Sony brevetta il controller che cambia durezza
Nel 2024 Sony ha deciso di fare qualcosa di radicalmente diverso nel campo dei controller per console. Ha depositato un brevetto presso l’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (WIPO) per una tecnologia che trasforma i pulsanti in componenti adattivi: possono indurirsi o ammorbidirsi in tempo reale a seconda di quello che accade sullo schermo. È stato pubblicato ufficialmente quest’anno, e devo ammettere che l’idea mi affascina parecchio.

L’innovazione è tutt’altro che banale. Immagina di giocare a un’avventura fantasy: quando afferri una spada, i pulsanti diventano più rigidi, per darti una sensazione di resistenza. Quando stacchi il fuoco o accendi un oggetto magico, si ammorbidiscono leggermente. È feedback tattile su un livello completamente nuovo, qualcosa che va oltre la semplice vibrazione o i trigger adattivi che già conosciamo da PlayStation 5. La sensazione fisica del controller cambierebbe letteralmente insieme al gioco, creando un’immersione sensoriale che oggi non esiste.
Da giornalista tech seguo da anni come Sony e Microsoft innovano i loro controller. I trigger adattivi, arrivati con PS5, hanno già cambiato il modo in cui percepiamo il feedback durante il gioco. Ma questa tecnologia fa un salto in avanti significativo. Non si parla solo di una resistenza variabile su due trigger: qui l’intero layout di pulsanti può trasformarsi. È ambiziosa, forse troppo per gli standard attuali di affidabilità meccanica, eppure rappresenta esattamente il tipo di ricerca che ci aspettiamo da un colosso come Sony.
Naturalmente, c’è un abisso tra un brevetto depositato e un prodotto commerciale. La storia della tecnologia è piena di brevetti brillanti che non hanno mai visto la luce, perché non erano producibili a costi ragionevoli, oppure perché la tecnologia non era ancora matura. Nel caso dei controller adattivi, la durabilità è il nodo cruciale. Un meccanismo che cambia costantemente la resistenza dei pulsanti è esposto a usura, a malfunzionamenti, a migliaia di cicli di sollecitazione. Se un controller costa già più di cento euro, aggiungere una meccanica così complessa potrebbe renderlo non competitivo dal punto di vista del prezzo.
Eppure mi domando se questo non sia esattamente il tipo di investimento che Sony dovrebbe fare per differenziarsi. Negli ultimi anni le console sono diventate piattaforme sempre più simili. I giochi cross-platform dominano il mercato. L’hardware è una delle poche aree dove i costruttori possono ancora creare un’esperienza davvero unica. Un controller che cambia tattilità in tempo reale non è solo una gadget: è una nuova dimensione del modo in cui giochiamo.
Quello che mi interessa sapere, però, è se Sony intende davvero sviluppare questa tecnologia per il mercato consumer, oppure se rimarrà confinata ai brevetti come prova che l’azienda sta esplorando ogni strada possibile. Nel corso dei prossimi 6-12 mesi, probabilmente vedremo se ci saranno dimostrazioni pratiche, partnership con sviluppatori di giochi, o primi prototipi funzionanti. Quello sarà il momento in cui capiremo se è visione concreta o solo futurismo sulla carta.
Ripreso da: Eurogamer