Galaxy Z 2026: quando il video conta davvero
Samsung parla di video professionale, ma cosa intende davvero? Con Portrait Video e My FanCam, presentate a luglio 2026 durante Galaxy Unpacked, Samsung starebbe spingendo l’idea che uno smartphone possa replicare il lavoro di una fotocamera dedicata. Promesse ambiziose, ma è il momento di chiedersi: siamo davvero più vicini al video da professionista, o è solo una questione di marketing?

Portrait Video: il formato pro sul telefono
La feature di Portrait Video nella serie Galaxy Z 2026 fa una cosa semplice ma efficace: ricrea l’effetto visivo delle lenti professionali usate nel cinema e nella fotografia. Ma come funziona davvero? L’algoritmo analizza il soggetto principale e il background, applicando effetti di profondità di campo e bokeh che imitano il comportamento di ottiche di fascia alta.
È interessante, sia chiaro. Un videomaker che lavora su smartphone apprezzerà la possibilità di avere un look più cinematico senza dover settare manualmente i parametri. Galaxy Z offre una specie di video intelligente: il telefono fa le scelte al posto tuo.
Però — e qui inizia la discussione interessante — c’è una differenza sostanziale tra applicare un effetto che assomiglia a una lente pro e avere il controllo di una lente pro. Il primo è software. Il secondo è ottica.
My FanCam: personalizzazione, non magia
La seconda grande novità della gamma Galaxy Z per il 2026 è My FanCam. La feature permette di scegliere una persona specifica dentro un video e farle da soggetto principale durante l’editing. Utile? Certamente. Se state girando un concerto o un evento sportivo e volete enfatizzare il vostro artista preferito, My FanCam fa il lavoro: tracking intelligente, cambio di focus, automatizzazione degli edit.
Ma è innovativo? Meno di quanto il marketing di Samsung vorrebbe far credere. Sono anni che gli editor video — da DaVinci Resolve a Adobe Premiere Pro — offrono strumenti di selezione e tracking. My FanCam li porta sullo smartphone, il che è comodo, ma non è esattamente una rivoluzione.
Quello che Samsung fa bene è semplificare: anzichè dieci parametri e menu annidati, due tap e il video si riadatta. È UX smart, non tecnologia nuova.
Professionale non è uguale a pro
Qui arriviamo al punto critico. Samsung usa la parola professionale per descrivere questi strumenti. Ma professionale significa cose diverse a persone diverse.
Per un utente che gira video amatoriali o content per i social, Portrait Video e My FanCam sono upgrade reali. Migliorano la qualità percepita, permettono risultati che un anno fa sarebbero stati impossibili con uno smartphone.
Per un videomaker che lavora on-set, per uno che produce content per televisione o streaming, la storia è diversa. Questi professionisti hanno bisogno di:
- Controllo manuale completo su ISO, shutter, white balance, focus peaking
- Output RAW o codec professionali (ProRes, DCI, senza compressione aggressiva)
- Ottica intercambiabile (sì, sembra banale, ma il sensore di uno smartphone rimane sempre lo stesso)
- Stabilizzazione non invasiva (che non sacrifichi dettagli per sembrare più liscia)
Galaxy Z copre alcuni di questi punti. Ma non tutti. Il sensore rimane fisso. La compressione software rimane aggressiva. Il controllo manuale è limitato rispetto a una fotocamera vera.
Il divario rimane, e resterà
Samsung sta facendo passi avanti reali. Ma non sta chiudendo il gap tra smartphone e videocamere dedicate; lo sta soltanto riducendolo per la maggior parte degli utenti.
Questo non è un difetto di Samsung. È una limitazione fisica. Uno smartphone non ha mai avuto — e probabilmente non avrà — i sensori, l’ottica o lo spazio interno per competere alla pari con una RED o una Sony FS7. E Samsung non sta mentendo su questo. Quello che Samsung sta facendo è offrire una soluzione abbastanza buona per il novanta per cento dei creator.
Che è onesto. Ed è anche la ragione per cui Galaxy Z è interessante: non pretende di essere una cine-camera, ma migliora quello che uno smartphone può fare.
Samsung si muove nella giusta direzione — ma quella direzione rimane piuttosto lontana da quello che un videomaker serio chiede. Per chi fa il mestiere, Portrait Video e My FanCam sono tool gradevoli. Non una soluzione.
Via: Samsung Newsroom