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Josh Wardle torna con Parseword, il nuovo gioco dopo Wordle

Matteo Baitelli · 11 Marzo 2026 · 4 min di lettura
Josh Wardle torna con Parseword, il nuovo gioco dopo Wordle
Immagine: Engadget

Josh Wardle è tornato. Il creatore di Wordle, il fenomeno che ha conquistato milioni di giocatori in tutto il mondo, ha finalmente svelato il suo nuovo progetto: Parseword. Dopo aver venduto il suo capolavoro al New York Times per una cifra a sette zeri nel 2022, Wardle ha impiegato oltre quattro anni per sviluppare un successore all’altezza delle aspettative.

Ma attenzione: se pensavate di trovarvi di fronte a un semplice clone di Wordle, vi sbagliate di grosso. Parseword è un gioco completamente diverso, che abbandona la semplicità del suo predecessore per abbracciare la complessità dei cruciverba crittografici. Una scelta coraggiosa che potrebbe dividere il pubblico, ma che dimostra la volontà dell’autore di non adagiarsi sui successi passati.

Il nuovo titolo mantiene la formula vincente del “puzzle quotidiano” che aveva reso Wordle così coinvolgente, ma introduce meccaniche di gioco decisamente più articolate e sfidanti. La domanda è: riuscirà Parseword a replicare il successo planetario del suo predecessore?

Un gameplay che sfida la mente

Parseword si basa sui meccanismi tipici degli indovinelli crittografici, quelli che spesso troviamo sui cruciverba più sofisticati. Il giocatore deve decifrare enigmi che possono richiedere di sostituire parole con sinonimi, invertire l’ordine delle lettere, trovare omofoni o addirittura combinare più termini per arrivare alla soluzione finale. Non si tratta più di indovinare una parola di cinque lettere, ma di risolvere veri e propri rompicapi linguistici.

Per facilitare l’approccio, Wardle e il suo team hanno incluso un tutorial dettagliato e un sistema di suggerimenti. Tuttavia, già dai primi test emerge chiaramente che Parseword richiede un tipo di ragionamento specifico, molto diverso dalla logica lineare di Wordle. Il gioco sembra pensato per un pubblico più di nicchia, probabilmente quello dei lettori del New Yorker o degli appassionati di enigmistica avanzata.

L’ispirazione per questo nuovo progetto è arrivata da una fonte inaspettata: Craig Mazin, showrunner della serie TV “The Last of Us”, che in un podcast aveva discusso la logica dietro i cruciverba crittografici. Questa influenza si riflette nella struttura del gioco, che privilegia la profondità e la complessità rispetto alla immediata accessibilità.

Un team di veterani dietro il progetto

Wardle non ha lavorato da solo a questo ambizioso progetto. Ha coinvolto due colleghi storici, Chris Dary e Matt Lee, con cui aveva già collaborato durante la sua esperienza in Reddit. Il trio ha inoltre ottenuto il permesso di utilizzare indovinelli creati da Emily Cox e Henry Rathvon, due veterani del settore della enigmistica crittografica con decenni di esperienza alle spalle.

Questa collaborazione garantisce a Parseword una base solida di contenuti di qualità, elemento fondamentale per un gioco che punta tutto sulla sfida intellettuale. La scelta di coinvolgere esperti del settore dimostra l’approccio serio e professionale con cui il team ha affrontato lo sviluppo, consapevole delle alte aspettative del pubblico.

Dal punto di vista tecnico, Parseword mantiene la stessa semplicità di interfaccia che aveva caratterizzato Wordle, privilegiando la sostanza rispetto agli effetti speciali. Una scelta che rispecchia la filosofia minimalista di Wardle, sempre più rara nel panorama videoludico contemporaneo.

Sfida difficile in un mercato saturo

Il timing del lancio di Parseword non potrebbe essere più complicato. Negli ultimi quattro anni, il successo di Wordle ha scatenato una vera e propria corsa all’oro nel settore dei puzzle game quotidiani. Quordle, Connections, Strands, Bracket City e decine di altri titoli hanno cercato di replicare la formula magica, con risultati alterni.

Lo stesso New York Times, proprietario di Wordle, ha investito massicciamente nel settore lanciando diversi giochi complementari. Questa saturazione del mercato rende la sfida di Parseword ancora più ardua, soprattutto considerando il suo approccio più cerebrale e meno immediato rispetto alla concorrenza.

Tuttavia, proprio questa complessità potrebbe rappresentare il punto di forza di Parseword. In un panorama dominato da cloni più o meno riusciti di Wordle, il nuovo gioco di Wardle si distingue per originalità e profondità. Chi è alla ricerca di una sfida intellettuale più stimolante potrebbe trovare in Parseword la risposta alle proprie esigenze.

Il successo di Parseword dipenderà dalla capacità di costruire una community dedicata, disposta a investire tempo ed energie in puzzle complessi. Se Wordle aveva conquistato tutti per la sua semplicità universale, Parseword punta su un pubblico più selezionato ma potenzialmente più fedele. Solo il tempo dirà se questa strategia si rivelerà vincente, ma una cosa è certa: Josh Wardle ha dimostrato ancora una volta di non temere le sfide creative più ambiziose.