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Eidos Montréal: 124 licenziamenti e addio al CEO

Fulvio Barbato · 31 Marzo 2026 · 6 min di lettura
Eidos Montréal: 124 licenziamenti e addio al CEO
Immagine: Everyeye.it

Il 2026 si rivela un anno particolarmente difficile per l’industria dei videogiochi, e Eidos Montréal ne è l’ennesima vittima eccellente. Lo storico studio canadese, celebre per la serie Deus Ex e per titoli come Shadow of the Tomb Raider, ha annunciato una drastica riduzione del personale con 124 licenziamenti. Una doccia fredda che comporta anche il cambio della leadership: David Anfossi, che guidava lo studio da 19 anni, abbandona il suo incarico di direttore creativo.

La notizia arriva come una conferma dei segnali preoccupanti che circondavano già da tempo il settore gaming. Eidos Montréal non è un nome anonimo: è lo studio che ha rinato la saga di Tomb Raider, regalandoci una trilogia che ha fatto discutere critica e giocatori con la sua visione reinterpretativa della franchese Lara Croft. Perdere oltre 120 persone significa non solo una contrazione organizzativa, ma anche il possibile addio a talenti creativi che per anni hanno contribuito a progetti ambiziosi.

Ma cosa sta davvero accadendo dietro le quinte? E quali sono le implicazioni per il panorama videoludico italiano e internazionale?

Una crisi che non è casuale

I tagli annunciati da Eidos Montréal non arrivano dal nulla. Lo studio, come molti altri nel settore, ha già subito precedenti riduzioni di personale negli ultimi mesi. Quello che cambiano ora sono le proporzioni e la simbolicità della mossa. Con 124 licenziamenti, stiamo parlando di una cifra che rappresenta una percentuale significativa della forza lavoro totale dello studio.

La giustificazione ufficiale parla di “nuove esigenze produttive” – una formula corporate che nel linguaggio videoludico contemporaneo significa sostanzialmente ripensare i progetti in sviluppo, probabilmente cancellarne alcuni e focalizzarsi su iniziative ritenute più “commercialmente promettenti”. È la storia di quasi ogni grande studio negli ultimi due anni: Rockstar Games ha affrontato situazioni simili, come pure Electronic Arts e persino Microsoft con i suoi team interni.

Quello che però sorprende è la contemporaneità della leadership change. Quando un CEO o un creative director se ne va nello stesso momento di tagli massicci, di solito significa che le decisioni sono state prese a livelli superiori (probabilmente da Embracer Group, la società madre) e il leader precedente non era completamente allineato con la nuova strategia. Anfossi esce dalla porta con dignità di veterano, ma il simbolismo è chiaro: era ora di ricominciare da zero.

David Anfossi e 19 anni di storia

David Anfossi non è uno dei soliti executive che ruota tra le posizioni nei grandi studi. 19 anni in una stessa azienda nel 2026 è quasi un anacronismo nell’industria videoludica, dove il turnover è altissimo e le carriere tendono a essere frammentarie. Anfossi ha visto Eidos Montréal evolvere, ha guidato la rinascita della saga Tomb Raider dopo il successo reboot del 2013, ha portato lo studio a sviluppare e lansciare tre capitoli consecutivi della trilogia reimaginata che non tutti hanno accolto con pari entusiasmo.

La sua partenza rappresenta la fine di un’era. Non si sa ancora chi lo sostituirà, ma l’importante è che le decisioni future dello studio verranno prese da una leadership con una visione diversa. Questo potrebbe significare un ritorno alle radici (verso la serie Deus Ex, ad esempio, che non ha nuovo capitolo da Mankind Divided del 2016), oppure una diversificazione verso generi differenti o collaborazioni esterne.

Il settore videoludico nel 2026: tra crisi e adattamento

Non possiamo guardare a Eidos Montréal in isolamento. Il 2026 è stato fin qui un anno di ristrutturazioni continue nell’industria gaming. Il motivo? Semplicemente, molti grandi studi hanno scoperto che i loro modelli di business precedenti non reggono più. I budget sono lievitati, i cicli di sviluppo si sono allungati, e il ROI (ritorno sull’investimento) su certi progetti AAA è sempre più incerto.

Anche in Italia, sebbene il panorama degli studi big sia limitato, si avvertono gli effetti di questa turbolenza. Gli studi indie, paradossalmente, continuano a prosperare perché operano con modelli più snelli e innovativi. Ma per chi opera a livello AAA – come Eidos – il margine di errore si è ristretto drammaticamente. Un flop come potrebbe essere considerato da certi circoli l’ultimo Tomb Raider può avere conseguenze pesanti.

Da un lato, questa situazione è preoccupante perché rappresenta un’erosione progressiva del talento creativo concentrato negli studi consolidati. Dall’altro lato, potrebbe spingere il settore verso una maggiore sperimentazione e diversificazione, allontanandosi dalla ricerca ossessiva del blockbuster grafico e narrativo.

Cosa aspettarsi da Eidos Montréal

Con 124 persone in meno e una nuova leadership, Eidos Montréal sarà uno studio diverso. È probabile che i prossimi progetti siano di scala più contenuta rispetto ai titoli precedenti, almeno inizialmente. Potremmo vedere una revisione dei progetti in corso, cancellazioni, oppure una focalizzazione su collaborazioni con altri studi o con Embracer stessa.

I fan della serie Deus Ex rimangono con una domanda ancora senza risposta: quando vedremo un nuovo capitolo della saga che ha contraddistinto lo studio? Con questo nuovo corso, magari finalmente avremo notizie concrete. O almeno, avremo uno studio che ritrova stabilità e visione strategica.

La lezione, amara, è che nemmeno i veterani e i nomi storici dell’industria sono al riparo dalla turbolenza. Il 2026 continua a essere un anno di transizione faticosa per il gaming mondiale.

Fonte: Everyeye.it