazione di Leviathan Security Group che ha commissionato, che mette le protezioni di Android sopra quelle di iOS: un dato interessante, ma non un test indipendente. E la copertura è frammentata: chi ha un telefono di qualche anno fa, o uno di un marchio che non rientra nell’elenco, avrà meno strumenti.

Nel frattempo valgono le regole di sempre: non cliccare sui link di mittenti sconosciuti e non condividere mai lo schermo con chi ti chiama “dalla banca”. Se usi Messages, vale la pena tenere d’occhio le impostazioni del servizio nelle prossime settimane per trovare il nuovo interruttore.

Fonti verificate

Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.

AutoreFulvio Barbato

Fulvio Barbato è redattore di Spazio iTech dove cura news tech generali con un focus particolare su intelligenza artificiale, gaming e novità del settore consumer electronics. Segue quotidianamente comunicati stampa ufficiali delle principali aziende tech, nuovi lanci prodotto, evoluzioni software e tendenze di mercato. Si occupa anche di guide all'acquisto, consigli pratici per utenti alle prime armi e approfondimenti sulle applicazioni delle nuove tecnologie nella vita di tutti i giorni.