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PS5 Frame Generation: Mark Cerny promette ma chiede pazienza

Matteo Baitelli · 21 Marzo 2026 · 5 min di lettura
PS5 Frame Generation: Mark Cerny promette ma chiede pazienza
Immagine: SmartWorld.it

Il Frame Generation sta per arrivare su PlayStation, ma dovremo aspettare. A confermarlo è stato Mark Cerny, il leggendario architetto di PS5, durante una recente intervista che ha fatto luce sui piani futuri di Sony Interactive Entertainment. La tecnologia, sviluppata in collaborazione con AMD, promette di rivoluzionare l’esperienza di gioco aumentando artificialmente i frame rate senza richiedere maggiore potenza di calcolo.

Le parole di Cerny arrivano in un momento cruciale per l’industria videoludica, dove tecnologie come DLSS di NVIDIA e FSR di AMD stanno ridefinendo i parametri delle performance gaming. Per i possessori di PS5 e PS5 Pro, questo significa che presto potranno godere di frame rate più fluidi anche nei giochi più demanding, ma con una precisazione importante: non aspettatevi novità prima del 2027.

La notizia assume particolare rilevanza considerando che il mercato italiano delle console continua a crescere, con la PS5 che mantiene una posizione dominante nonostante la concorrenza sempre più agguerrita di Xbox Series X/S e del gaming su PC.

PSSR e FSR Redstone: l’alleanza Sony-AMD

Il cuore della strategia di Sony risiede nella stretta collaborazione con AMD per lo sviluppo di PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution), la tecnologia di upscaling che già caratterizza PS5 Pro. Secondo quanto rivelato da Cerny, PSSR condivide lo stesso algoritmo di base di FSR Redstone, il successore di FSR 3 che rappresenta la prossima generazione delle tecnologie di AMD.

Questa partnership “co-engineered” non si limita al semplice upscaling, ma abbraccia un ecosistema tecnologico più ampio. FSR Redstone comprende infatti tre componenti fondamentali: upscaling, frame generation e ray regeneration. Attualmente, su PlayStation l’attenzione è concentrata esclusivamente sull’upscaling PSSR, che ha già dimostrato il suo valore in titoli come Alan Wake 2, dove l’implementazione ha offerto un miglioramento visibile rispetto ai precedenti sistemi.

L’approccio di Sony è strategicamente diverso rispetto alla concorrenza. Mentre NVIDIA con il suo DLSS mantiene un ecosistema proprietario, l’alleanza Sony-AMD punta a creare standard più aperti che possano beneficiare sia il mondo console che quello PC, creando potenzialmente un vantaggio competitivo significativo nel lungo termine.

Tempistiche e strategie: la roadmap del Frame Generation

Le tempistiche comunicate da Cerny sono chiare ma anche frustranti per chi sperava in novità immediate: nessun rilascio previsto entro la fine del 2026. Questa prudenza riflette la complessità tecnica dell’implementazione del frame generation su architetture console, dove ogni risorsa hardware deve essere ottimizzata al massimo.

La questione più intrigante riguarda le piattaforme di destinazione. Cerny ha parlato genericamente di “PlayStation platforms” senza specificare se la tecnologia arriverà solo su PS5 Pro, si estenderà anche alla PS5 standard, o se rappresenti principalmente un investimento per la prossima generazione di console. Questa ambiguità potrebbe celare una strategia più ampia: utilizzare PS5 Pro come banco di prova per tecnologie che troveranno piena espressione in PS6.

Nel frattempo, Sony continua a perfezionare PSSR attraverso patch specifiche e l’opzione di sistema “Enhance PSSR Image Quality”. Questo approccio graduale dimostra la volontà dell’azienda di non bruciare le tappe, apprendendo dall’esperienza utente prima di introdurre tecnologie ancora più complesse come il frame generation.

Il futuro del gaming PlayStation e le implicazioni per il mercato

Le dichiarazioni di Cerny offrono uno sguardo privilegiato sulla visione a lungo termine di Sony per l’ecosistema PlayStation. Il frame generation basato su machine learning non è solo una feature tecnica, ma rappresenta un cambio di paradigma che potrebbe ridefinire le aspettative dei giocatori riguardo alle performance.

Particolarmente interessante è la menzione del brevetto “PSSR 2”, un sistema di upscaling con qualità adattiva basato su AI che potrebbe ridurre la dipendenza dalla risoluzione dinamica. Sebbene Cerny abbia minimizzato l’importanza di questo brevetto, definendolo parte della normale attività di ricerca e sviluppo, la sua esistenza suggerisce che Sony sta esplorando territori tecnologici ancora inesplorati.

Per il mercato italiano, queste innovazioni potrebbero tradursi in una maggiore longevità delle console PlayStation, ritardando potenzialmente la necessità di aggiornamenti hardware e offrendo un miglior rapporto qualità-prezzo per i consumatori. Con i prezzi delle GPU PC che continuano a salire, una PS5 Pro potenziata dal frame generation potrebbe rappresentare un’alternativa ancora più attraente per i gamer italiani.

La strategia di Sony appare chiara: procedere con cautela, perfezionare le tecnologie esistenti e preparare il terreno per innovazioni che potrebbero definire la prossima generazione del gaming. Il frame generation arriverà su PlayStation, ma quando lo farà, promette di essere maturo, stabile e davvero rivoluzionario.

Fonte: SmartWorld.it