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Slay the Spire 2: no microtransazioni, solo gameplay

Matteo Baitelli · 10 Marzo 2026 · 5 min di lettura
Slay the Spire 2: no microtransazioni, solo gameplay

In un’industria videoludica sempre più orientata verso modelli di monetizzazione aggressivi, gli sviluppatori di Slay the Spire 2 stanno facendo una scelta controcorrente che merita attenzione. Il team di Mega Crit Games ha infatti dichiarato apertamente di non voler puntare su microtransazioni o DLC per generare profitti rapidi, nonostante alcuni fan si siano già detti pronti ad acquistare qualsiasi contenuto cosmético il gioco possa offrire in futuro.

Questa posizione assume un significato particolare considerando il successo straordinario del primo capitolo, che ha venduto oltre 2 milioni di copie e ha praticamente definito gli standard del genere roguelike deck-building. Con Slay the Spire 2 ora disponibile in early access, la tentazione di capitalizzare immediatamente sul successo attraverso contenuti aggiuntivi a pagamento sarebbe stata comprensibile, ma evidentemente non è la strada scelta dagli sviluppatori.

Il lancio in accesso anticipato ha già mostrato elementi promettenti: l’introduzione della modalità cooperativa e un sistema di gioco che mantiene la formula vincente dell’originale, arricchendola con le giuste innovazioni. La community sembra apprezzare questo approccio graduale e rispettoso verso i giocatori.

Una filosofia di sviluppo controcorrente

La decisione di Mega Crit Games rappresenta una vera e propria dichiarazione d’intenti in un mercato dove anche i giochi premium spesso includono negozi in-game e contenuti aggiuntivi a pagamento. Slay the Spire 2 sembra voler seguire un percorso diverso, privilegiando la qualità del contenuto base rispetto alla monetizzazione attraverso acquisti in-app.

Questa filosofia non è solo una questione etica, ma anche strategica. Il primo Slay the Spire ha dimostrato che un gioco ben fatto, senza fronzoli monetari, può avere un successo duraturo nel tempo. La longevità del titolo, ancora oggi molto giocato su Steam e altre piattaforme, è la prova che investire nella sostanza paga più degli espedienti commerciali a breve termine.

Il fatto che alcuni giocatori si siano spontaneamente offerti di acquistare eventuali cosmetici dimostra quanto la base di fan sia solida e disposta a sostenere gli sviluppatori. Tuttavia, la risposta del team è stata chiara: il focus rimane sul gameplay e sull’esperienza di gioco, non sulla generazione di ricavi attraverso acquisti aggiuntivi.

L’impatto sul mercato italiano e internazionale

Questa scelta ha ripercussioni interessanti anche per il mercato italiano, dove i giocatori sono spesso scettici verso i modelli freemium e le microtransazioni invasive. Slay the Spire 2 si posiziona come un prodotto premium tradizionale, dove si paga una volta per avere accesso completo all’esperienza di gioco.

Sul fronte tecnico, l’early access ha mostrato significativi miglioramenti rispetto al predecessore. La modalità cooperativa, in particolare, rappresenta un’aggiunta sostanziale che amplia le possibilità di gioco senza frammentare l’esperienza attraverso DLC separati. Gli sviluppatori hanno scelto di includere queste novità nel pacchetto base, dimostrando ulteriormente la loro volontà di offrire valore aggiunto senza costi nascosti.

La community italiana dei giochi di carte digitali ha accolto positivamente questa notizia, considerando che il genere roguelike deck-building ha trovato terreno fertile nel nostro paese. Giochi come Inscryption e Monster Train hanno dimostrato che esiste un pubblico appassionato e disposto a investire in titoli di qualità, purché l’offerta sia onesta e trasparente.

Prospettive future e sostenibilità del modello

La vera sfida per Mega Crit Games sarà dimostrare che questo approccio sia sostenibile nel lungo periodo. Slay the Spire 2 dovrà giustificare la sua strategia commerciale attraverso vendite solide e una community attiva, senza poter contare sui ricavi ricorrenti tipici dei giochi con microtransazioni.

Tuttavia, i precedenti sono incoraggianti. Il mercato indie ha dimostrato più volte che la qualità e l’autenticità possono essere più redditizie delle strategie aggressive di monetizzazione. Titoli come Hades, Dead Cells e lo stesso Slay the Spire originale hanno costruito il loro successo su fondamenta solide, creando franchise duraturi piuttosto che profitti immediati.

La strada intrapresa dagli sviluppatori potrebbe influenzare anche altri studi indipendenti, mostrando che esistono alternative valide ai modelli di business dominanti nell’industria. In un momento in cui i giocatori sono sempre più consapevoli e critici verso le pratiche commerciali aggressive, Slay the Spire 2 potrebbe rappresentare un esempio virtuoso di come costruire un rapporto di fiducia duraturo con la propria audience, puntando sulla sostanza piuttosto che sui trucchi commerciali.

Fonte: Eurogamer