News

Mulhouse 2026: L’elettrico Stellantis si forgia in Francia

Fulvio Barbato · 27 Maggio 2026 · 8 min di lettura
Mulhouse 2026: L'elettrico Stellantis si forgia in Francia
Immagine: HDblog.it

L’aria all’interno del Palazzo dell’Eliseo, in quel giorno di maggio del 2026, doveva essere densa non solo di storia e diplomazia, ma anche di quell’elettricità, metaforica e letterale, che sta ridisegnando il futuro dell’industria automobilistica europea. Emmanuel Macron, il presidente francese, non era lì per un semplice taglio del nastro; piuttosto, stava svelando un tassello cruciale di una strategia industriale che mira a posizionare la Francia al centro della rivoluzione green. E al suo fianco, o quantomeno al centro del suo discorso, c’era Stellantis, il colosso nato dalla fusione tra FCA e PSA, con un annuncio che risuona come un potente motore elettrico nella quiete di un’agenda politica: un investimento massiccio, superiore al miliardo di euro, destinato a trasformare lo stabilimento di Mulhouse.

Mulhouse 2026: L'elettrico Stellantis si forgia in Francia
Crediti immagine: HDblog.it

Pensateci un attimo. Un miliardo di euro. Non è una cifra che si pronuncia alla leggera, specialmente in un settore, quello dell’automotive, che sta vivendo una delle sue transizioni più radicali e costose. È un segnale forte, un impegno tangibile che va oltre le dichiarazioni d’intenti. In un’epoca dove i cicli di vita dei prodotti si accorciano e le tecnologie mutano con una velocità quasi vertiginosa, un investimento di questa portata traccia una linea netta, indicando una direzione irreversibile per il gruppo italo-francese.

L’Investimento e il Suo Contesto

La posta in gioco è alta. Da una parte, abbiamo Stellantis, un gigante con un portafoglio di marchi che va da icone come Fiat e Alfa Romeo a pilastri europei come Peugeot e Citroën. Dall’altra, la Francia, una nazione con una profonda tradizione manifatturiera e un settore automobilistico che, come ha sottolineato Macron, rappresenta circa l’1,6% dell’occupazione privata e contribuisce per l’1,1% al PIL nazionale con un valore aggiunto di 31,2 miliardi di euro. L’annuncio del presidente francese, che ha rivelato il nuovo progetto nel Paese transalpino, si è concentrato proprio su questa sinergia: il gruppo guidato da John Elkann e Antonio Filosa destinerà, nei prossimi tre anni, oltre 1 miliardo di euro nello stabilimento di Mulhouse per la produzione di veicoli elettrici di nuova generazione. L’orizzonte temporale, tre anni, ci porta fino al 2029, anno in cui la produzione a pieno regime dovrebbe iniziare.

Questo impegno non nasce dal nulla. Stellantis, infatti, continua a spingere a tutto gas sulla tecnologia green, nonostante, come ammesso dalla stessa dirigenza, i risultati commerciali sin qui siano stati al di sotto delle aspettative. È il classico paradosso di un’innovazione disruptive: i costi iniziali sono elevati, l’adozione da parte del mercato è graduale e le infrastrutture di supporto sono ancora in evoluzione. Ma la visione a lungo termine è chiara: il futuro è elettrico. E Mulhouse, con la sua storia industriale e la sua posizione strategica, è stata scelta per diventare uno dei cuori pulsanti di questa trasformazione. L’investimento non è un semplice aggiornamento, ma una vera e propria riconversione, un salto generazionale che coinvolgerà tecnologie produttive all’avanguardia e nuove competenze professionali.

Il piano di elettrificazione industriale francese, presentato proprio all’Eliseo, non si limita a Stellantis. Macron ha menzionato anche la produzione già esistente dei veicoli elettrici Renault R5 e R4 a Douai e Maubeuge, evidenziando come l’impegno sia sistemico e mirato a creare un ecosistema completo per la mobilità elettrica sul suolo francese. È una strategia che non guarda solo al singolo costruttore, ma all’intera filiera, dai componenti alla ricarica, con l’obiettivo di attrarre anche altri produttori stranieri, pronti a investire e produrre in Francia.

La Visione Francese e la Sfida Globale

La visione del Presidente Macron è ambiziosa: fare della Francia un leader nella produzione di veicoli elettrici. Un obiettivo che si lega a doppio filo con la transizione energetica europea e la necessità di ridurre le emissioni. L’industria automobilistica, con la sua capillare rete di fornitori e l’alto valore aggiunto, è un motore economico fondamentale. Trasformarla in chiave green significa non solo salvaguardare posti di lavoro, ma anche crearne di nuovi, specializzati e ad alto contenuto tecnologico. L’aspetto positivo, secondo il Presidente, riguarda proprio l’impatto sul mondo del lavoro, includendo modelli di produttori stranieri pronti a investire e produrre in Francia. Questa è una chiara indicazione della volontà politica di attrarre capitali e know-how, rendendo il paese attrattivo per le aziende che guardano al futuro.

“Come potete vedere, si tratta di qualcosa di concreto: l’elettrificazione e i veicoli elettrici, gli stabilimenti Renault che producono la R5 a Douai, la R4 a Maubeuge, la nostra capacità di costruire un’intera industria attorno a questo”, ha assicurato un fiducioso Macron, spingendo per la rivoluzione green. Ma un’industria non si fa solo con le fabbriche. L’impegno che attende Stellantis, e con essa l’intera filiera francese, dovrà sposarsi anche con una implementazione massiccia e capillare delle colonnine di ricarica. Un’infrastruttura adeguata è la conditio sine qua non per l’accettazione di massa dei veicoli elettrici e per la piena realizzazione di questa visione. Senza una rete di ricarica efficiente e diffusa, anche i veicoli più avanzati rischiano di rimanere confinati a nicchie di mercato, rallentando la transizione desiderata.

Diversi brand del Gruppo Stellantis, tra cui Peugeot e Citroën, hanno già offerto una visione pionieristica sull’elettrico, provando a replicare anche la crescita esponenziale di concorrenti come Renault. Questo investimento a Mulhouse darà loro una base produttiva solida per le future generazioni di modelli, rafforzando la loro capacità di competere in un mercato sempre più affollato e innovativo. La competizione è feroce, non solo tra i marchi europei ma anche con i giganti asiatici e americani che si stanno affacciando con forza nel Vecchio Continente. Essere pronti, con una produzione localizzata e tecnologicamente avanzata, è una mossa strategica fondamentale.

Prospettive Future e Oltre la Soglia 2029

“Desidero ringraziare tutti i produttori che si stanno impegnando e annunciare nuovi investimenti in questo settore”, ha dichiarato Macron. “Ho menzionato la R5 a Douai e la R4 a Maubeuge; Stellantis a Mulhouse investirà oltre un miliardo di euro per produrre le nuove generazioni di veicoli elettrici a partire dal 2029. Questo rappresenta un impegno da parte dell’altro nostro importante costruttore automobilistico nell’ambito di questa strategia: produrre veicoli elettrici in Francia e introdurre qui nuovi modelli”. Queste parole sottolineano un patto non scritto tra governo e industria, un sodalizio necessario per affrontare le sfide del futuro.

Di recente, l’amministratore delegato Antonio Filosa ha svelato il piano strategico quinquennale da 60 miliardi di euro di Stellantis, denominato FaSTLAne 2030, durante l’Investor Day tenutosi ad Auburn Hills, nel Michigan. Questo programma prevede il lancio di oltre 60 nuovi veicoli e 50 importanti aggiornamenti da qui al 2030 in tutto il portafoglio marchi del gruppo. Tra questi, spiccano 29 veicoli completamente elettrici (EV), 15 modelli ibridi plug-in o con autonomia estesa, 24 ibridi e 39 veicoli con motore a combustione interna o mild-hybrid. Una strategia multiforme, che riconosce la necessità di una transizione graduale ma decisa.

Sull’architettura STLA One, il cui lancio è previsto per il 2027, prenderanno forma oltre 30 modelli nei segmenti B, C e D. Questa piattaforma modulare e scalabile è la vera spina dorsale della strategia EV di Stellantis, consentendo economie di scala e flessibilità produttiva. L’investimento a Mulhouse è quindi funzionale a questa roadmap, preparando il terreno per l’arrivo dei veicoli basati su STLA One. “Stiamo offrendo un vero futuro industriale al sito di Mulhouse, al centro di una strategia concreta che stiamo perseguendo in una regione che ama l’industria automobilistica, che ha questa storia e ci crede”, ha sancito Macron, ribadendo l’importanza del legame tra il territorio e la sua vocazione industriale.

Il percorso verso una mobilità completamente elettrica è ancora lungo e costellato di incertezze, ma mosse come quella di Stellantis a Mulhouse nel 2026 dimostrano una chiara volontà di non rimanere indietro. È una corsa contro il tempo, dove innovazione, investimenti e supporto politico devono marciare di pari passo. Il futuro dell’automotive europeo, e con esso una fetta significativa della sua economia, si giocherà proprio su questi campi di battaglia industriali.

Fonte: HDblog.it