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Spotify Taste Profile: ora puoi personalizzare l’algoritmo

Matteo Baitelli · 15 Marzo 2026 · 5 min di lettura
Spotify Taste Profile: ora puoi personalizzare l'algoritmo
Immagine: Engadget

L’algoritmo di Spotify non sarà più un mistero indecifrabile. La piattaforma di streaming musicale ha appena svelato Taste Profile, una nuova funzionalità che promette di rivoluzionare il modo in cui gli utenti interagiscono con i sistemi di raccomandazione. Presentata dal co-CEO Gustav Söderström durante il prestigioso festival SXSW, questa feature basata sull’intelligenza artificiale permetterà finalmente agli ascoltatori di prendere in mano le redini del proprio feed musicale.

Non più raccomandazioni casuali o playlist che sembrano uscite dal nulla: con Taste Profile, ogni utente Premium potrà letteralmente “educare” l’algoritmo di Spotify, spiegandogli esattamente cosa vuole sentire e cosa invece preferirebbe evitare. Un cambio di paradigma che potrebbe segnare una svolta nel rapporto tra utente e intelligenza artificiale nel mondo dello streaming.

La funzionalità è attualmente in fase beta e sarà disponibile nelle prossime settimane per gli utenti Premium della Nuova Zelanda, seguendo la strategia di testing che Spotify ha già adottato per altre innovazioni. Ma cosa significa davvero questo cambiamento per l’esperienza d’ascolto quotidiana?

Come funziona la personalizzazione dell’algoritmo

Taste Profile si presenta con un’interfaccia intuitiva che mostra un riepilogo dettagliato delle abitudini d’ascolto dell’utente. Ma la vera rivoluzione sta nel prompt “Dimmi di più” che appare nella parte inferiore dello schermo. Attraverso questo strumento, gli ascoltatori potranno comunicare direttamente con l’IA, specificando quali generi vorrebbero sentire più spesso o quali invece dovrebbero sparire definitivamente dalle loro raccomandazioni.

L’aspetto più interessante è la capacità del sistema di interpretare richieste complesse e contestuali. Non si tratta solo di eliminare il jazz o aumentare il rock: l’algoritmo può comprendere istruzioni come “voglio musica energica perché sto preparandomi per una maratona” oppure “durante il tragitto casa-lavoro preferisco podcast di attualità”. Questa flessibilità rappresenta un salto qualitativo enorme rispetto ai tradizionali sistemi di personalizzazione basati su semplici like e dislike.

Spotify ha tenuto a precisare che Taste Profile rimane una funzionalità completamente opzionale. Gli utenti che preferiscono lasciare che sia l’algoritmo a sorprenderli potranno continuare a utilizzare la piattaforma “come sempre”, senza alcuna modifica alla loro esperienza d’ascolto.

L’evoluzione dell’AI su Spotify

Questa novità si inserisce in una strategia più ampia di Spotify volta a integrare sempre più funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. Solo il mese scorso, la piattaforma aveva lanciato Prompted Playlist, una feature che consente agli utenti di creare playlist attraverso richieste specifiche, come “solo canzoni tratte da serie TV degli anni ’90” o “brani perfetti per una cena romantica”.

La differenza tra Prompted Playlist e le playlist AI già esistenti sta proprio nella specificità delle richieste. Mentre le funzioni precedenti si basavano su parametri generici, il nuovo sistema permette di dare istruzioni molto dettagliate, ottenendo risultati più mirati e personalizzati. È interessante notare come anche Prompted Playlist abbia seguito lo stesso percorso di testing: prima Nuova Zelanda, poi espansione negli Stati Uniti e Canada nel giro di un mese.

Questo approccio graduale al rilascio delle funzionalità dimostra la cautela di Spotify nell’implementare tecnologie così avanzate. La scelta della Nuova Zelanda come mercato di test non è casuale: si tratta di un territorio geograficamente isolato, con una base utenti significativa ma limitata, ideale per raccogliere feedback senza rischiare problemi su scala globale.

Impatti sul mercato italiano e prospettive future

Per gli utenti italiani, l’arrivo di Taste Profile rappresenterà probabilmente una delle innovazioni più significative degli ultimi anni nel mondo dello streaming musicale. Il mercato italiano, con le sue peculiarità culturali e musicali, potrà finalmente beneficiare di un sistema di raccomandazione davvero su misura, capace di comprendere le sfumature della scena musicale locale quanto quelle internazionali.

Se seguirà il pattern di rilascio delle funzionalità precedenti, Taste Profile dovrebbe arrivare in Europa entro l’estate 2024, presumibilmente riservato agli abbonati Premium. Considerando che in Italia l’abbonamento Premium costa 10,99 euro al mese, questa funzionalità potrebbe rappresentare un ulteriore incentivo per convincere gli utenti free a passare alla versione a pagamento.

L’introduzione di queste tecnologie segna anche una fase di maturità del settore streaming. Dopo anni di guerra sui cataloghi e sui prezzi, le piattaforme stanno spostando la competizione sulla qualità dell’esperienza utente e sulla personalizzazione. Apple Music, Amazon Music e gli altri competitor dovranno necessariamente rispondere con innovazioni altrettanto significative.

Il futuro dello streaming musicale sembra quindi orientarsi verso un’ibridazione sempre più spinta tra intelligenza artificiale e controllo umano. Taste Profile potrebbe essere solo l’inizio di una nuova era in cui l’algoritmo non sarà più una scatola nera imperscrutabile, ma un assistente digitale davvero collaborativo, capace di imparare e adattarsi ai desideri in continua evoluzione di ogni singolo ascoltatore.

Fonte: Engadget

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