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PEGI cambia tutto: EA Sports FC nel mirino delle nuove regole

Daniele Messi · 12 Marzo 2026 · 6 min di lettura

Il mondo dei videogiochi europei sta per essere rivoluzionato. Il PEGI (Pan-European Game Information), l’organismo che da oltre vent’anni stabilisce le classificazioni per età di tutti i titoli distribuiti in Europa (Germania esclusa), si prepara a introdurre quello che molti esperti definiscono l’aggiornamento più significativo della sua storia. E le conseguenze potrebbero essere particolarmente pesanti per giganti come EA e il suo EA Sports FC.

La notizia sta già facendo tremare l’industria videoludica europea, con sviluppatori e publisher che si stanno preparando a un cambiamento epocale che potrebbe ridefinire completamente il panorama del gaming nel Vecchio Continente. Ma cosa sta succedendo esattamente e perché questi cambiamenti potrebbero rappresentare una vera e propria bomba per alcuni dei titoli più popolari del momento?

Cosa cambierà nel sistema di classificazione PEGI

Il PEGI, che attualmente opera con le tradizionali fasce d’età 3+, 7+, 12+, 16+ e 18+, sta preparando una revisione sostanziale dei criteri di valutazione, con particolare attenzione verso elementi che fino a oggi sono stati considerati marginali o del tutto ignorati. Secondo fonti vicine all’organismo di classificazione, il focus principale sarà sui meccanismi di monetizzazione presenti nei giochi, dalle microtransazioni ai loot box, fino ai sistemi di progressione che incentivano la spesa in-game.

Questa svolta rappresenta una risposta diretta alle crescenti pressioni da parte delle istituzioni europee e dei gruppi di consumatori, che da anni denunciano l’impatto di questi meccanismi sui giocatori più giovani. Il Parlamento Europeo ha più volte sottolineato come alcuni elementi presenti nei videogiochi moderni possano sviluppare comportamenti simili a quelli del gioco d’azzardo, senza che questo venga adequatamente comunicato ai genitori attraverso il sistema di rating.

Le nuove linee guida PEGI dovrebbero includere criteri molto più stringenti per la valutazione di contenuti che incentivano acquisti ripetuti o che utilizzano meccaniche psicologiche per spingere i giocatori a spendere denaro reale. Questo significa che molti titoli attualmente classificati come adatti a tutte le età potrebbero improvvisamente ritrovarsi con rating molto più restrittivi.

EA Sports FC sotto la lente d’ingrandimento

Il caso più eclatante e simbolico di questa rivoluzione riguarda EA Sports FC, l’ex FIFA di Electronic Arts. Il popolarissimo simulatore calcistico, che attualmente gode di una classificazione PEGI 3+ in tutta Europa, potrebbe presto vedere il suo rating schizzare verso fasce d’età molto più elevate a causa della modalità Ultimate Team e del suo sistema di pacchetti.

Ultimate Team, che genera per EA miliardi di dollari di ricavi annuali, si basa infatti su un modello che molti critici paragonano al gioco d’azzardo: i giocatori acquistano pacchetti con contenuti casuali nella speranza di ottenere carte rare dei loro calciatori preferiti. Questo meccanismo, combinato con eventi limitati nel tempo e offerte “imperdibili”, crea quello che gli psicologi definiscono un ciclo di rinforzo intermittente, particolarmente efficace nel generare comportamenti compulsivi.

Se le nuove regole PEGI dovessero classificare EA Sports FC come 16+ o addirittura 18+, le conseguenze per Electronic Arts sarebbero devastanti. Il gioco perderebbe immediatamente accesso a una fetta enorme del suo pubblico, considerando che una parte significativa dei giocatori di Ultimate Team ha un’età compresa tra gli 8 e i 15 anni. Inoltre, molte catene di distribuzione e piattaforme digitali potrebbero introdurre restrizioni aggiuntive per la vendita di titoli con rating elevato.

L’impatto sull’industria videoludica europea

EA Sports FC non è certamente l’unico titolo che rischia di essere penalizzato dal nuovo sistema PEGI. Praticamente tutti i free-to-play più popolari, da Fortnite a Genshin Impact, passando per i mobile game che dominano le classifiche degli store, dovranno fare i conti con criteri di valutazione molto più severi. Anche giganti come Activision Blizzard, con Call of Duty e i suoi battle pass, o Epic Games potrebbero vedere i loro prodotti soggetti a classificazioni più restrittive.

Questo cambiamento potrebbe paradossalmente favorire gli sviluppatori indipendenti e i titoli che puntano su modelli di business più tradizionali, basati sull’acquisto una tantum senza ulteriori monetizzazioni. Studios europei che hanno sempre preferito evitare meccaniche controverse potrebbero improvvisamente trovarsi in una posizione di vantaggio competitivo rispetto ai colossi internazionali.

Dal punto di vista del mercato italiano, l’impatto potrebbe essere particolarmente significativo. Il nostro Paese è infatti uno dei mercati europei dove EA Sports FC ha la penetrazione maggiore, anche tra i giovanissimi, grazie alla passione nazionale per il calcio. Un eventuale reclassificazione del gioco potrebbe aprire spazi interessanti per competitor meno aggressivi dal punto di vista monetario, o spingere EA a rivedere radicalmente la struttura di Ultimate Team per il mercato europeo.

Prospettive future e possibili contromisure

L’industria videoludica non sta certamente a guardare. Già si moltiplicano i rumor su possibili contromisure che i grandi publisher potrebbero adottare per minimizzare l’impatto delle nuove classificazioni. Si va dalla creazione di versioni “europee” dei giochi, prive delle meccaniche più controverse, fino alla possibilità di implementare sistemi di parental control più sofisticati che permettano ai genitori di disabilitare completamente le funzionalità di acquisto in-game.

Electronic Arts, dal canto suo, ha già iniziato a testare modelli alternativi di monetizzazione in alcuni mercati, inclusi abbonamenti flat che garantiscono accesso a tutti i contenuti senza meccaniche casuali. Tuttavia, considerando che Ultimate Team genera per l’azienda americana ricavi superiori ai 7 miliardi di dollari annuali, è difficile immaginare che EA possa rinunciare facilmente a questa gallina dalle uova d’oro.

Il timing di questi cambiamenti non è casuale: arrivano infatti in un momento in cui l’Unione Europea sta valutando una regolamentazione ancora più stringente su loot box e microtransazioni, seguendo l’esempio di Paesi come Belgio e Paesi Bassi che hanno già introdotto limitazioni severe. Il nuovo sistema PEGI potrebbe quindi rappresentare solo il primo passo verso una trasformazione molto più ampia dell’industria videoludica europea, con ripercussioni che si estenderanno ben oltre i semplici rating per età.

Fonte: Eurogamer