Smartphone arrotolabili: perché il sogno di LG non è
Nel 2021, LG sembrava pronta a sorprendere il mondo con uno smartphone rivoluzionario: il Rollable, un dispositivo capace di arrotolarsi su se stesso per aumentare lo spazio del display. Cinque anni dopo, con l’azienda oramai uscita dal mercato mobile, un’analisi dettagliata del prototipo finalmente messo a nudo rivela perché questa tecnologia affascinante non ha mai trasformato l’industria come molti speravano. La risposta? Una complessità costruttiva impressionante e costi praticamente insostenibili.

Il teardown condotto da JerryRigEverything, il celebre “phone destroyer” di YouTube, offre uno sguardo raro dietro le quinte di quella che sarebbe potuta essere una delle innovazioni più interessanti degli ultimi anni. Il dispositivo in questione potrebbe essere addirittura l’unità esposta da LG al CES 2021, il momento in cui il colosso sudcoreano tentò di attirare l’attenzione del mercato con questa forma fattore rivoluzionaria.
Il meccanismo geniale dietro il Rollable di LG
A prima vista, l’LG Rollable appare come uno smartphone completamente normale. Ma non appena attivi il motore interno con un semplice gesto, il display inizia a srotolarsi gradualmente, rivelando ulteriore spazio schermo che si estende attorno al retro del dispositivo. Il risultato? Un’area visibile circa 40 percento più grande rispetto a uno smartphone tradizionale, tutto senza aggiungere lo spessore notevole dei telefoni pieghevoli come il Samsung Galaxy Z Fold.
Dal punto di vista dell’usabilità, il concetto è brillante: immagina di avere uno schermo ultra-wide sempre con te, da estrarre al bisogno per guardare contenuti multimediali o lavorare in modalità desktop. Non è la soluzione goffa di un pieghevole, bensì un’evoluzione elegante della forma del telefono. Durante il teardown, il meccanismo si rivela affascinante: motori miniaturizzati, guide di precisione, sistemi di tensionamento sofisticati per mantenere il display perfettamente teso quando esteso.
La complessità costruttiva che ha affossato il progetto
Qui risiede il nodo cruciale. Aprendo il dispositivo, emerge subito la vera natura del problema: la quantità straordinaria di componenti interni necessari per far funzionare questo sistema. Mentre uno smartphone tradizionale ha un’architettura relativamente lineare, il Rollable richiede un’ingegneria praticamente mostruosa. Ci sono motori stepper precisi, sistemi di guida in metallo, sensori di posizione, circuiti di controllo dedicati e una struttura dello chassis che deve simultaneamente proteggere i componenti e permettere il movimento fluido.
L’elemento più critico rimane il display pieghevole in OLED, una tecnologia che nel 2021 stava ancora muovendo i primi passi commerciali. A differenza dei display fissi, questo schermo deve tollerare migliaia (o milioni) di cicli di arrotolamento senza degradarsi, mantenendo la qualità visiva e senza sviluppare crepe o difetti. È una sfida di ingegneria dei materiali ancora irrisolta completamente anche nel 2026. Durante il teardown, appare evidente come il display sia circondato da strati di protezione, ammortizzatori e strutture di supporto che ne aumentano considerevolmente lo spessore e il peso.
Un ulteriore problema riguarda l’impermeabilità e la resistenza alla polvere. Uno smartphone con parti in movimento è intrinsecamente più vulnerabile: ogni volta che il display si arrotola, creano spazi dove polvere e umidità possono infiltrarsi. Le soluzioni adottate da LG includono guarnizioni in silicone sofisticate e materiali speciali, ma rappresentano compromessi costanti tra protezione e funzionalità.
Il costo: il vero killer del Rollable
Mettendo insieme tutti questi pezzi, la conclusione è inevitabile: un device del genere avrebbe comportato costi di produzione astronomici. I pieghevoli moderni come il Samsung Galaxy Z Fold costano già tra i 1.500 e i 2.000 euro, e quelli sono stati raffinati dopo anni di produzione. Il Rollable, con la sua complessità aggiuntiva, avrebbe probabilmente richiesto un prezzo di lancio superiore ai 2.500-3.000 euro, forse addirittura oltre. In un mercato dove gli smartphone premium si attestano intorno ai 1.000-1.500 euro, una simile fascia di prezzo rappresentava un salto insostenibile anche per i clienti più abbienti.
Non è un caso che LG abbia deciso di abbandonare completamente la divisione mobile nel 2021, lo stesso anno in cui il Rollable era ancora in fase di sviluppo. L’azienda ha semplicemente valutato che il mercato non era pronto, i margini di profitto erano insufficienti e la complessità tecnica della catena di approvvigionamento rappresentava un rischio eccessivo. Una decisione saggia dal punto di vista commerciale, per quanto deludente per gli appassionati di tecnologia.
Perché gli smartphone arrotolabili non hanno mai decollato (e probabilmente non decolleranno)
La storia del Rollable di LG è sintomatica di un problema più ampio: il form factor arrotolabile è affascinante in teoria, ma estremamente difficile da realizzare nella pratica. Nel corso dei primi anni 2020, decine di aziende hanno mostrato concept di telefoni e tablet arrotolabili. Nomi come Huawei, TCL, Motorola e persino il gigante coreano Samsung hanno esposto prototipi. Eppure, a cinque anni di distanza nel 2026, praticamente nessuno ha commercializzato un prodotto arrotolabile veramente pratico.
La ragione principale è che i pieghevoli, nonostante i loro problemi iniziali, rappresentano un compromesso più ragionevole. Sì, occupano più spazio, sì hanno una piega visibile al centro e sì costano una fortuna, ma la loro struttura è meno complessa. Samsung ha investito miliardi di dollari nel perfezionare la tecnologia Z Fold nel corso degli anni, e il risultato è un prodotto che funziona effettivamente. I pieghevoli hanno trovato una nicchia di mercato di utenti disposti a pagare il premium per lo schermo espandibile.
Gli arrotolabili, invece, avrebbero richiesto un salto tecnologico ancora più grande e prezzi ancora più esorbitanti. Il motorsistema necessario per il movimento meccanico aggiunge peso, complessità e punti di rottura potenziali. Gli utenti normali si sarebbero chiesti: “Perché dovrei pagare il doppio per uno smartphone che ha più parti mobili e quindi più probabilità di rompersi?”
Le lezioni per il futuro della telefonia mobile
Il teardown del Rollable ci offre una lezione importante: non tutte le innovazioni tecnicamente affascinanti sono destinate al successo commerciale. L’ingegneria di lusso non basta se il costo finale è proibitivo e l’utilità pratica è marginale. Nel 2026, gli smartphone si sono evoluti in modo diverso: schermi più grandi ma non pieghevoli, fotocamere ancora più sofisticate, batterie con durata superiore, processori più efficienti. Sono stati questi gli ambiti dove i produttori hanno scelto di investire, non per mancanza di coraggio, ma per pragmatismo.
Detto questo, il teardown del Rollable rimane una testimonianza affascinante di ciò che potrebbe essere stato. È un ricordo di quando LG era ancora una forza innovativa nel settore mobile, disposta a prendere rischi audaci. Anche se il prodotto non ha mai raggiunto i negozi, il prototipo sopravvissuto rappresenta un pezzo di storia tecnologica che merita di essere ricordato: la volta che l’industria si avvicinò più di quanto mai a uno smartphone veramente arrotolabile.
Fonte: Ars Technica