Da martedì 20 ottobre chi possiede un iPhone 18 Pro, un iPhone 18 Pro Max, un Mac Studio con M5 Max o M5 Ultra oppure un Mac mini con M6 o M5 Pro può comprare i ricambi originali direttamente da Apple. Il Self Service Repair Store, attivo dal 2022, ha aggiunto i nuovi modelli al catalogo, insieme ai manuali di riparazione ufficiali.
È il segnale che Apple continua a tenere aperta la porta della riparazione domestica anche sui prodotti appena usciti, a poche settimane dall’arrivo in negozio. Resta però un servizio pensato per chi ha già esperienza con cacciaviti e adesivi.
Cosa si può sostituire
Per iPhone 18 Pro e 18 Pro Max il catalogo comprende vetro posteriore, batteria, altoparlanti inferiore e superiore, display, scocca, fotocamera posteriore, fotocamera frontale, scheda logica, microfono principale, vassoio SIM e Taptic Engine.
Il Mac Studio con M5 Max e M5 Ultra ha l’elenco più ampio: porte Thunderbolt e USB-C, ventole, altoparlanti, moduli SSD, schede logiche e alimentatori.
Per il Mac mini con M6 o M5 Pro la lista è più corta: ventole, altoparlanti, schede logiche, batterie e alimentatori.
Come funziona
Si sceglie il prodotto e la riparazione, e il negozio mostra ricambi, strumenti e materiali di consumo necessari. Ogni voce si può acquistare separatamente. Tra gli attrezzi ci sono tagliacolla per gli adesivi, ventose, spudger in nylon, strumenti per rimuovere la colla, cacciaviti dinamometrici e viti di ricambio. Chi non vuole comprare tutto può noleggiare il kit: il costo indicato dalle testate che hanno seguito la notizia è di circa 49 dollari per sette giorni.
Per alcuni ordini serve il numero di serie o l’IMEI del dispositivo, e certe riparazioni richiedono poi di completare la procedura con gli strumenti software di Apple, come Repair Assistant o la configurazione di sistema.
I prezzi
Il dato più concreto riguarda la fotocamera posteriore dei nuovi iPhone 18 Pro: 249 dollari, lo stesso prezzo della generazione precedente, nonostante i nuovi modelli introducano un sistema ad apertura variabile. Restituendo il modulo originale Apple riconosce un credito di 59,76 dollari, che porta il costo effettivo a 189,24 dollari.
Per gli altri ricambi i prezzi completi non risultavano ancora disponibili al momento della pubblicazione delle prime notizie. Non ci sono invece, per ora, cifre in euro confermate.
E in Italia?
Qui bisogna essere prudenti. Le fonti parlano di disponibilità per i clienti idonei in Stati Uniti, Canada e «alcune zone d’Europa». Apple non ha indicato in questi resoconti se l’Italia sia tra i Paesi serviti per i nuovi modelli, né con quali prezzi. Prima di ordinare conviene controllare la pagina ufficiale del programma e verificare che il proprio indirizzo di spedizione sia ammesso.
Per chi ha senso
Il servizio interessa soprattutto a tre tipi di utente: chi ripara per mestiere o per passione, chi ha un iPhone fuori garanzia con un guasto circoscritto (batteria esausta, vetro posteriore rotto, altoparlante) e chi gestisce più Mac e vuole sostituire una ventola o un alimentatore senza fermare una macchina per giorni.
Per tutti gli altri l’assistenza ufficiale resta la strada più semplice. Un iPhone 18 Pro aperto male può perdere la resistenza all’acqua o richiedere una riparazione ben più cara. Vale anche la regola di sempre: i ricambi usati, dove consentiti per alcuni componenti, non hanno garanzia né copertura AppleCare.
Cosa ne pensiamo
La mossa è più rilevante di quanto sembri. Offrire i ricambi per un telefono uscito da poco costringe Apple a mantenere un impegno che, quattro anni fa, molti consideravano una concessione alle pressioni sul diritto alla riparazione. Tenere il prezzo della fotocamera a 249 dollari, mentre il modulo diventa più complesso, è un buon segno: significa che l’azienda non sta usando il listino ricambi per scoraggiare le riparazioni.
Il limite resta la distanza tra annuncio e utilità reale. Finché non sapremo prezzi in euro e Paesi serviti, per un lettore italiano il programma rimane in parte una promessa. E la procedura software da completare dopo alcune riparazioni resta un passaggio in più per chi vuole fare da sé.
Articolo della redazione di SpazioiTech, scritto con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale a partire da fonti verificate su almeno due testate indipendenti, e controllato prima della pubblicazione. Hai trovato un errore? Scrivici.



