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Steam Controller 2026: la domanda è pazza

Matteo Baitelli · 19 Giugno 2026 · 5 min di lettura
Steam Controller 2026: la domanda è pazza
Immagine: Eurogamer

Sono passate solo poche settimane dal lancio dello Steam Controller, il 4 maggio scorso, eppure trovarlo disponibile è praticamente impossibile. A parte i soliti scalper che lucrano sulle code di attesa, di fatto il prodotto è introvabile. E Valve sa di avere un problema.

Steam Controller 2026: la domanda è pazza
Crediti immagine: Eurogamer

Il motivo è semplice: il controller si acquista solo attraverso Steam, il negozio digitale dell’azienda. Niente canali retail, niente distributori autorizzati. Solo la piattaforma di Valve. Questa scelta, che sembrava intelligente per controllare la distribuzione, si è trasformata in un collo di bottiglia gigantesco. E adesso Valve è costretta a correre ai ripari, allungando i tempi di consegna e rivedendo completamente le stime di prenotazione.

La situazione è seria: alcuni clienti che hanno prenotato nelle prime settimane di maggio potranno ricevere il controller solo nel 2027. Non fra qualche mese. Fra più di sei mesi.

Quando il successo diventa un problema

Io trovo affascinante come Valve si sia trovata di fronte a un dilemma che molte aziende tech vorrebbero avere: troppa domanda. Il nuovo Steam Controller è stato accolto meglio del previsto, e la supply chain dell’azienda non era preparata a questo livello di interesse.

Il problema non è tanto nella produzione del dispositivo in sé. È nella logistica. Valve gestisce milioni di transazioni digitali ogni giorno, ma la distribuzione fisica di hardware è un’altra cosa completamente. Mandarti un gioco da tre gigabyte in pochi secondi è routine. Spedire decine di migliaia di controller in tutto il mondo, evitando i ritardi postali e le dogane, è un’operazione molto più complessa.

La decisione di vendere solo attraverso Steam, inoltre, ha amplificato il problema. Una distribuzione tradizionale, con Amazon, store fisici e rivenditori autorizzati, avrebbe assorbito una parte della pressione. Invece tutto il carico ricade su Valve, che non ha esperienza né infrastruttura per gestire volumi di hardware così alti in tempi rapidi.

E qui arriviamo al nodo vero: Valve ha sottovalutato l’appetito del mercato. Quando annunci un nuovo controller ufficiale, dopo anni di voci e tentativi, e lo proponi con specifiche interessanti, non puoi aspettarti che la gente stia tranquilla.

I tempi di consegna: dal maggio al 2027

Le stime di prenotazione sono state riviste al rialzo, e in alcune regioni i tempi di attesa sono diventati surreali. Parlo di clienti che avevano prenotato a maggio e che adesso si ritrovano finestre di consegna che vanno ben oltre la fine dell’anno. Alcuni dovranno aspettare fino al 2027.

È uno scenario paradossale. Prenotare oggi significa mettere i soldi in sospeso per mesi interi, senza sapere esattamente quando riceverai il prodotto. Per un device che costa relativamente poco, questa è una frustrazione enorme per chi ha creduto nel progetto e ha deciso di supportare Valve dal primo giorno.

La domanda legittima è: Valve avrebbe potuto gestire meglio questo lancio? Probabilmente sì. Una comunicazione più trasparente sui tempi di produzione, una gestione delle prenotazioni più accorta, magari un rilascio scaglionato per regione geografica. Invece siamo al punto in cui il supporto clienti di Valve è sommerso di richieste e le stime cambiano di settimana in settimana.

Cosa imparerà Valve da questa esperienza

Qui sta il vero insegnamento per l’industria. Valve è un’azienda che controlla tutto nel suo ecosistema: la piattaforma, il software, i dati. Quando ha deciso di entrare nel mercato dell’hardware, probabilmente ha pensato di poter mantenere lo stesso livello di controllo. Non funziona così.

Hardware significa logistica. Logistica significa partner fisici, magazzini, corrieri, dogane. Tutte le variabili che Valve non controllava direttamente sono diventate colli di bottiglia. E non è colpa loro, è la natura del business.

A mio parere, questa esperienza spingerà Valve a riconsiderare il suo approccio. O la prossima volta farà accordi con distributori locali già dal lancio, oppure semplificherà ulteriormente il prodotto per rendere la produzione più scalabile. Oppure ancora, accetterà che non tutti potranno avere il controller al day one e comunicherà questo chiaramente da subito.

Quello che non può accadere di nuovo è che i clienti si trovino con stime di consegna che cambiano mese dopo mese. È un errore di gestione delle aspettative, non di produzione.

Entro i prossimi sei-otto mesi, avrò una risposta chiara su come Valve affronterà questa crisi di supply: continuerà a rincorrere la domanda mese dopo mese, oppure correggerà il tiro e comunicherà un nuovo piano di distribuzione?

Articolo originale su: Eurogamer

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