Final Fantasy VII Revelation chiude la trilogia nel 2026
Square Enix ha ufficializzato quello che i fan attendevano da anni: Final Fantasy VII Revelation sarà il capitolo conclusivo della trilogia remake che ha rivoluzionato il modo di intendere il rifacimento di un capolavoro. Dopo Remake e Rebirth, arriviamo finalmente al termine di un percorso narrativo che ha diviso e appassionato la community globale.

Io stesso, quando ho visto l’annuncio ufficiale, ho provato quella strana sensazione che capita quando si chiude un cerchio atteso da troppo tempo. Non perché il finale sia scontato—tutt’altro—ma perché finalmente sappiamo dove andremo a parare. E questo, per chi ha investito emozioni nei primi due capitoli, conta eccome.
Cosa sappiamo su Revelation
Il titolo non è casuale. Revelation promette esattamente quello che il nome suggerisce: rivelazioni. Square Enix ha costruito una narrazione che si allontana sensibilmente dalla storia originale di 1997, aggiungendo layer di complessità che molti giocatori trovano affascinanti e altri contestano apertamente. Il terzo capitolo dovrà fare i conti con questi frammenti narrativi sparsi nei due predecessori e ricucirli in un finale che abbia un senso.
Quello che mi incuriosisce è capire come gli sviluppatori affronteranno il paradosso temporale introdotto in Rebirth. Non posso dire di più senza spoilerare, ma chi ha giocato il secondo capitolo sa esattamente a cosa mi riferisco. È un ginepraio narrativo che richiede una soluzione vera, non un rattoppo.
I dettagli tecnici rimangono ancora avvolti nel mistero, come è giusto che sia a questo stadio dello sviluppo. Quello che sappiamo è che il progetto procede con l’ambizione che contraddistingue questa trilogia: ciascun capitolo è stato un titolo sostanzioso, corposo, non una chiusura affrettata.
L’impatto sulla trilogia e cosa aspettarsi
Qui devo essere franco: la trilogia finale Fantasy VII ha polarizzato il pubblico come pochi franchise hanno mai fatto. Chi ama l’approccio narrativo caotico e ambizioso di Tetsuya Nomura è stato esaltato. Chi preferiva una rielaborazione più lineare della storia originale è rimasto deluso. Revelation dovrà trovare un equilibrio.
Ecco cosa mi aspetto dal capitolo conclusivo:
- Una risposta alle domande sospese—i vari timeline, le conseguenze delle azioni dei personaggi, il ruolo dei nemici sovrumani che popolano la trilogia
- Spazi da esplorare ancora più ampi—come fatto nei capitoli precedenti, mantenendo quella densità di mondo che caratterizza il rifacimento
- Battaglia finale degna del nome—non uno scontro generico, ma qualcosa che racchiuda tutto quello che è stato costruito
- Risoluzione del destino dei personaggi—dai protagonisti ai personaggi secondari, tutti meritano una chiusura sensata
- Un finale che possa stare in piedi anche per chi non avrà giocato Remake e Rebirth—accessibilità narrativa senza sacrificare la profondità
La gestione del finale sarà cruciale. Square Enix ha già dimostrato di osare, a volte forse troppo. In un capitolo conclusivo, ogni scelta narrativa pesa il doppio. Un finale confuso o frettoloso rovinerebbe retrospettivamente l’intera trilogia. Un finale forte, coerente, emozionante la eleverebbe definitivamente a capolavoro del genere.
Per chi gioca in Italia, il significato è ancora più particolare. Final Fantasy VII è stato il franchise che ha insegnato ai giocatori italiani cos’era un RPG vero, profondo, narrativo. Vederne il remake concludersi rappresenta una sorta di chiusura generazionale, che continua con tecnologie e storytelling completamente diversi da quelli di fine anni Novanta.
A questo punto, la domanda vera è: Square Enix riuscirà a mantenere le promesse che questa trilogia, ambiziosa e contraddittoria, ha implicitamente fatto ai giocatori?